La ri­cer­ca sul dia­be­te di ti­po 1: Mon­tréall, cen­tro all'avan­guar­dia

Corriere Italiano - - Da Prima Pagina -

Il dot­tor Ci­ria­co Pic­ci­ril­lo è ri­cer­ca­to­re e pro­fes­so­re all’uni­ver­si­tà McGill e du­ran­te gli an­ni si è spe­cia­liz­za­to nel­la ri­cer­ca sul dia­be­te di ti­po 1, in Ca­na­da e ne­gli Sta­ti Uni­ti. È sta­to il por­ta­vo­ce dell’even­to Rou­lons pour la re­cher­che sur le dia­bè­te, or­ga­niz­za­to dal­la Fon­da­tion de

la re­cher­che sur le dia­bè­te ju­vé­ni­le, che si è svol­to l’11 set­tem­bre a Mon­tréal. Du­ran­te que­sta gior­na­ta si so­no rac­col­ti più di 825 000 $ da in­ve­sti­re in­te­ra­men­te nel­la ri­cer­ca sul dia­be­te. L’obiet­ti­vo era, in­fat­ti, di rac­co­glie­re sol­di da di­ri­ge­re al­la ri­cer­ca ed all’edu­ca­zio­ne. «Pa­rec­chi pa­zien­ti che vi­vo­no con que­sta ma­lat­tia non san­no be­ne co­me con­vi­ver­ci. Noi cer­chia­mo da an­ni di aiu­tar­li con le no­stre ri­cer­che», ci ha det­to Pic­ci­ril­lo. Un al­tro obiet­ti­vo, ha ag­giun­to, è quel­lo di «for­ma­re i gio­va­ni nel la­bo­ra­to­rio, che si tra­sfor­me­ran­no nel­la pros­si­ma ge­ne­ra­zio­ne di ri­cer­ca­to­ri e po­tran­no svi­lup­pa­re nuo­vi trat­ta­men­ti».

Il dia­be­te di ti­po 1, det­to an­che dia­be­te gio­va­ni­le, col­pi­sce qua­si 2 mi­lio­ni di ca­na­de­si. «Le con­se­guen­ze so­no de­va­stan­ti, per­ché col­pi­sce il cuo­re, la vi­sta, la qua­li­tà del­la vi­ta, la ca­pa­ci­tà di la­vo­ra­re... Il ti­po 1 si ma­ni­fe­sta pre­sto nel­la vi­ta. Ora la no­stra mis­sio­ne è di po­ter ca­pi­re qual è la con­di­zio­ne ge­ne­ti­ca che fa­vo­ri­sce lo svi­lup­po di que­sta ma­lat­tia nel bam­bi­no e che ef­fet­to ha que­sta “com­bi­na­zio­ne di­fet­to­sa” sul ti­po di ri­spo­ste im­mu­ni­ta­rie del cor­po».

McGill rap­pre­sen­ta uno dei cen­tri di ri­cer­ca ca­na­de­si più im­por­tan­ti, do­ve una quan­ti­tà di pa­zien­ti si re­ca­no per tro­va­re del­le cu­re adat­te op­pu­re per in­co­rag­gia­re le ri­cer­che del la­bo­ra­to­rio con do­na­zio­ni di san­gue. Il dot­tor Pic­ci­ril­lo ci ha spie­ga­to inol­tre che la spe­ran­za di vi­ta per una per­so­na af­fet­ta da dia­be­te di ti­po 1 è in co­stan­te cre­sci­ta, per­ché i pa­zien­ti so­no sem­pre più at­ten­ti all’ali­men­ta­zio­ne ed al­la qua­li­tà del­la vi­ta: «que­sto ti­po di trat­ta­men­to non­me­di­co è mol­to im­por­tan­te, aiu­ta il pa­zien­te a vi­ve­re be­ne con la sua ma­lat­tia. Ora­mai, la spe­ran­za di vi­ta di una per­so­na af­fet­ta da dia­be­te di ti­po 1 può es­se­re del tut­to nor­ma­le. Se il li­vel­lo di zuc­che­ri nel san­gue è con­trol­la­to quo­ti­dia­na­men­te, il pa­zien­te può vi­ve­re be­ne».

Di ori­gi­ni ita­lia­ne, na­to e vis­su­to a Mon­tréal, il dot­tor Pic­ci­ril­lo rap­pre­sen­ta una del­le fi­gu­re di pun­ta nel cam­po del­la ri­cer­ca sul dia­be­te.

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