<<Ac­cet­to con umil­ta>>

Corriere Italiano - - Da Prima Pagina -

Ba­rack Oba­ma ha vin­to, non sen­za sor­pre­se, il No­bel per la pa­ce 2009. Il pre­si­den­te Usa è sta­to in­si­gni­to del pre­mio «per i suoi sfor­zi straor­di­na­ri nel raf­for­za­re la di­plo­ma­zia in­ter­na­zio­na­le e la coo­pe­ra­zio­ne tra i po­po­li», si leg­ge nel­la mo­ti­va­zio­ne. Il pre­mio ver­rà con­se­gna­to uf­fi­cial­men­te il 10 di­cem­bre a Oslo. E c’è an­che un ca­na­de­se, Wil­lard Ster­ling Boy­le (nel ri­qua­dro), lau­rea­to­si nel 1950 al­la McGill Uni­ver­si­ty di Mon­treal, fra le tre per­so­ne che han­no ri­ce­vu­to il No­bel per la Fi­si­ca do­po aver con­dot­to ri­cer­che che han­no aper­to la stra­da al­le co­mu­ni­ca­zio­ni del fu­tu­ro, ba­sa­te sull’uso del­le fi­bre ot­ti­che.

C’è an­che un ca­na­de­se fra i tre che han­no ri­ce­vu­to il Pre­mio No­bel per la Fi­si­ca do­po aver con­dot­to in azien­de pri­va­te le ri­cer­che che han­no aper­to la stra­da al­le co­mu­ni­ca­zio­ni del fu­tu­ro, ba­sa­te sull’uso del­le fi­bre ot­ti­che. Va pre­ci­sa­to che il pre­sti­gio­so ri­co­no­sci­men­to è sta­to “di­vi­so” in due: una me­tà è an­da­ta a Char­les Kuen Kao, na­to a Shan­ghai e con dop­pia cit­ta­di­nan­za sta­tu­ni­ten­se-bri­tan­ni­ca (in pen­sio- ne dal 1996, ha con­dot­to le sue ri­cer­che ne­gli Stan­dard Te­le­com­mu­ni­ca­tion La­bo­ra­to­ries di Har­low). L’al­tra me­tà è di­vi­sa al­la pa­ri fra Wil­lard Ster­ling Boy­le e Geor­ge El­wood Smi­th, en­tram­bi dei Bell La­bo­ra­to­ries. Wil­lard Ster­ling Boy­le (nel­la fo­to) ha la cit­ta­di­nan­za ca­na­de­se, ol­tre a quel­la sta­tu­ni­ten­se. È na­to nel 1924 in No­va Sco­tia, ad Am­her­st. Si è lau­rea­to in Fi­si­ca nel 1950, pres­so la McGill Uni­ver­si­ty di Mon­treal. In pen­sio­ne dal 1979, ha di­ret­to la Di­vi­sio­ne sul­le Co­mu­ni­ca­zio­ni de­gli sta­tu­ni­ten­si Bell La­bo­ra­to­ries. Geor­ge El­wood Smi­th, cit­ta­di­no ame­ri­ca­no, è na­to nel 1930 a Whi­te Plains.

Pun­tua­le, il mes­sag­gio di fe­li­ci­ta­zio­ni da par­te del Pre­mier ca­na­de­se Ste­phen Har­per: «A no­me del go­ver­no e dell’in­te­ro Ca­na­da, vo­glio con­gra­tu­lar­mi con Wil­lar­dBoy­le e i suoi col­le­ghi Geor­ge Smi­th e Char­les Kao. Le lo­ro sco­per­te han­no per­mes­so di mo­del­la­re la so­cie­tà in cui vi­via­mo e han­no ri­vo­lu­zio­na­to la fo­to­gra­fia. I la­vo­ri del Dr. Boy­le han­no con­dot­to all’in­ven­zio­ne del­le fo­to in di­gi­ta­le fa­ci­li­tan­do il trat­ta­men­to e la di­stri­bu­zio­ne del­le im­ma­gi­ni, ma so­prat­tut­to spin­gen­do sem­pre più in là l’esplo­ra­zio­ne scien­ti­fi­ca».

E c’è un piz­zi­co di Ca­na­da an­che nel nuo­vo No­bel per la Me­di­ci­na. Uno dei tre pre­mia­ti, dun­que an­che in que­sto ca­so si trat­ta di un Pre­mio con­di­vi­so, è Jack W. Szo­stak, cit­ta­di­no ame­ri­ca­no ma na­to (nel 1952) a Londra e cre­sciu­to a Mon­treal do­ve ha stu­dia­to lau­rean­do­si al­la McGill all’età di 19 an­ni. Si è poi tra­sfe­ri­to ne­gli Usa, nel­la Cor­nell Uni­ver­si­ty e quin­di nell’uni­ver­si­tà di Har­vard. At­tual­men­te in­se­gna Ge­ne­ti­ca nel Massachusetts Ge­ne­ral Ho­spi­tal di Bo­ston e fa par­te dell’Isti­tu­to Ho­ward Hu­ghes per la ri­cer­ca bio­me­di­ca.

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