Que­st’an­no, più po­sti di la­vo­ro

Il 29% dei da­to­ri di la­vo­ro pre­ve­do­no di as­su­me­re per­so­na­le nel cor­so del 2010. I sa­la­ri in­ve­ce re­ste­ran­no nel­la mag­gior par­te dei ca­si “con­ge­la­ti”.

Corriere Italiano - - CANADA -

Ca­ree­rBuil­der.ca, uno dei mag­gio­ri si­ti web del Ca­na­da che ope­ra­no nel cam­po dell’oc­cu­pa­zio­ne, ha ri­ve­la­to i ri­sul­ta­ti del suo re­cen­te son­dag­gio, rea­liz­za­to dall’agen­zia Har­ris In­te­rac­ti­ve, in­ti­to­la­to “As­sun­zio­ni pre­vi­ste per il 2010”. Con­dot­to dal 5 al 23 no­vem­bre fra 255 pro­fes­sio­ni­sti del re­clu­ta­men­to e in ri­sor­se uma­ne di im­pre­se pri­va­te, il son­dag­gio par­te dal­la pre­mes­sa che “ il mer­ca­to del la­vo­ro ca­na­de­se ha avu­to al­ti e bas­si nel 2009, ma i da­to­ri di la­vo­ro so­no ot­ti­mi­sti e col­ti­va­no l’idea di as­su­me­re per­so­na­le nel cor­so del nuo­vo an­no, man ma­no che l’eco­no­mia va rial­zan­do la cre­sta”.

Per quan­to con­cer­ne il la­vo­ro a tem­po pie­no, il 29% dei da­to­ri di la­vo­ro pre­ve­de di au­men­ta­re il nu­me­ro di di­pen­den­ti nel 2010. Il 9% pen­sa in­ve­ce di di­mi­nuir­lo, il 48% non pro­get­ta cam­bia­men­ti e il 15% è in­de­ci­so. Se si guar­da in­ve­ce all’oc­cu­pa­zio­ne a tem­po par­zia­le, il 18% dei da­to­ri di la­vo­ro pre­ve­de di as­su­me­re, il 9% di li­cen­zia­re, il 61% non fa­rà al­cun cam­bia­men­to e il 13% è in­cer­to. Quan­do i da­to­ri di la­vo­ro so­no sta­ti in­ter­ro­ga­ti a pro­po­si­to dei set­to­ri e del­le prio­ri­tà di as­sun­zio­ne, per il 2010, più del­la me­tà (il 51%) ha in­di­ca­to i po­sti che ri­chie­do­no com­pe­ten­ze tec­no­lo­gi­che, men­tre il 26% ha ci­ta­to il ser­vi­zio al­la clien­te­la. Ma si va an­che ver­so la “ge­ne­ra­zio­ne dei pro­fit­ti” e quin­di ver­so la fi­lo­so­fia del pro­fit­to. Mol­ti da­to­ri di la­vo­ro han­no ma­ni­fe­sta­to l’in­ten­zio­ne di as­su­me- re per­so­na­le per i lo­ro set­to­ri svi­lup­po de­gli af­fa­ri, mar­ke­ting e ven­di­te.

Fra le ten­den­ze per il nuo­vo an­no, pri­meg­gia la so­sti­tu­zio­ne di la­vo­ra­to­ri a bas­so ren­di­men­to, quin­di le pre­sta­zio­ni so­no mol­to im­por­tan­ti e si pre­ve­do­no va­lu­ta­zio­ni pe­rio­di­che fre­quen­ti. Si pen­sa an­che a con­di­zio­ni di la­vo­ro flessibili ( ora­ri va­ria­bi­li, set­ti­ma­ne cor­te, cioè con lo stes­so nu­me­ro di ore ma in me­no gior­ni la­vo­ra­ti­vi, ecc.). Quan­to ai sa­la­ri, non ar­ri­va­no in­ve­ce buo­ne no­ti­zie. Se i da­to­ri di la­vo­ro au­men­te­ran­no gli or­ga­ni­ci, as­su­men­do di­pen­den­ti, nel 2010 sa­ran­no in­ve­ce mol­to cau­ti con i lo­ro “vec­chi” di­pen­den­ti. So­lo la me­tà dei da­to­ri di la­vo­ro pre­ve­de di au­men­ta­re i sa­la­ri nei pros­si­mi tre me­si. E si par­la co­mun­que di au­men­ti mi­ni­mi.

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