Una vi­ta per la li­ber­tà con­tro l’apar­theid

LA SCOM­PAR­SA DI NEL­SON MAN­DE­LA

Corriere Italiano - - MONDO -

Ma­di­ba”, co­sì lo chia­ma­va­no tut­ti, si è spen­to se­re­na­men­te nel­la sua abi­ta­zio­ne di Jo­han­ne­sburg il 5 dicembre scor­so at­tor­nia­to dai fa­mi­lia­ri. Ave­va 95 anni, di cui 27 tra­scor­si nel­le pri­gio­ni del re­gi­me su­da­fri­ca­no, pri­ma del­la li­be­ra­zio­ne dall’apar­theid e dell’ele­zio­ne a pre­si­den­te. I fu­ne­ra­li si ter­ran­no il 15 dicembre.

An­sa - Un uo­mo cre­sciu­to nel­lo spie­ta­to re­gi­me dell’apar­theid raz­zi­sta che op­pres­se il Su­da­fri­ca dal 1948 al 1994; un lea­der che ha ab­brac­cia­to e gui­da­to la lot­ta ar­ma­ta, ha tra­scor­so qua­si un ter­zo del­la vi­ta in carcere e ne è usci­to co­me un ‘Gan­d­hi ne­ro’, che con il suo mes­sag­gio di per­do­no e ri­con­ci­lia­zio­ne ha sa­pu­to trat­te­ne­re il suo Pae­se dal pre­ci­pi­ta­re in un te­mu­to ba­ra­tro di ven­det­ta e di san­gue. Nel­son Ro­li­hla­hla (‘pian­ta­gra­né) Man­de­la na­sce il 18 lu­glio 1918 a Mve­zo, vil­lag­gio del Tran­skei (su­de­st) da una fa­mi­glia di san­gue rea­le di et­nia Xho­sa.

Do­po la scuo­la me­to­di­sta si iscri­ve all’Uni­ver­si­tà di Fort Ha­re per poi tra­sfe­rir­si a Jo­han­ne­sburg, do­ve stu­dia leg­ge all’U- ni­ver­si­tà del Wit­wa­ter­srand e fre­quen­ta mi­li­tan­ti e di­ri­gen­ti dell’Afri­can Na­tio­nal Con­gress (Anc), il primo par­ti­to fon­da­to nel 1912 dai ne­ri in Su­da­fri­ca. Nel 1944 par­te­ci­pa al­la fon­da­zio­ne del­la Le­ga del­la Gio­ven­tù dell’Anc. Lo stes­so an­no spo­sa Eve­lyn Ma­se, da cui di­vor­zie­rà nel 1957. La vit­to­ria del raz­zi­sta Fron­te na­zio­na­le nel­le ele­zio­ni del 1948 ra­di­ca­liz­za le sue po­si­zio­ni. Nel 1952 apre uno stu­dio le­ga­le in­sie­me a Oli­ver Tam­bo nel cen­tro di Jo­han­ne­sburg: il primo ge­sti­to da ne­ri in Su­da­fri­ca. In­sie­me ad altri 150, nel dicembre 1956 vie­ne ar­re­sta­to e ac­cu­sa­to di tra­di­men­to in un pro­ces­so che si con­clu­de­rà nel 1961 con un’as­so­lu­zio­ne ge­ne­ra­le. Nel 1957 co­no­sce Win­nie Ma­di­ki­ze­la, che spo­sa l’an­no suc­ces­si­vo. Nel 1961 fon­da il brac­cio ar­ma­to dell’Anc, l’MK ( Um­khon­to we Si­z­we, ‘Lan­cia del­la Na­zio­ne’), de­di­to ad azio­ni di sa­bo­tag­gio, pia­ni di guer­ri­glia, ad­de­stra­men­to pa­ra­mi­li­ta­re. Nel 1962 vie­ne ar­re­sta­to e con­dan­na­to a 5 anni di carcere per at­ti­vi­tà sov­ver­si­ve ed espa­trio il­le­ga­le al rientro da una lun­ga mis­sio­ne in Afri­ca e Eu­ro­pa.

Nel 1964 è con­dan­na­to ai la­vo­ri for­za­ti a vi­ta al pro­ces­so di Ri­vo­nia, dal no­me del­la lo­ca­li­tà do­ve l’an­no pri­ma l’in­te­ro sta­to mag­gio­re dell’Anc era sta­to cat­tu­ra­to in una re­ta­ta del­la po­li­zia. Dal ban­co de­gli im­pu­ta­ti, Man­de­la pro­nun­cia un ce­le­bre di­scor­so in di­fe­sa del di­rit­to de­gli op­pres­si al­la lot­ta ar­ma­ta co­me ul­ti­ma ri­sor­sa con­tro la vio­len­za de­gli op­pres­so­ri. Pro­cla­ma pe­rò an­che il suo idea­le di so­cie­tà non raz­zi­sta con ugua­li di­rit­ti per bian­chi e ne­ri. Un idea­le per cui pro­cla­ma di es­se­re pron­to a mo­ri­re. Vie­ne tra­sfe­ri­to nel carcere di mas­si­ma si­cu­rez­za di Rob­ben Island, al lar­go di Ca­pe To­wn, do­ve pas­sa 18 dei suoi 27 anni di pri­gio­ne. Si lau­rea in leg­ge per cor­ri­spon­den­za al­la Uni­ver­si­ty of Lon­don. In pri­gio­ne la sua fa­ma mon­dia­le e po­po­la­ri­tà au­men­ta­no, di­ven­ta sim­bo­lo del­la lot­ta al re­gi­me raz­zi­sta. Nel 1982 vie­ne tra­sfe­ri­to nel­la pri­gio­ne di Poll­smoor. Nel 1985 il pre­si­den­te P. Bo­tha gli of­fre la li­ber­tà in cam­bio al­la ri­nun­cia in­con­di­zio­na­ta al­la vio­len­za. Man­de­la ri­fiu­ta, tut­ta­via ini­zia­no spo­ra­di­ci con­tat­ti con emis­sa­ri del re­gi­me. Nel 1988 è tra­sfe­ri­to nel­la pri­gio­ne di Vic­tor Ver­ster, a nord di Ca­pe To­wn, do­ve le con­di­zio­ni di de­ten­zio­ne mi­glio­ra­no. Nel 1989 Bo­tha vie­ne so­sti­tui­to da Fre­de­rik de Klerk, che il 2 feb­bra­io 1990 an­nun­cia la li­be­ra­zio­ne di Man­de­la.

L’11 feb­bra­io una fol­la im­men­sa ac­co­glie il lea­der, che si pre­sen­ta al mon­do con un di­scor­so che re­ste­rà nel­la sto­ria, of­fren­do per­do­no e ri­con­ci­lia­zio­ne all’im­pau­ri­ta mi­no­ran­za bian­ca. Man­de­la è elet­to pre­si­den­te dell’Anc, ini­zia un dif­fi­ci­le pe­rio­do di ne­go­zia­to col go­ver­no di de Klerk, che pro­se­gue per quat­tro anni. Ten­ta­ti­vi ever­si­vi di grup­pi di estre­ma de­stra, san­gui­no­se vio­len­ze tri­ba­li mi­nac­cia­no la stra­te­gia di ri­con­ci­lia­zio­ne di Ma­di­ba, co­me or­mai tut­ti chia­ma­no Man­de­la (ti­to­lo ono­ri­fi­co del suo clan).

Nel 1993 ri­ce­ve il No­bel per la Pa­ce in­sie­me a De Klerk e nel no­vem­bre 2009, l’Onu pro­cla­me­rà il 18 lu­glio ‘ Man­de­la Day’. Il 27 apri­le 1994, al­la fi­ne, si vo­ta. L’Anc vin­ce col 62% le pri­me ele­zio­ni mul­ti­raz­zia­li nel­la sto­ria del Pae­se, Man­de­la è il primo pre­si­den­te ne­ro del Su­da­fri­ca. De Klerk è vi­ce­pre­si­den­te. Per Man­de­la ini­zia un in­fa­ti­ca­bi­le la­vo­ro di con­so­li­da­men­to del suo fra­gi­le edi­fi­cio.

Nel 1996 di­vor­zia da Win­nie. Nel 1998 spo­sa Gra­ca Ma­chel, ve­do­va del pre­si­den­te del Mo­zam­bi­co, Sa­mo­ra Ma­chel. Al ter­mi­ne del man­da­to ri­fiu­ta di can­di­dar­si di nuo­vo. Do­po il 1999 l’an­zia­no lea­der con­ti­nua per qual­che an­no a spen­de­re le sue ener­gie e il suo no­me per nu­me­ro­se cau­se uma­ni­ta­rie. Nel 2004 an­nun­cia l’in­ten­zio­ne di ri­ti­rar­si dal­la vi­ta pub­bli­ca per de­di­car­si al­la fa­mi­glia. Com­pa­re sem­pre più di ra­do in pub­bli­co e ogni vol­ta ap­pa­re più fra­gi­le e de­bo­le, co­me nel­la fu­ga­ce ap­pa­ri­zio­ne a Jo­han­ne­sburg al­la fi­na­le dei Mon­dia­li di cal­cio, nel lu­glio 2010. Ne­gli ul­ti­mi anni ha pas­sa­to la mag­gior par­te del tem­po a Qu­nu, il vil­lag­gio del­la sua fa­mi­glia.

(Fo­to An­sa)

Nel­son Man­de­la du­ran­te il suo in­ter­ven­to al­la ma­ni­fe­sta­zio­ne an­ti-apar­theid in piaz­za Far­ne­se,

a Ro­ma, il 16 giu­gno 1990

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