Una nuo­va vi­ta per « la cit­tà mor­ta »

Le Messager La Salle - - ARTE E SPETTACOLO -

TC Me­dia ha ap­pro­fit­ta­to del­la pre­sen­za a Mon­treal del pro­fes­sore Mas­si­mo Osan­na, ar­cheo­lo­go di­ret­tore ge­ne­rale del­la So­prin­ten­den­za di Pom­pei, ve­nu­to a chiu­dere la bel­la mos­tra che il Mu­seo di Belle Ar­ti ha de­di­ca­to al­la cit­tà ro­ma­na sep­pel­li­ta dall’eru­zione del Ve­su­vio nel lon­ta­no 79 d.c., per par­lare del « Grande pro­get­to Pom­pei », un en­orme can­tiere ar­cheo­lo­gi­co che sta cer­can­do di res­ti­tuire una nuo­va vi­ta a quel­la che è sta­ta de­fi­ni­ta « la cit­tà mor­ta ».

« Il Grande pro­get­to Pom­pei è un pro­get­to che ri­guar­da l’in­tera cit­tà. Per la pri­ma vol­ta si af­fron­ta Pom­pei con tut­ti i suoi pro­ble­mi cer­can­do di ri­sol­ver­li al­la base. Nel pas­sa­to ci so­no sta­ti al­tri gran­di pro­get­ti, tut­ti più o me­no fal­li­ti per­ché l’ap­proc­cio era sba­glia­to. Si pen­sa­va più che al­tro al­la va­lo­riz­za­zione, co­sa im­por­tan­tis­si­ma in un si­to che conta 3 mi­lio­ni di vi­si­ta­to­ri all’an­no ; ma se pri­ma non si ri­sol­vo­no i pro­ble­mi strut­tu­ra­li l’as­pet­to del­la va­lo­riz­za­zione di­ven­ta se­con­da­rio. »

Il « Grande pro­get­to » ha ri­ce­vu­to un fi­nan­zia­men­to di 105 mi­lio­ni di eu­ro. Il 70% pro­viene dal­la Co­mu­ni­tà eu­ro­pea e il res­to dal­lo sta­to ita­lia­no.

Con ques­ti sol­di si è de­ci­so in­nan­zi­tut­to di ri­sol­vere i pro­ble­mi strut­tu­ra­li e di conser­va­zione. 85 mi­lio­ni so­no sta­ti des­ti­na­ti al­la mes­sa in si­cu­rez­za di tut­ta l’area di 44 et­ta­ri, sia sca­va­ta che non : sta­bi­li­tà geo­lo­gi­ca e idro­geo­lo­gi­ca, dre­nag­gio delle acque, conso­li­da­men­to dei fron­ti di sca­vo; ri­so­lu­zione dei pro­ble­mi strut­tu­ra­li di tutte le strut­ture emerse, mu­ro per mu­ro, ca­sa per ca­sa, « in­su­la per in­su­la ».

Oltre a ciò ab­bia­mo scel­to una se­rie di « do­mus », di edi­fi­ci, cir­ca una ven­ti­na, da sot­to­porre ad un res­tau­ro ac­cu­ra­to, al res­tau­ro di vec­chi in­ter­ven­ti che spes­so so­no ri­sul­ta­ti ad­di­rit­tu­ra de­le­te­ri, uti­liz­zan­do tec­no­lo­gie e ma­te­ria­li com­pa­ti­bi­li, ad esem­pio og­gi si usa mol­to il la­ser, il tut­to con lo sco­po di ria­prirle al pub­bli­co.

Poi stia­mo mi­glio­ran­do l’ac­ce­si­bi­li­tà per i di­sa­bi­li e quel­la in tutte le prin­ci­pa­li « do­mus » del si­to per evi­tare trop­pa concen­tra­zione ne­gli stes­si luo­ghi.

Tut­ti ques­ti la­vo­ri sa­ran­no ter­mi­na­ti en­tro la fine dell’an­no sal­vo la parte de­no­mi­na­ta « Re­gio Pri­ma ».

UNA « PIOGGIA » DI SOL­DI PER POM­PEI ...

« Con­tem­po­ra­nea­mente ai sud­det­ti la­vo­ri so­no sta­ti stan­zia­ti al­tri sol­di per al­tri « pia­ni », che so­no al­tret­tan­to im­por­tan­ti. C’è, ad esem­pio, il « pia­no del­la co­nos­cen­za ». Per la pri­ma vol­ta si è do­cu­men­ta­ta Pom­pei in ma­nie­ra sis­te­ma­ti­ca con l’uso delle nuove tec­no­lo­gie : il la­ser-scan­ner, il drone, le fo­to or­to­ret­ti­fi­cate per ogni mu­ro, per ogni pie­tra di Pom­pei, in mo­do da creare un ar­chi­vio in­for­ma­ti­co straor­di­na­rio, una ban­ca da­ti uni­ca che ci pos­sa per­met­tere di po­ter pro­ce­dere con al­tri pro­get­ti di res­tau­ro, di ri­cer­ca, di ma­nu­ten­zione or­di­na­ria e straor­di­na­ria.

Poi c’è il « pia­no del­la si­cu­rez­za ». È sta­ta crea­ta una nuo­va re­cin­zione del si­to e una nuo­va vi­deo­sor­ve­glian­za non so­lo per­ime­trale ma anche in­ter­na, ne­gli edi­fi­ci e nelle strade prin­ci­pa­li per­ché 3 mi­lio­ni di vi­si­ta­to­ri all’an­no so­no tan­ti da sor­ve­gliare. Ins­tal­lare le te­le­ca­mere è una co­sa anche mol­to com­pli­ca­ta per­ché Pom­pei non è una cit­tà contem­po­ra­nea e per met­terle bi­so­gna sca­vare e in­se­rirle in strut­ture de­li­cate.

C’è anche una nuo­va illu­mi­na­zione e tut­ta l’area ha un ac­ces­so wi-fi. Inoltre, c’è il pia­no del­la frui­zione e del­la co­mu­ni­ca­zione : mi­glio­rare gli ac­ces­si per i vi­si­ta­to­ri, una nuo­va se­gna­le­ti­ca all’in­ter­no del si­to, nuove mappe e guide in 10 lingue dis­tri­buite gra­tui­ta­mente all’in­gres­so, il rial­les­ti­men­to di al­cune « do­mus » anche con og­get­ti ori­gi­na­li ed in­fine la ria­per­tu­ra dell’an­ti­qua­rium dove si tro­va una sor­ta di « vi­si­tor-centre » con un grande plas­ti­co in­ter­at­ti­vo e ri­cos­tru­zio­ni vir­tua­li con una voce in in­glese che rac­con­ta non so­lo la sto­ria ma il si­gni­fi­ca­to dei prin­ci­pa­li mo­nu­men­ti ».

« SUPERSTAR » DEL PATRIMONIO CULTURALE ITA­LIA­NO

« Pom­pei è al se­con­do posto come nu­me­ro di vi­si­ta­to­ri do­po il Co­los­seo e l’area cen­trale di Ro­ma ma è ov­vio per­ché tut­ti i tu­ris­ti che van­no in Ita­lia ar­ri­va­no a Ro­ma, in­vece a Pom­pei bi­so­gna an­dar­ci ap­po­si­ta­mente. Esiste un pro­get­to con il Mi­nis­te­ro dei Tra­spor­ti, quel­lo dei Be­ni Cul­tu­ra­li e le Fer­ro­vie del­lo sta­to per creare un « hub » fer­ro­via­rio che por­ti l’al­ta ve­lo­ci­tà di­ret­ta­mente a Pom­pei.

MU­SEO DI BELLE AR­TI DI MON­TREAL

« Quan­do il MBA e il Royal On­ta­rio Mu­seum di To­ron­to ci han­no contat­ta­to per es­pri­mer­ci il lo­ro de­si­de­rio di os­pi­tare una mos­tra su Pom­pei ci sia­mo mes­si su­bi­to a dis­po­si­zione.

Ho no­ta­to che la mos­tra ha sus­ci­ta­to dav­ve­ro mol­to in­ter­esse tra la gente. È sta­ta un suc­ces­so en­orme. Una delle cose che ho ap­prez­za­to par­ti­co­lar­mente è sta­to l’al­les­ti­men­to mol­to raf­fi­na­to, « aper­to » agli as­pet­ti mul­ti­me­dia­li, al­la do­cu­men­ta­zione vir­tuale, cu­ra­to da al­cune « gio­va­ni » so­cie­tà di Mon­treal. Non es­clu­do che in fu­tu­ro ci si pos­sa av­va­lere di lo­ro per le nostre at­ti­vi­tà ».

Ve­du­ta ae­rea dell’area di Pom­pei con il Ve­su­vio sul­lo sfon­do.

Mas­si­mo Osan­na, for­ma­to­si all’uni­ver­si­tà di Pe­ru­gia, è ar­cheo­lo­go, ri­cer­ca­tore, in­se­gnante uni­ver­si­ta­rio e col­la­bo­ra­tore di nu­me­rose ri­viste na­zio­na­li e in­ter­na­zio­na­li.

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