OG­GET­TI DA AMA­RE

GIO­VAN­NO­NI STE­FA­NO

AD (Italy) - - Focus. - TRE DO­MAN­DE A , IL DE­SI­GNER CHE HA POR­TA­TO LA FIA­BA NEL­LE CA­SE. Gi­ro­ton­do, R.M.

Co­me de­fi­ni­reb­be il suo sti­le? «Vo­le­vo su­pe­ra­re il lin­guag­gio ti­pi­co del de­si­gn tra­di­zio­na­le per ri­ven­di­ca­re un pae­sag­gio ar­ti­fi­cia­le e più evo­lu­to, per­ché le­ga­to al mon­do dell’im­ma­gi­na­rio. Fat­to di og­get­ti buo­ni con i qua­li rap­por­tar­si in ter­mi­ni di­ret­ti, emo­zio­na­li, af­fet­ti­vi. Non più sta­tus o style sym­bol». Lei ha in­ven­ta­to og­get­ti/per­so­nag­gi che se­du­co­no con la lo­ro gra­zio­si­tà. Qual è sta­to quel­lo di mag­gior suc­ces­so? «Il vas­so­io quel­lo con l’omi­no che i bam­bi­ni so­no so­li­ti ta­glia­re sul­la car­ta, è sta­to il mio pri­mo pro­dot­to in­du­stria­le. Da lì è na­ta tut­ta una se­rie di pro­dot­ti. Qua­si 10 mi­lio­ni di pez­zi ven­du­ti in 25 an­ni la di­co­no lun­ga sul­la mo­der­ni­tà di quel pro­get­to». In co­sa si tra­du­ce l’idea di “soft po­wer”? «Una crea­ti­vi­tà dif­fu­sa in ar­te, mu­si­ca, de­si­gn, moda. È un pun­to di ar­ri­vo, for­se per una nuo­va ri­par­ten­za».

Un uo­mo in ta­vo­la. Dall’al­to: Ste­fa­no Gio­van­no­ni ri­trat­to nel­la sua pen­to­la Ma­mi; il vas­so­io in ac­cia­io inox Gi­ro­ton­do di­se­gna­to nel 1989 in­sie­me a Gui­do Ven­tu­ri­ni; il set per sushi in me­lam­mi­na e por­cel­la­na Li­ly Pond (tut­ti gli og­get­ti so­no pro­dot­ti da Ales­si).

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