Il pa­dre bam­bi­no

AD (Italy) - - Storie. - Di FRAN­CE­SCA MOL­TE­NI

ACo­mo lo chia­ma­no tut­ti il Pa’, co­me si usa­va una vol­ta nel­la bel­la pro­vin­cia ita­lia­na. Do­me­ni­co Pa­ri­si, det­to Ico, o il Pa’. Cer­to, per il co­gno­me, ma an­che per­ché lui, che di fi­gli non ne ha avu­ti, è sta­to per tan­ti un gran­de pa­dre bam­bi­no. Sem­pre un pas­so avan­ti, il co­rag­gio di osa­re, è un per­so­nag­gio fuo­ri dal co­mu­ne in una pic­co­la cit­tà al con­fi­ne con l’Eu­ro­pa, ec­cen­tri­co e spe­ri­men­ta­to­re, con la ca­pa­ci­tà del bam­bi­no cu­rio­so che os­ser­va tut­to e in­tui­sce. Sem­pre pri­ma, sem­pre ol­tre.

Nel ri­cor­dar­lo, c’è una gran­de dol­cez­za nel­lo sguar­do de­gli ami­ci, di Ro­ber­ta Liet­ti, qua­si un se­con­do pa­dre per lei, ispi­ra­to­re del­la sua scel­ta di di­ven­ta­re gal­le­ri­sta, e di En­zo Pif­fe­ri, edi­to­re fo­to­gra­fo, che con lui con­di­vi­de­va la pas­sio­ne per le im­ma­gi­ni, il la­go e le bel­le don­ne. Co­mo, ne­gli an­ni 30, era tutt’al­tro che pe­ri­fe­ri­ca. Qui si in­con­tra­va­no Ter­ra­gni, Lin­ge­ri, Sar­to­ris, Figini e Pol­li­ni, per ci­ta­re gli ar­chi­tet­ti più no­ti, in­sie­me agli ar­ti­sti Ra­di­ce, So­mai­ni, Fon­ta­na, Me­lot­ti, Mu­na­ri… I pa­dri del Ra­zio­na­li­smo e dell’Astrat­ti­smo. Tut­ti in­tor­no a La Ruo­ta, lo stu­dio-ate­lier-la­bo­ra­to­rio di idee, inau­gu­ra­to nel 1948 in via Diaz da Ico e da sua mo­glie Lui­sa Aia­ni, can­tu­ri­na doc, dall’in­tui­to in­fal­li­bi­le per il bel­lo. Una cop­pia vi­ta­le e com­pli­ce, al cen­tro di in­con­tri straor­di­na­ri. Gio Pon­ti, Pier­re Re­sta­ny e Bru­no Ze­vi so­no ha­bi­tué, tut­ti a Co­mo, a tro­va­re i Pa­ri­si. Lui, na­to a Pa­ler­mo nel 1916, ar­ri­va in cit­tà a 4 an­ni con la fa­mi­glia, quan­do il pa­dre, pro­fes­so­re di di­se­gno, vie­ne tra­sfe­ri­to in una scuo­la me­dia. «Sem­bra che du­ran­te una vi­si­ta del cri­ti­co

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