RO­CO­CÒ NEWYORCHESE

Sul­la spiag­gia di Rockaway Bea­ch una cop­pia di crea­ti­vi ha idea­to un ap­par­ta­men­to ispi­ra­to al gu­sto di Ma­ria An­to­niet­ta, ri­let­to al­la lu­ce del GLA­MOUR più at­tua­le.

AD (Italy) - - Sommario - Te­sto di RO­BERT PAU­LO PRALL fo­to­gra­fie di GIAN­NI FRANCHELLUCCI

Un ap­par­ta­men­to di ROCKAWAY BEA­CH rein­ter­pre­ta in chia­ve gla­mour lo spi­ri­to del Set­te­cen­to.

Un gior­no d’esta­te, nel 2008, l’ar­chi­tet­to Benjamin No­rie­ga-Or­tiz e suo ma­ri­to, l’ar­ti­sta e lighting des ig ne r Ste­ven Wi­ne, la­scia­ro­no il lo­ro ap­par­ta­men­to di Ma­n­hat­tan per tra­scor­re­re un wee­kend nei Roc­ka­ways, nel­la ca­sa del­la lo­ro ami­ca Pa­tri­cia Field, la co­stu­mi­sta del­la se­rie te­le­vi­si­va Sex and the Ci­ty.

No­rie­ga-Or­tiz e Wi­ne so­no due no­mi mol­to no­ti nell’am­bi­to dell’ar­chi­tet­tu­ra e del de­si­gn. Il pri­mo an­no­ve­ra tra i suoi clien­ti star del­la sce­na mu­si­ca­le, co­me Len­ny Kra­vi­tz e Sean “P.Did­dy” Combs, ma an­che brand co­me Car­tier e Dip­ty­que; l’al­tro è il fondatore di ABYU Lighting, un ate­lier che rea­liz­za ori­gi­na­li lam­pa­de ar­ti­sti­che. La cop­pia si in­na­mo­rò su­bi­to dei Roc­ka­ways, la fa­mo­sa spiag­gia ur­ba­na del di­stret­to newyorchese del Queens, mol­to ama­ta an­che dai sur­fers e con­si­de­ra­ta un’al­ter­na­ti­va più ac­ces­si­bi­le agli Hamp­tons. Nel 2010 i due crea­ti­vi de­ci­se­ro di com­pra­re una ca­sa da quel­le par­ti, un pic­co­lo ap­par­ta­men­to di 95 me­tri qua­dra­ti con le ca­me­re da let­to a ac­cia­te su Rockaway Bea­ch e l’ocea­no Atlan­ti­co al­le spal­le. Nel gi­ro di so­li due me­si, No­rie­ga-Or­tiz e Wi­ne con­fe­ri­ro­no una spic­ca­ta per­so­na­li­tà agli am­bien­ti. Pen­sa­ro­no di in­dul­ge­re con il co­lo­re, per­ché il lo­ro ap­par­ta­men­to di Ma­n­hat­tan era tut­to bian­co e vo­le­va­no qual­co­sa di nuo­vo. Co­me no­ta No­rie­ga-Or­tiz, «ave­va­mo ben chia­ro fin dall’ini­zio qua­le do­ves­se es­se­re la fi­lo­so­fia di que­sto pro­get­to. L’ap­par­ta­men­to in­fat­ti è sta­to con­ce­pi­to con l’idea di ri­tem­pra­re e ri­las­sa­re il cor­po e la men­te». La cop­pia scel­se co­me mu­sa idea­le Ma­ria An­to­niet­ta. «Se Ma­ria An­to­niet­ta aves­se avu­to un ap­par­ta­men­ti­no a New York, nel Queens, pen­so che sa­reb­be sta­to co­sì», ag­giun­ge l’ar­chi­tet­to. «Que­sta è la no­stra idea del Pe­tit Tria­non di Ver­sail­les in chia­ve con­tem­po­ra­nea, un pic­co­lo ri­fu­gio al di fuo­ri dei ca­no­ni clas­si­ci, ma con l’ele­gan­za di un pa­laz­zo». Le stan­ze so­no ca­rat­te­riz­za­te dal­la pre­sen­za di ar­re­di e og­get­ti di va­ri sti­li, cui si a an­ca­no nu­me­ro­si esem­pla­ri di una collezione di uc­cel­li im­bal­sa­ma­ti di va­rie spe­cie, dal gal­lo al co­li­brì, che ri­cor­da­no in qual­che mo­do gli ani­ma­li dell’ha­meau de la rei­ne, la pic­co­la fat­to­ria di Ma­ria An­to­niet­ta. «Mio ma­ri­to in­ve­ce col­le­zio­na ce­ra­mi­che di Val­lau­ris», ag­giun­ge No­rie­ga-Or­tiz. I no­stri in­te­res­si co­mu­ni dan­no al­la no­stra ca­sa un toc­co per­so­na­le e la ren­do­no mol­to par­ti­co­la­re». Un obiet­ti­vo pri­ma­rio del pro­get­to con­si­ste­va nel crea­re un sen­so di lus­so ri­las­sa­to.

« Que­sta è la no­stra idea del Pe­tit Tria­non di Ver­sail­les in chia­ve con­tem­po­ra­nea, un pic­co­lo ri­fu­gio al di fuo­ri dei ca­no­ni clas­si­ci».

Ro­sa chic. so­pra: nel­la stan­za pa­dro­na­le spic­ca il lam­pa­da­rio di La Mur­ri­na. Il ri­ve­sti­men­to dei cu­sci­ni è sta­to rea­liz­za­to con un sa­ri. Se­dia Pa­sha di Pe­dra­li. a de­stra: un let­ti­no in sti­le ro­co­cò nel­la ca­me­ra de­gli ospiti. Il ta­vo­li­no è un pro­to­ti­po di BNO De­si­gn per il Mon­drian Ho­tel di Los An­ge­les. Lam­pa­da­rio co­per­to di piu­me di ABYU Lighting. Le pa­re­ti del sog­gior­no, ri­fi­ni­te in stuc­co ve­ne­zia­no, so­no in co­lor ver­de ac­qua, to­na­li­tà che si ab­bi­na al blu e al bian­co dei di­va­ni, de­fi­nen­do un’am­bien­ta­zio­ne di gu­sto ma­ri­no. Tut­ti i pa­vi­men­ti del­la zona gior­no so­no sta­ti ri­ve­sti­ti con una mo­quet­te che ten­de a uni­for­ma­re le va­rie stan­ze. Gli spa­zi, poi, ven­go­no vir­tual­men­te am­plia­ti dal­la pa­re­te spec­chia­ta da­van­ti al­le fi­ne­stre che guar­da­no ver­so la spiag­gia: rad­dop­pia la vi­sta e fa sem­bra­re que­sto am­bien­te più am­pio. Per quan­to ri­guar­da l’ar­re­da­men­to, i pa­dro­ni di ca­sa han­no com­bi­na­to mo­bi­li an­ti­chi e vin­ta­ge che han­no rac­col­to nel cor­so de­gli an­ni, ac­co­sta­ti a pez­zi con­tem­po­ra­nei “ere­di­ta­ti” dai clien­ti e a pro­to­ti­pi di vecchi pro­get­ti. In que­sto mo­do han­no da­to vi­ta a un ap­par­ta­men­to che ri­flet­te la lo­ro per­so­na­li­tà e co­niu­ga lo hu­mour e il gla­mour.

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Da­van­ti all’ocea­no. so­pra: l’ar­chi­tet­to Benjamin No­rie­ga-Or­tiz sul­la ter­raz­za dell’ap­par­ta­men­to di Rockaway Bea­ch, a New York. pa­gi­na se­guen­te: il sog­gior­no. Ac­can­to al ta­vo­lo di Ju­st Pla­stics una Ea­mes Pla­stic Arm­chair di Vi­tra. Lam­pa­da­rio di ABYU Lighting.

Estro e in­ven­zio­ne. a si­ni­stra: ancora il sog­gior­no. Il so­fà in sti­le ro­co­cò, ri­ve­sti­to in vel­lu­to blu, con­tra­sta pia­ce­vol­men­te con il di­va­no bian­co, dal de­si­gn li­nea­re. La lam­pa­da a so­spen­sio­ne, di ABYU Lighting, è co­per­ta di piu­me, co­me mol­te crea­zio­ni dell’azien­da newyorchese fon­da­ta da Ste­ven Wi­ne, uno dei due pa­dro­ni di ca­sa. Sul fon­do, un ri­trat­to di Ma­ria An­to­niet­ta.

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