Un dia­lo­go con HERVÉ VAN DER STRAETEN, in­ven­to­re di og­get­ti ico­ni­ci e raf­fi­na­ti.

I suoi og­get­ti sem­bra­no mi­ne­ra­li gi­gan­ti, for­ma­zio­ni cri­stal­li­ne, esplo­sio­ni di me­tal­lo. I suoi ri­fe­ri­men­ti spa­zia­no dal­le scien­ze na­tu­ra­li a Le Cor­bu­sier. In­con­tro con un DE­SI­GNER-AR­TI­STA fuo­ri da­gli sche­mi.

AD (Italy) - - Sommario - di RU­BEN MO­DI­GLIA­NI

Ci so­no per­so­ne che han­no la for­tu­na di vivere più vi­te in una. Co­me Hervé Van der Straeten. Na­to nel 1965 a po­ca di­stan­za da Pa­ri­gi, stu­di d’ar­te, ne­gli an­ni Ot­tan­ta lan­cia una li­nea di gio­iel­li e di ac­ces­so­ri: è il suc­ces­so, le sue crea­zio­ni so­no nei mi­glio­ri ne­go­zi del mon­do. Al­la fi­ne del se­co­lo ap­pa­re un Hervé Van der Straeten che di­se­gna e rea­liz­za mo­bi­li fuo­ri dal co­mu­ne, pez­zi uni­ci e in se­rie li­mi­ta­ta. E apre an­che una gal­le­ria nel Ma­rais. È sem­pre lui, non è un ca­so di omo­ni­mia. «Il pas­sag­gio dai gio­iel­li ai mo­bi­li in real­tà è sta­to gra­dua­le, si è trat­ta­to di un pro­gres­si­vo au­men­to di sca­la», ci ha rac­con­ta­to nel cor­so del­la sua pri­ma mostra in Ita­lia, ospi­ta­ta a Mi­la­no du­ran­te la De­si­gn Week dal­la gal­le­ria Ro­bi­lant+Voe­na (ades­so, in­ve­ce, è tra i de­si­gner ospiti dell’Am­ba­scia­ta di Fran­cia a Roma per “De­si­gn @ Far­ne­se”, ras­se­gna di crea­zio­ne con­tem­po­ra­nea, fi­no al 20/09). «Fa­re og­get­ti per ar­re­da­re spa­zi, del re­sto, è una mia pas­sio­ne

da sem­pre. E nel­la pre­ci­sio­ne di cer­te la­vo­ra­zio­ni si ve­de chia­ra­men­te il mio pas­sa­to nel mon­do dei gio­iel­li». I suoi og­get­ti ri­fug­go­no dal­la mas­si­fi­ca­zio­ne: ma­te­ria­li pre­zio­si, spes­so in ac­co­sta­men­ti par­ti­co­la­ri. Le­gno o me­tal­lo con lac­ca­tu­re den­se, stra­ti di co­lo­re pu­ro; pie­tre ed es­sen­ze in­con­sue­te. I suoi so­no og­get­ti ma­gi­ci, qua­si dei to­tem: spec­chi-sor­ciè­re (una sua pas­sio­ne), as­sem­blag­gi di vo­lu­mi che sem­bra­no gal­leg­gia­re nell’aria. «Mi pia­ce gio­ca­re con so­vrap­po­si­zio­ni di vo­lu­mi», pro­se­gue, «è un gio­co che sem­bra alea­to­rio ma che in real­tà se­gue sem­pre una lo­gi­ca per­fet­ta. La con­so­le fat­ta di bloc­chi im­pi­la­ti è uno dei miei clas­si­ci. È un ge­sto pro­get­tua­le che per me è si­mi­le al­la scrit­tu­ra au­to­ma­ti­ca, una pra­ti­ca af­fa­sci­nan­te. Mi pia­ce an­che crea­re mo­bi­li da met­te­re al cen­tro del­le stan­ze, sen­za un la­to “cie­co” da ad­dos­sa­re a una pa­re­te, do­ve il de­co­ro di­ven­ta la su­per­fi­cie stes­sa dell’og­get­to». La sua è una ci­fra crea­ti­va per­so­na­lis­si­ma. Le sue in­fluen­ze, i ri­fe­ri­men­ti so­no una pic­co­la en­ci­clo­pe­dia del gu­sto: «Eileen Gray, Riet­veld, Mies van der Ro­he, Le Cor­bu­sier, Sott­sass. Ma an­che le ar­ti de­co­ra­ti­ve giap­po­ne­si e le piramidi. E mi ap­pas­sio­na­no mol­to le scien­ze: per esem­pio la mineralogia e la bio­lo­gia», rac­con­ta Van der Straeten. Nell’epo­ca dell’en­tu­sia­smo per la stam­pa 3D, i suoi og­get­ti so­no ri­go­ro­sa­men­te fat­ti a ma­no. Ir­re­go­la­ri ma per­fet­ti. Un pa­ra­dos­so tut­to da co­no­sce­re.

I MIEI RI­FE­RI­MEN­TI? DA EILEEN GRAY A SOTT­SASS. MA AN­CHE LE AR­TI DE­CO­RA­TI­VE GIAP­PO­NE­SI E LE PIRAMIDI, LA MINERALOGIA E LA BIO­LO­GIA.

Pre­sen­ze. qui so­pra: la con­so­le Pro­pa­ga­tion, un as­sem­blag­gio di sca­to­le in ple­xi­glas dai sot­ti­li pro­fi­li co­lo­ra­ti. in al­to: Van der Straeten con Vir­gi­nie Drou­lers all’ope­ning del­la mostra mi­la­ne­se.

WHO’S WHO Na­to nel 1965, Hervé Van der Straeten ha stu­dia­to all’Éco­le des Beaux-Arts di Pa­ri­gi. Nel 1985 ini­zia a pro­dur­re gio­iel­li, poi se­gui­ti da og­get­ti e mo­bi­li. Nel 1999 apre uno spa­zio espo­si­ti­vo nel Ma­rais. Ha col­la­bo­ra­to con Ro­ger Vi­vier (ha di­se­gna­to ar­re­di del­le bou­ti­que), Cri­stal­le­ries de Sain­tGuer­lainLoui­se.

DO­VE TRO­VAR­LO Il la­vo­ro di Van der Straeten è espo­sto in per­ma­nen­za nel suo spa­zio espo­si­ti­vo nel Ma­rais, a Pa­ri­gi. Un luo­go spet­ta­co­la­re do­ve spes­so ven­go­no or­ga­niz­za­te mo­stree­ven­to, in col­la­bo­ra­zio­ne con im­por­tan­ti gal­le­rie d’ar­te con­tem­po­ra­nea, do­ve mo­bi­li e og­get­ti dia­lo­ga­no con l’ar­te.

Pez­zi-to­tem.

in al­to, a si­ni­stra: il ta­vo­lo Dé­con­struc­tion pierre de ca­fé, con pia­no in pie­tra e det­ta­gli in bron­zo. in al­to, a de­stra: Réac­tion, spec­chio in le­gno lac­ca­to con det­ta­gli in fo­glia d’oro. in bas­so: or­di­ne ap­pa­ren­te­men­te ca­sua­le per la con­so­le Chaos pru­ne & rou­ge.

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