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AD (Italy) - - Sommario -

Fre­sco e pro­fu­ma­to, con sen­to­ri di ro­sa, gel­so­mi­no, me­la e ce­dro. E un per­la­ge de­ci­so e vi­va­ce. Co­sì si ri­co­no­sce al na­so e al gu­sto il Pro­sec­co Doc o Do­cg pro­dot­to nel Tri­ve­ne­to da uve Gle­ra, di­ven­ta­to il vi­no ita­lia­no di mag­gior suc­ces­so nel mon­do, al pun­to da bat­te­re, per nu­me­ro di bot­ti­glie ven­du­te, lo cham­pa­gne. Un suc­ces­so che ora sta trai­nan­do an­che un al­tro be­ve­ra­ge: lo spri­tz, idea­to in Ve­ne­to, an­co­ra ai tem­pi dell’Im­pe­ro au­stro-un­ga­ri­co, dai sol­da­ti che al­lun­ga­va­no i vi­ni locali con l’ac­qua. La sua ba­se è pro­prio il pro­sec­co, cui si ag­giun­ge Ape­rol o al­tri li­quo­ri co­me Bit­ter, Cy­nar e Se­lect, per tra­sfor­mar­lo in un cock­tail dol­ce e ama­ro, agru­ma­to e friz­zan­te, idea­le co­me ape­ri­ti­vo. Ne­gli Usa è or­mai un em­ble­ma dell’Italian li­fe­sty­le tra i gio­va­ni di ten­den­za. Mix vin­cen­te.

a de­stra: un Pro­sec­co di Car­tiz­ze DO­CG idea­le per un lu­xu­ry spri­tz. a si­ni­stra: lo spri­tz si ser­ve ghiac­cia­to.

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