L’uo­mo cro­ci­fis­so di Gi­vat ha-Mi­v­tar

Archeo Monografie - - I Protagonisti -

I re­sti os­sei di un Ebreo cro­ci­fis­so nel I se­co­lo d. C. fu­ro­no sco­per­ti nel 1968 nel­la lo­ca­li­tà di Gi­vat ha- Mi­v­tar, a nord del­la Cit­tà Vec­chia di Gerusalemme. L’uo­mo ave­va cir­ca 26 an­ni ed era al­to 1,67 m. I re­sti gia­ce­va­no in un ossuario rin­ve­nu­to in un ci­mi­te­ro del ce­to al­to di Gerusalemme: è in­ve­ro­si­mi­le, dun­que, che l’uo­mo fos­se un sem­pli­ce la­dro, piú pro­ba­bil­men­te si era mac­chia­to di un crimine po­li­ti­co. Il no­me del­la vit­ti­ma, in­ci­so sull’ossuario, era « Je­ho­ha­nan, fi­glio di Ha­ga­kol » e un al­tro ossuario, rin­ve­nu­to nel­la stes­sa tom­ba di fa­mi­glia, re­ca­va il no­me di « Si­mo­ne, co­strut­to­re del tem­pio » . L’esa­me pa­leo- osteo­lo­gi­co ha ri­ve­la­to che l’os­so del cal­ca­gno era an­co­ra uni­to a un chio­do, in­se­ri­to at­tra­ver­so un pez­zo di

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