Ce­sa­rea Ma­rit­ti­ma

Sto­ria di una cit­tà tra pa­ga­ni, Ebrei, cristiani e Sa­ma­ri­ta­ni

Archeo Monografie - - News - A. P.

Ce­sa­rea sor­ge sul­la co­sta israe­lia­na, 45 km a sud di Hai­fa. Fon­da­ta pro­ba­bil­men­te nel IV se­co­lo a.C. da un re di Si­do­ne di no­me Stra­to­ne (da cui il no­me di «Tor­re di Stra­to­ne») e an­co­ra pic­co­lo sca­lo in epo­ca el­le­ni­sti­ca, Ce­sa­rea ( Cae­sa­rea Ma­ri­ti­ma) co­sti­tui­sce il piú gran­de e am­bi­zio­so pro­get­to ar­chi­tet­to­ni­cour­ba­ni­sti­co di Ero­de il Gran­de, che sce­glie il si­to per la sua im­por­tan­za stra­te­gi­ca e come im­por­tan­te sca­lo per il traf­fi­co mer­can­ti­le. Co­strui­ta in die­ci an­ni, dal 22 a.C., con im­po­nen­ti strut­tu­re pub­bli­che de­di­ca­te ai mem­bri del­la ca­sa im­pe­ria­le e inau­gu­ra­ta con gran­dio­se ce­le­bra­zio­ni, Ce­sa­rea era do­ta­ta di un por­to all’avan­guar­dia pro­tet­to da po­ten­ti fran­gi­flut­ti; su di es­so s’af­fac­cia­va, in po­si­zio­ne do­mi­nan­te, il tem­pio de­di­ca­to ad Au­gu­sto e Ro­ma, «vi­si­bi­le ai na­vi­gan­ti da lon­ta­no», mentre piú a sud, gli sca­vi con­dot­ti da una mis­sio­ne ita­lia­na han­no por­ta­to al­la lu­ce il tea­tro, sem­pre ero­dia­no. Ele­va­to su po­dio, il tem­pio di Au­gu­sto e Ro­ma era il cen­tro di una festa annuale che com­pren­de­va sia una pro­ces­sio­ne, sia spet­ta­co­li che si svol­ge­va­no nel­lo sta­dio/ip­po­dro­mo. Do­po la mor­te di Ero­de, nel 4 a.C., Ce­sa­rea an­dò, con il re­sto del­la Giu­dea, al fi­glio Ar­che­lao, per poi pas­sa­re, dal 6 d.C., sot­to il di­ret­to do­mi­nio ro­ma­no, ove ri­ma­se per piú di 600 an­ni, fat­ta ec­ce­zio­ne per il pe­rio­do 37-44 d.C., quan­do ap­par­ten­ne al re­gno di Ero­de Agrip­pa I, che vi mo­rí dram­ma­ti­ca­men­te ( ve­di box a p. 110). Su­bi­to do­po la fon­da­zio­ne Ce­sa­rea divenne una cit­tà ma­rit­ti­ma pro­spe­ra, con una po­po­la­zio­ne et­ni­ca­men­te mi­sta e un’au­ra co­smo­po­li­ta. I re­prer­ti – le mo­ne­te, i

pic­co­li og­get­ti, co­sí come la scul­tu­ra – at­te­sta­no l’in­ter­na­zio­na­li­tà dei com­mer­ci e l’im­por­tan­za del­la cit­ta. Quar­tier ge­ne­ra­le di Ve­spa­sia­no, che per l’aiu­to nel­la pri­ma ri­vol­ta giu­dai­ca gli die­de il ti­to­lo di Co­lo­nia Fla­via, la cit­tà divenne la re­si­den­za del go­ver­na­to­re ro­ma­no (ini­zial­men­te un prae­fec­tus, come at­te­sta­to dall’epi­gra­fe di Pon­zio Pi­la­to, poi un pro­cu­ra­tor), cen­tro am­mi­ni­stra­ti­vo e mi­li­ta­re del­la pro­vin­cia (pri­ma Iu­daea, in se­gui­to, do­po la ri­vol­ta del 135 Sy­ria et Pa­lae­sti­na). A par­ti­re dal III se­co­lo la po­po­la­zio­ne, sti­ma­ta in 70 000 abi­tan­ti, è for­ma­ta da pa­ga­ni, Ebrei, cristiani e Sa­ma­ri­ta­ni; questi ul­ti­mi, in par­ti­co­la­re, oc­cu­pa­no po­sti di ri­lie­vo nell’am­mi­ni­stra­zio­ne ro­ma­na. Im­por­tan­te cen­tro di stu­dio di gram­ma­ti­ca e re­to­ri­ca, non­ché di leg­ge, nei se­co­li III e IV Ce­sa­rea è un cen­tro in­tel­let­tua­le di no­te­vo­le ri­le­van­za, che può van­ta­re la pre­sen­za di una pre­sti­gio­sa ac­ca­de­mia rab­bi­ni­ca e di una ac­ca­de­mia cri­stia­na fon­da­ta da Ori­ge­ne nel 254 d.C., al­la cui gui­da vi fu­ro­no pri­ma Pan­fi­lo e poi Eu­se­bio (ve­sco­vo tra il 313 e il 339). A Ce­sa­rea nac­que e ven­ne edu­ca­to Pro­co­pio, lo sto­ri­co dell’imperatore Giu­sti­nia­no, ma le no­ti­zie sul­la cit­tà nei se­co­li IV-VI so­no scar­se, a par­te i ri­fe­ri­men­ti ec­cle­sia­sti­ci. La ri­vol­ta sa­ma­ri­ta­na del 529-530 cul­mi­na con l’uc­ci­sio­ne o la ri­du­zio­ne in schia­vi­tú di cen­ti­na­ia di Sa­ma­ri­ta­ni con il ri­sul­ta­to che il ter­ri­to­rio agri­co­lo cir­co­stan­te ri­ma­se spo­po­la­to (Pro­co­pio, Ar­ca­na, XI, 14-33). Nel 614 la cit­tà, at­tac­ca­ta dai Per­sia­ni Sa­sa­ni­di, si ar­ren­de sen­za op­por­re gran­de re­si­sten­za. Ce­sa­rea è di nuo­vo in ma­no bi­zan­ti­na per un bre­ve pe­rio­do do­po il 628, ma, nel 641, la cit­tà ca­pi­to­la di fron­te agli Ara­bi do­po un lun­go as­se­dio. Con­qui­sta­ta dai cro­cia­ti nel 1101, ri­pre­sa da­gli Ara­bi e nuo­va­men­te dai cro­cia­ti nel 1251, la cit­tà fu in­fi­ne di­strut­ta dal sul­ta­no Bay­bars nel 1265. Ce­sa­rea è ri­cor­da­ta in piú oc­ca­sio­ni ne­gli At­ti de­gli Apostoli; è tea­tro ( At­ti, 10, 1-48) di un epi­so­dio im­por­tan­te: la con­ver­sio­ne del cen­tu­rio­ne Cor­ne­lio. Que­st’ul­ti­mo era un «gen­ti­le», cioè un pa­ga­no, de­scrit­to come uo­mo «ti­mo­ra­to di Dio». Il suo bat­te­si­mo da par­te di Pie­tro, che poi fu in­car­ce­ra­to a Ce­sa­rea per vo­le­re di Ero­de Agrip­pa I, se­gna l’ini­zio del­la pre­di­ca­zio­ne del­la Buo­na No­vel­la non solo ai Giu­dei, ma an­che ai «gen­ti­li». La cit­tà è men­zio­na­ta an­che come la pa­tria di Fi­lip­po dia­co­no, det­to evan­ge­li­sta, «uno dei set­te» ( At­ti, 21,8). Pao­lo pas­sò piú vol­te a Ce­sa­rea du­ran­te i suoi viag­gi e vi fu an­che im­pri­gio­na­to ( At­ti, 23, 23-35); sem­pre a Ce­sa­rea mo­rí Ero­de Agrip­pa I, per­se­cu­to­re del­la Chie­sa. La co­mu­ni­ta cri­stia­na su­bí il mar­ti­rio du­ran­te le per­se­cu­zio­ni di De­cio (250-251), Va­le­ria­no (257-260) e Dio­cle­zia­no (303-304).

In al­to il tea­tro di Ce­sa­rea, ri­vol­to ver­so il ma­re per mo­ti­vi acu­sti­ci. Le sue gra­di­na­te po­te­va­no ac­co­glie­re 4000 spet­ta­to­ri. Nel­la pa­gi­na ac­can­to un trat­to dell’ac­que­dot­to che ap­prov­vi­gio­na­va la cit­tà.

L’im­por­tan­za di Ce­sa­rea per le co­mu­ni­tà cri­stia­ne in Pa­le­sti­na è at­te­sta­ta dai nu­me­ro­si con­ci­li che vi si svol­se­ro, pri­ma du­ran­te il ve­sco­va­to di Eu­se­bio e, piú tar­di, du­ran­te la con­tro­ver­sia aria­na. Con l’ele­va­zio­ne di Ce­sa­rea a me­tro­po­lis sot­to Se­ve­ro Ales­san­dro (222-235) e fi­no al con­ci­lio di Cal­ce­do­nia (451 d.C.), il ve­sco­vo di Ce­sa­rea ri­ve­stí la ca­ri­ca di Me­tro­po­li­ta di Pa­le­sti­na. Mal­gra­do non ab­bia mai rag­giun­to l’im­por­tan­za ec­cle­sia­sti­ca di Ales­san­dria, Ro­ma e An­tio­chia, Ce­sa­rea van­ta i no­mi piú im­por­tan­ti del­la Chie­sa piú an­ti­ca: Ori­ge­ne, che vi si era tra­sfe­ri­to da Ales­san­dria nel 231 ed Eu­se­bio (260 cir­ca-340), ve­sco­vo dal 313 al 340. Nel V se­co­lo una chie­sa ot­ta­go­na­le sor­se so­pra il tem­pio de­di­ca­to ad Au­gu­sto e a Ro­ma. Si­tua­to nel­la par­te me­ri­dio­na­le di Ce­sa­rea e orien­ta­to ver­so il ma­re per mo­ti­vi acu­sti­ci, il tea­tro fu sca­va­to dal­la Mis­sio­ne Ar­cheo­lo­gi­ca Ita­lia­na pro­mos­sa e fi­nan­zia­ta da un co­mi­ta­to mi­la­ne­se in­sie­me a va­ri en­ti lom­bar­di e di­ret­ta da An­to­nio Fro­va tra il 1959 e il 1964. Il tea­tro di Ce­sa­rea è l’uni­co sca­va­to in Giu­dea ri­sa­len­te a Ero­de, il pri­mo a in­tro­dur­re nel­la regione que­sto ti­po di edi­fi­ci per spet­ta­co­li. Co­strui­to in oc­ca­sio­ne del­la fon­da­zio­ne del­la cit­tà, il tea­tro, che do­ve­va ospi­ta­re 4000 spet­ta­to­ri, fa par­te del pro­gram­ma edi­li­zio mo­nu­men­ta­le che in­te­res­sò l’in­te­ro si­to e le ca­rat­te­ri­sti­che co­strut­ti­ve, co­sí come la de­co­ra­zio­ne, che vi­de­ro di­ver­si ri­fa­ci­men­ti, do­cu­men­ta­no la sua im­por­tan­za nel­la vi­ta di Ce­sa­rea. In es­so si svol­ge­va­no, tra l’al­tro, i giochi quin­quen­na­li che Fla­vio Giu­sep­pe dice isti­tui­ti da Ero­de in ono­re di Ce­sa­re, e che com­pren­de­va­no an­che ago­ni mu­si­ca­li. L’im­por­tan­za del tea­tro do­vet­te du­ra­re a lun­go e una fon­te tar­da ( De­scrip­tio Or­bis Ter­rae, IV se­co­lo d.C.), no­mi­na Ce­sa­rea per i suoi at­to­ri. L’edi­fi­cio ri­ma­se in uso dal­la sua costruzione fi­no al V se­co­lo, con di­ver­se tra­sfor­ma­zio­ni, per poi es­se­re in­glo­ba­to in epo­ca bi­zan­ti­na in una for­tez­za con tor­ri se­mi­cir­co­la­ri. L’or­che­stra, in ori­gi­ne do­ta­ta di una pa­vi­men­ta­zio­ne in stuc­co di­pin­to, poi a la­stre mar­mo­ree, fu tra­sfor­ma­ta, in età tar­doim­pe­ria­le (III-IV se­co­lo) in un gran­de ba­ci­no ( co­lim­be­tra) per spet­ta­co­li ac­qua­ti­ci, mi­mi e co­reo­gra­fie d’acqua ( te­ti­mi­mi). L’iscri­zio­ne di Pon­zio Pi­la­to ( ve­di foto e box a p. 75) fu reim­pie­ga­ta come gra­di­no in una sca­let­ta ag­giun­ta all’estre­mi­tà nord del­la ca­vea.

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