BIEN VI­VRE

Pro­fu­mi, aro­mi, tex­tu­re, suo­ni... pro­dot­ti irresistibili che re­ga­la­no un’espe­rie­za spe­cia­le, un se­du­cen­te ba­gno di splen­do­re. Al­la fi­ne, non è la bel­lez­za il lus­so più ir­ri­nun­cia­bi­le?

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Al­cu­ni af­fer­ma­no che il si­gni­fi­ca­to del lus­so si al­lon­ta­na sem­pre più dal­la ma­te­ria per iden­ti­fi­car­si con espe­rien­ze che ac­ca­rez­za­no l’in­tan­gi­bi­le. È fuo­ri di­scus­sio­ne che le co­se che han­no più va­lo­re sia­no le più dif­fi­ci­li da ot­te­ne­re, non per que­stio­ne di de­na­ro, ma, so­prat­tut­to, per­ché bi­so­gna ave­re un buon fiu­to per tro­var­le e ren­der­si con­to del­la lo­ro uni­ci­tà. Il mi­ni­mo è che sia qual­co­sa di co­sto­sis­si­mo o gra­tis; il mas­si­mo è che sia qual­co­sa di uni­co, spe­cia­le, po­co co­mu­ne. Esi­sto­no mo­men­ti in cui si trae il mas­si­mo go­di­men­to da co­se sem­pli­ci co­me il pro­fu­mo di un buon stu­fa­to, la mor­bi­dez­za del­la copertina di un bel li­bro o l’emo­zio­ne di un la­vo­ro ben fat­to; men­tre in al­tri mo­men­ti la ri­ve­la­zio­ne si na­scon­de in luo­ghi lon­ta­ni ed esclu­si­vi, nel gui­da­re un’au­to fuo­ri se­rie o nel­lo sfog­gia­re un anel­lo luc­ci­can­te. Sia co­me sia, il si­gni­fi­ca­to del lus­so è ir­ri­me­dia­bil­men­te le­ga­to all’aspet­to sen­so­ria­le, a ciò che pro­vo­ca un pia­ce­re che non si di­men­ti­ca e che al­ber­ga in un uni­ver­so po­co ac­ces­si­bi­le, co­me lo scrigno di un me­ra­vi­glio­so te­so­ro. Pro­prio per que­sto pro­du­ce tan­ta di­pen­den­za. Au­to­ri, sa­po­ri, ar­chi­tet­tu­re e og­get­ti for­mi­da­bi­li che re­ga­la­no un’espe­rien­za di

va­lo­re, uno sta­to di bea­ti­tu­di­ne ve­ra­men­te gra­de­vo­le, che ci par­la­no di que­sto nuo­vo lus­so che ha ab­ban­do­na­to l’osten­ta­zio­ne per iden­ti­fi­car­si con la fi­nez­za del­le co­se ben fat­te, con il la­vo­ro mi­nu­zio­so che sem­pre crea qual­co­sa di sor­pren­den­te. Ed è co­sì per qual­sia­si ti­po di pro­dot­to, che si par­li di un’au­to­mo­bi­le, di un vi­no o di una bor­sa. Poi­ché non ba­sta so­lo che la pri­ma ab­bia un mo­to­re straor­di­na­rio per ve­lo­ci­tà, ma che l’espe­rien­za sen­so­ria­le sia al­la sua al­tez­za per­ché all’in­ter­no i ri­ve­sti­men­ti in pel­le dei se­di­li e i det­ta­gli del cru­scot­to so­no frut­to del­le stes­se ma­ni che crea­no bor­se esclu­si­ve per un mar­chio pre­sti­gio­so. Si apre co­sì tut­to un mon­do di ten­ta­zio­ni ba­sa­te sul­le emo­zio­ni. Una fe­sta di co­di­ci epi­cu­rei che rav­vi­va­no i sen­si.

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2. Geo­me­tria esu­be­ran­te. 4. Die­tro il ve­tro. 6. Sor­si di fe­li­ci­tà. 8. Co­lo­ri vi­bran­ti.

10. Sguar­do se­dut­to­re. 5. Un gio­iel­lo 7. Lu­ce mi­ni­ma­li­sta. Can­de­la­bri 9. Hi-fi por­ta­ti­le.

12. Lu­na nuo­va. 14. Un­ghie per­fet­te. 16. Ver­sa­ti­le. 13. Av­vi­ci­na­ti... L’eau, 15. L’ora in­fi­ni­ta. 17. La mi­glio­re ami­ca del­le don­ne. 19. Di cor­sa.

11.

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