Ma­rio Fer­nán­dez ha pro­get­ta­to una ca­sa che as­sor­be avi­da il pa­no­ra­ma con le sue terrazze e le fac­cia­te tra­spa­ren­ti.

In un pae­sag­gio di ri­splen­den­te bellezza (ma­re, pi­ni, sco­glie­ra), Ma­rio Fer­nán­dez ha co­strui­to una ca­sa che si adat­ta per­fet­ta­men­te a un ter­re­no im­per­vio, che as­sor­be avi­da il pa­no­ra­ma con le sue terrazze e le fac­cia­te tra­spa­ren­ti e al­ter­na pa­tii fra i su

Casa & Design - - SOMMARIO - STY­LING: M. MAR­TÍ­NEZ FOTO: E. PONS COL­LA­BO­RA­TO­RE: Ó. GU­TIÉR­REZ TE­STO: A. BASUALDO

Sul­la som­mi­tà di una sco­glie­ra roc­cio­sa, cir­con­da­to da un bosco di pi­ni au­toc­to­ni, il ter­re­no guar­da sul Mediterraneo per cen­to me­tri dal suo la­to an­te­rio­re e su una ri­pi­da pen­den­za che ac­cu­mu­la 15 me­tri di di­sli­vel­lo in ap­pe­na 45 me­tri. Con la sua con­fi­gu­ra­zio­ne spa­zia­le e con la sua strut­tu­ra, que­sta ca­sa (un pro­get­to di Ma­rio Fer­nán­dez Gon­zá­lez) si met­te in re­la­zio­ne con il ma­re e l’am­bien­te sco­sce­so e bo­sco­so. Un’abi­ta­zio­ne svi­lup­pa­ta su due pia­ni, or­ga­niz­za­ta su tre vo­lu­mi al li­vel­lo in­fe­rio­re e uno solo al li­vel­lo su­pe­rio­re. Vo­lu­mi con tre pa­tii al­ter­na­ti che de­fi­ni­sco­no la di­stri­bu­zio­ne de­gli spa­zi sui pia­ni e ap­por­ta­no lu­ce na­tu­ra­le al­le stan­ze orien­ta­te a nord e ad est (poi­ché le al­tre so­no piut­to­sto chiu­se). L’uni­co am­bien­te del li­vel­lo su­pe­rio­re ha il fron­te ar­re­tra­to ri­spet­to a quel­lo del pia­no in­fe­rio­re, co­sì da non in­tac­car­ne il pro­ta­go­ni­smo; è un cor­po ve­tra­to, più leg­ge­ro di quel­lo in­fe­rio­re. Le fac­cia­te del­la ca­sa so­no tra­spa­ren­ti nel­le zo­ne con vi­sta a ma­re (a sud), e opa­che in quel­le ri­vol­te a nord (do­ve si tro­va l’in­gres­so) e a ovest.

Ce­men­to e ve­tro so­no i ma­te­ria­li uti­liz­za­ti per le fac­cia­te e han­no un ruo­lo pre­do­mi­nan­te an­che nel­le stan­ze. Per­cor­ren­do­le c’è qual­co­sa ne­gli spa­zi che ci con­vin­ce, ma an­che che ci “gui­da” at­tra­ver­so lo­ro: la stes­sa di­stri­bu­zio­ne lim­pi­da, or­di­na­ta e or­to­go­na­le, che agi­sce come un “in­vi­to”. La pian­ta si

svi­lup­pa lun­go un cor­ri­do­io tra­sver­sa­le che met­te in co­mu­ni­ca­zio­ne e in re­la­zio­ne tutti gli spa­zi in­ter­ni, e col­le­ga due pic­co­li pa­tii sul­le fac­cia­te la­te­ra­li. Dal­la zo­na gior­no (sa­lo­ne, cucina, ser­vi­zi e salotto) si pas­sa, at­tra­ver­so il cor­ri­do­io, al­la zo­na not­te (ca­me­re, ba­gni e sca­la che por­ta al pia­no su­pe­rio­re), se­pa­ra­ta da una por­ta scor­re­vo­le. Il pia­no su­pe­rio­re è ri­ser­va­to al­la camera da let­to prin­ci­pa­le, con ba­gno, guar­da­ro­ba e stu­dio.

Due bel­lis­si­me immagini il­lu­stra­no la re­la­zio­ne fra in­ter­no ed ester­no in que­sta abi­ta­zio­ne di Ma­rio Fer­nán­dez. Da un la­to, la camera tra­spa­ren­te, cir­con­da­ta da una di­ste­sa di ghia­ia, come se si tro­vas­se su una spiag­gia. Dall’al­tro, la vi­sta sul bosco di pi­ni in­cli­na­ti (da­ta la pen­den­za del ter­re­no) sul la­to di un ba­gno, a sua vol­ta tra­spa­ren­te.

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La camera pa­dro­na­le, ubi­ca­ta al li­vel­lo su­pe­rio­re, è racchiusa da un mu­ro di ve­tro su due dei suoi la­ti per non pre­clu­de­re la vi­sta sul pa­no­ra­ma cir­co­stan­te.

Am­bien­ti co­mu­ni­can­ti. Divano Ha­mil­ton, di Ro­dol­fo Dor­do­ni per Mi­not­ti. Il tap­pe­to è del pro­dut­to­re Tai­ping. Cu­sci­ni, di fel­tro, e co­per­ta, in la­na me­ri­no, di Fi­lo­co­lo­re. Lam­pa­da Cou­pé, di Joe Colombo per Olu­ce.

Pun­to di vi­sta pri­vi­le­gia­to.

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