Più so­le den­tro ca­sa

Ci scal­da, ci il­lu­mi­na e ci fa sen­ti­re be­ne. La lu­ce na­tu­ra­le è l’al­lea­ta in­di­spen­sa­bi­le per una ca­sa sa­lu­ta­re ed ef­fi­cien­te. Ecco al­cu­ni truc­chi per trar­re il mas­si­mo be­ne­fi­cio dal (Re) so­le.

Casa & Design - - SOMMARIO - TE­STO: C. NAVARRO. FOTO: P. PERIS. IL­LU­STRA­ZIO­NI: VE­LUX.

La lu­ce na­tu­ra­le è in­di­spen­sa­bi­le per ave­re una ca­sa più lu­mi­no­sa e ac­co­glien­te. Tut­ta­via i suoi ef­fet­ti non so­no solo este­ti­ci o a li­vel­lo di ef­fi­cien­za ener­ge­ti­ca. Il so­le ci aiu­ta an­che a mi­glio­ra­re la sa­lu­te fi­si­ca e psi­chi­ca: la lu­ce au­men­ta i li­vel­li di en­dor­fi­ne e se­ro­to­ni­na nel cer­vel­lo, gli or­mo­ni del be­nes­se­re che tra­smet­to­no una sen­sa­zio­ne di ener­gia. La chia­ve sta nel man­te­ne­re un buon rap­por­to con la ra­dia­zio­ne so­la­re sen­za com­pro­met­te­re il con­fort cli­ma­ti­co del­la ca­sa.

APPORTA VITAMINA D E COM­BAT­TE L’INSONNIA

Un al­tro dei benefici ac­cer­ta­ti dei rag­gi so­la­ri è l’au­men­to del­la vitamina D, che ri­ce­via­mo po­co tra­mi­te l’ali­men­ta­zio­ne poi­ché si sin­te­tiz­za at­tra­ver­so la pel­le. La vitamina D, fon­da­men­ta­le per ave­re ossa for­ti e pre­ve­ni­re l’osteo­po­ro­si, si ot­tie­ne con 15-30 mi­nu­ti al gior­no all’aria aper­ta (non ne­ces­sa­ria­men­te in pie­no so­le). Una buo­na abi­tu­di­ne, sia in inverno sia in esta­te, è apri­re le fi­ne­stre e se­der­si in ter­raz­za o sul balcone a pren­de­re il so­le.

Al con­tra­rio di ciò che si cre­de so­li­ta­men­te, la lu­ce na­tu­ra­le è an­che un’ar­ma ef­fi­ca­ce con­tro l’insonnia. Il ci­clo so­la­re regola l’oro-

lo­gio bio­lo­gi­co in­ter­no e gli sta­ti di son­no e veglia. La co­sa più sa­lu­ta­re per dormire be­ne? An­da­re a let­to quan­do fa buio, poi­ché in que­sto mo­do se­cer­nia­mo me­la­to­ni­na, l’or­mo­ne che or­di­na al cor­po di ral­len­ta­re le sue fun­zio­ni per­ché è ora di ri­po­sa­re.

IL SO­LE, MO­TO­RE DI UN BUON INI­ZIO

Al mat­ti­no, l’idea­le sa­reb­be al­zar­si con i pri­mi rag­gi del so­le. Non è fa­ci­le se­gui­re que­sta regola, per via del ritmo di la­vo­ro quo­ti­dia­no e dell’in­qui­na­men­to lu­mi­no­so del­la cit­tà, che ci im­pe­di­sce di dormire con le per­sia­ne aper­te. Tut­ta­via, se pro­ve­re­te a se­guir­la tro­van­do­vi in un luogo tran­quil­lo o du­ran­te le va­can­ze, vi ac­cor­ge­re­te di quan­to sia pia­ce­vo­le. In al­ter­na­ti­va, esi­sto­no sve­glie luminose o si­ste­mi di suo­ne­ria che imi­ta­no la lu­ce na­tu­ra­le au­men­tan­do pro­gres­si­va­men­te l’in­ten­si­tà o emet­to­no suo­ni del­la na­tu­ra per “sve­gliar­si” nel­la pro­pria camera come se si fos­se im­mer­si nel­la na­tu­ra.

CA­LO­RE NA­TU­RA­LE

E RI­SPAR­MIO ENER­GE­TI­CO

Il so­le che la no­stra ca­sa ri­ce­ve ha un’in­ci­den­za di­ret­ta sul­la sua ef­fi­cien­za ener­ge­ti­ca. La lu­ce na­tu­ra­le aiu­ta a ri­spar­mia­re sull’il­lu­mi­na­zio­ne, che di so­li­to rap­pre­sen­ta dal 10 al 30% del­la spe­sa per l’elet­tri­ci­tà. Allo stes­so tem­po, per­met­te di ave­re una ca­sa cal­da con­su­man­do me­no ener­gia per il ri­scal­da­men­to. Dob­bia­mo te­ne­re con­to che per ogni gra­do che ci por­ta il so­le ri­spar­mie­re­mo dal 6 al 9% in con­su­mo ener­ge­ti­co. Co­sì, ba­sta ab­bas­sa­re le tap­pa­rel­le in esta­te per im­pe­di­re che la ca­sa si scal­di o al­zar­le in inverno per ot­te­ne­re l’ef­fet­to op­po­sto.

LA PA­RO­LA CHIA­VE È

BUON ORIEN­TA­MEN­TO

Le pa­re­ti orien­ta­te a sud ri­ce­vo­no più lu­ce e più ca­lo­re e so­no più pro­tet­te dai ven­ti fred­di. Quin­di, è lì che è me­glio col­lo­ca­re la

zo­na gior­no e tut­te quel­le stan­ze nel­le qua­li svol­gia­mo il mag­gior nu­me­ro di at­ti­vi­tà, come sog­gior­no, stu­dio o cucina. Nei cli­mi più cal­di, in­ve­ce, con­vie­ne in­ver­ti­re l’orien­ta­men­to ed evi­ta­re l’espo­si­zio­ne a sud per le stan­ze più fre­quen­ta­te del­la ca­sa. L’orien­ta­men­to è una del­le ba­si dell’ar­chi­tet­tu­ra bio­cli­ma­ti­ca per ot­te­ne­re più con­fort e ri­spar­mio. In real­tà, pe­rò, l’ar­chi­tet­tu­ra tra­di­zio­na­le si ba­sa­va già su al­cu­ni di questi prin­ci­pi: i bal­co­ni con pan­nel­li in ve­tro o le ser­re ad­dos­sa­te all’edi­fi­cio, ti­pi­ci del­le case del nord, per­met­to­no di il­lu­mi­na­re e ri­scal­da­re le stan­ze in­ter­ne e so­no una buo­na so­lu­zio­ne per i cli­mi fred­di, co­sì come i mu­ri spes­si e i cor­ti­li in­ter­ni, che as­sor­bo­no il ca­lo­re, iso­la­no dal freddo e por­ta­no la lu­ce all’in­ter­no. n

In­ter­ni al so­le. La lu­ce na­tu­ra­le è uno dei ma­te­ria­li dell’ar­chi­tet­tu­ra mo­der­na. In al­to, pro­get­to di Ar­qui+. A si­ni­stra, case pro­get­ta­te da Estu­dio In­bo

e Nel­son Re­sen­de.

Più lu­ce, più spa­zio. I mo­der­ni si­ste­mi di ser­ra­men­ti, come la ve­ran­da Tour­ma­li­ne, di Tech­nal (nel­la foto), au­men­ta­no vi­si­va­men­te

lo spa­zio e col­le­ga­no con l’ester­no, ma, so­prat­tut­to, ga­ran­ti­sco­no che all’in­ter­no en­tri

una gran­de quan­ti­tà di lu­ce so­la­re.

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