Una pa­gi­na su... Tren­ta­sei pro­get­ti di ar­chi­tet­tu­ra

Casabella - - La Casa Collettiva -

Rior­di­na­re quan­to si è fat­to ne­gli an­ni è come spol­ve­ra­re i libri in bi­blio­te­ca: si to­glie la polvere, si guar­da il dor­so e in al­cu­ni ca­si si tro­va per lo­ro una nuo­va col­lo­ca­zio­ne. Que­sta ana­lo­gia va­le an­che per il li­bro che se­gna­lia­mo. Mo­ne­sti­ro­li (1940) ha se­le­zio­na­to 45 im­ma­gi­ni per il­lu­stra­re 36 pro­get­ti fat­ti nel cor­so di 42 an­ni. Sol­tan­to po­chi di que­sti pro­get­ti so­no sta­ti rea­liz­za­ti, ma se si pen­sa, per esem­pio, al ci­mi­te­ro di Vo­ghe­ra o al­la chie­sa di San Car­lo a Ro­ma, bi­so­gna am­met­te­re che que­sta non gra­ti­fi­can­te con­cin­ni­tas ha por­ta­to buo­ni frut­ti. Mo­ne­sti­ro­li ha ac­com­pa­gna­to al­le im­ma­gi­ni bre­vi te­sti e il li­bro ha fun­zio­na­to per lui come una len­te che gli ha per­mes­so di met­te­re a fuo­co co­sa quei pro­get­ti in­ten­de­va­no di­re e fa­re, da do­ve na­sce­va­no. Leg­gen­do le sue pa­ro­le, si com­pren­de per­ché Mo­ne­sti­ro­li è un ar­chi­tet­to esem­plar­men­te coe­ren­te. A un os­ser­va­to­re fret­to­lo­so que­sta coe­ren­za può sug­ge­ri­re una im­pres­sio­ne di im­mo­bi­li­tà, la più ina­de­gua­ta per ca­pir­ne il sen­so che ha come fi­ne mi­su­ra­re gli spo­sta­men­ti con­ces­si a chi ri­tie­ne l’ar­chi­tet­tu­ra fon­da­ta su va­lo­ri spe­ci­fi­ci e con­so­li­da­ti. Scri­ven­do del suo pro­get­to per un asi­lo a Se­gra­te del 1972, Mo­ne­sti­ro­li af­fer­ma di es­ser­si ispi­ra­to al­le ca­se a cor­te di Mies van der Ro­he e co­sì fa­cen­do of­fre ai let­to­ri la chia­ve per com­pren­de­re i suoi la­vo­ri. Se al­la pa­ro­la “cor­te” si as­se­gna il si­gni­fi­ca­to che le è pro­prio, una for­ma che de­li­mi­ta uno spa­zio vuo­to, è fa­ci­le no­ta­re come in ogni opera di Mo­ne­sti­ro­li, nel ma­gni­fi­co pro­get­to per Les Hal­les a Parigi (1979), o in quel­li per la scuo­la di San­ni­can­dro Gar­ga­ni­co (1987) e per la Bi­blio­te­ca di Pe­sca­ra (2004) ad esem­pio, il problema del vuo­to sia cen­tra­le. La for­ma del re­la­zio­nar­si del­le co­se e del­le si­tua­zio­ni coin­ci­de con l’in­ter­val­lo, il no­me che la cit­tà as­se­gna al vuo­to o all’as­sen­te, il te­ma sul qua­le Mo­ne­sti­ro­li la­vo­ra da an­ni.

1571— An­to­nio Mo­ne­sti­ro­li Let­te­raVen­ti­due, Si­ra­cu­sa 2016

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