CAM­PIO­NE DEL MON­DO

ma lot­to da una vi­ta

Chi - - Solo Su Chi -

So­no pas­sa­ti po­chi gior­ni dall’im­pre­sa: il 26 agosto Frank Cha­mi­zo, 25 an­ni, cu­ba­no di na­sci­ta e ita­lia­no d’ado­zio­ne, si è por­ta­to a ca­sa il suo se­con­do ti­to­lo mon­dia­le di lot­ta libera. A Pa­ri­gi ha vin­to con­tro Ja­mes Green, il te­mi­bi­le ame­ri­ca­no che lo ave­va bat­tu­to due an­ni fa in un Grand Prix spa­gno­lo. “Chi” lo ha rag­giun­to a Ro­ma, do­ve vive e s’al­le­na. Ca­po­ra­le scel­to del grup­po spor­ti­vo dell’Eser­ci­to ita­lia­no, una de­ter­mi­na­zio­ne im­men­sa e una vi­ta da rac­con­ta­re. Quel­la di un ra­gaz­zi­no di Ma­tan­zas, un’ot­tan­ti­na di chi­lo­me­tri da L’Ava­na, fi­glio di ge­ni­to­ri se­pa­ra­ti, cre­sciu­to con una non­na “fortissima” e con un de­sti­no se­gna­to: diventare uno dei lot­ta­to­ri più for­ti del mon­do.

Do­man­da. Par­tia­mo dal­la me­da­glia d’oro.

Ri­spo­sta. «Con Green è sta­ta du­ra. Era con­vin­to di bat­ter­mi e io ero de­ter­mi­na­to a “far­gli ma­le”. Ce l’ho fat­ta. Al­la fi­ne non vo­le­va nem­me­no

IL DUE VOL­TE CAM­PIO­NE DEL MON­DO SI CON­FES­SA A “CHI”. I RAP­POR­TI NON FA­CI­LI CON I GE­NI­TO­RI, LA NON­NA “FORTISSIMA”, IL MA­TRI­MO­NIO E UN FU­TU­RO... DA AT­TO­RE. E IN­TAN­TO, SI GUSTA IL SUC­CES­SO FESTEGGIANDO AS­SIE­ME AGLI AMI­CI PIÙ CA­RI

Bep­pe Cec­ca­to/fo­to di Fran­ce­sco Guar­nie­ri

sa­lu­tar­mi, era in­cre­du­lo... Dal­la mia ho avu­to un pub­bli­co fan­ta­sti­co. C’era­no una cin­quan­ti­na di ita­lia­ni che mi in­ci­ta­va­no. Bel­lis­si­mo!».

D. Com’è na­ta que­sta gran­de pas­sio­ne per la lot­ta?

R. «Ave­vo set­te an­ni. Mia mam­ma la­vo­ra­va in Spa­gna e tor­na­va a ca­sa ogni tre o quat­tro me­si, mio pa­dre se n’era an­da­to su un gom­mo­ne, scap­pa­to ne­gli Sta­ti Uni­ti cin­que an­ni pri­ma. Do­po la scuola mi pia­ce­va usci­re di ca­sa ed esplo­ra­re il mon­do. As­sor­bi­to dal­la mia pas­sio­ne, non mi ac­cor­ge­vo che il tem­po pas­sa­va, co­sì ar­ri­va­vo a ca­sa tar­di e spes­so le pren­de­vo di san­ta ra­gio­ne o da mia non­na o da mia mam­ma quan­do tor­na­va a tro­var­ci! In una di que­ste escur­sio­ni ho sbir­cia­to dei ra­gaz­zi che, in una pa­le­stra, fa­ce­va­no stra­ne acro­ba­zie e lot­ta­va­no. Li ho guar­da­ti af­fa­sci­na­to per ore. Inu­ti­le di­re che, al mio rien­tro mi aspet­ta­va­no quat­tro cef­fo­ni... Il gior­no do­po ho det­to a mia non­na che vo­le­vo lot­ta­re. L’ho chie­sto an­che a mia mam­ma, la qua­le mi ha det­to no. Co­sì, ap­pe­na lei è par­ti­ta per la Spa­gna, ho pre­so il do­cu­men­to di mia non­na e so­no an­da­to a iscri­ver­mi da so­lo. In pa­le­stra mi han­no ri­ce­vu­to con cor­dia­li­tà e ri­spet­to. “Sei il fi­glio di Pa­vel?”, mi han­no chie­sto. Ho an­nui­to. E lì ho sco­per­to che mio pa­dre era sta­to un gran­dis­si­mo cam­pio­ne di lot­ta a Cu­ba... Mam­ma non mi ave­va det­to nien­te». D. Va d’ac­cor­do con lui? R. «L’ho co­no­sciu­to nel 2010. Ci par­la­va­mo per te­le­fo­no, sem­pre più spes­so. È ve­nu­to a Las Ve­gas a ve­der­mi lot­ta­re. Og­gi ho un ot­ti­mo rap­por­to con lui». D. Sua non­na che di­ce? R. «Lei è fortissima, ha qua­si 80 an­ni, mi ve­de in te­le­vi­sio­ne ed è con­ten­ta. Si in­for­ma so­lo se mi dan­no da man­gia­re a suf­fi­cien­za. Le ri­spon­do: “Non­na so­no in Ita­lia, qui si man­gia tan­to e be­ne!”. Con mia ma­dre, in­ve­ce, fi­nia­mo spes­so per li­ti­ga­re, an­che se, ul­ti­ma­men­te, va me­glio».

D. Si è spo­sa­to un’ita­lia­na (la lot­ta­tri­ce Dal­ma Ca­ne­va), ma non sta più con lei...

R. «Con Dal­ma sia­mo gran­di ami­ci, ci vo­glia­mo be­ne, ma lei mi ha spo­sa­to so­lo per far­mi ve­ni­re in Ita­lia a lot­ta­re. Ci sia­mo co­no­sciu­ti a Ro­ma; in quel pe­rio­do ero sta­to squa­li­fi­ca­to dal­la na­zio­na­le cu­ba­na per­ché non rien­tra­vo nel pe­so per 100 gram­mi... Co­sì ho de­ci­so: la­scio Cu­ba per l’Ita­lia». D. Do­po la lot­ta co­sa fa­rà? R. «Ado­ro il ci­ne­ma, guar­do tut­ti i film pos­si­bi­li. Mi pia­ce­reb­be mol­to fa­re l’at­to­re».

D. C’è spa­zio per un amo­re nel­la sua vi­ta?

R. «Non c’è an­co­ra la per­so­na giu­sta... ar­ri­ve­rà!». ●

Il lot­ta­to­re ita­lo­cu­ba­no mo­stra con sod­di­sfa­zio­ne l’oro, do­po aver bat­tu­to l’ame­ri­ca­no Ja­mes Green nel­la ca­te­go­ria dei 70 kg. A fian­co, una fo­to “d’epo­ca” di Frank, a so­li 7 an­ni, quan­do ha sco­per­to il mon­do del­la lot­ta libera.

Pas­so­scu­ro (Ro­ma). Frank Cha­mi­zo, 25 an­ni, cam­pio­ne di lot­ta libera e Ca­po­ral mag­gio­re dell’Eser­ci­to Ita­lia­no, si ri­las­sa al ma­re do­po la vit­to­ria del mon­dia­le a Pa­ri­gi. Gra­zie ai suoi suc­ces­si, an­che in Ita­lia si sta ini­zian­do a se­gui­re con sem­pre più in­te­res­se que­sta di­sci­pli­na spor­ti­va.

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