LA NA­TU­RA SI RI­BEL­LA

UN VIOLENTISSIMO URA­GA­NO SFERZA I CA­RAI­BI E GLI USA. UNA NOT­TE DI TEM­PE­STA STERMINA UNA FA­MI­GLIA A LI­VOR­NO. E PA­PA FRAN­CE­SCO AM­MO­NI­SCE «SUI CAM­BIA­MEN­TI CLI­MA­TI­CI L’UO­MO È TESTARDO E NON VUO­LE VE­DE­RE». IL CLIMATOLOGO EN­RI­CO SCOCCIMARRO CI SPIE­GA PER­CHÉ HA

Chi - - Solo Su Chi - Pao­lo Fe­de­ri­ci

Co­me in un film fan­taa­po­ca­lit­ti­co, l’ocea­no si è al­za­to e ha in­va­so Miami: i grat­ta­cie­li af­fon­da­no nell’ac­qua nel­le spet­tra­li stra­de de­ser­te. Po­chi gior­ni fa, dall’al­tra par­te del glo­bo, mi­glia­ia di per­so­ne so­no mor­te sot­to le al­lu­vio­ni in In­dia, Ne­pal e Ban­gla­de­sh. A Li­vor­no, in­ve­ce, in tre ore ca­do­no 23 cen­ti­me­tri di piog­gia, tan­ta ac­qua quan­ta nor­mal­men­te ne scen­de in tre me­si: un tor­ren­te esce da­gli ar­gi­ni, in­va­de un quar­tie­re e uc­ci­de 6 per­so­ne, tra le qua­li una fa­mi­glia in­trap­po­la­ta nel se­min­ter­ra­to di ca­sa. Nel frat­tem­po, un nu­bi­fra­gio pa­ra­liz­za Ro­ma (ma que­sto non fa più no­ti­zia: era suc­ces­so an­che 3 an­ni fa e Vir­gi­nia Rag­gi ave­va pro­po­sto al sin­da­co di al­lo­ra di isti­tui­re un no­leg­gio di ca­noe). Sem­bra che ci sia ac­qua ovun­que: che co­sa sta suc­ce­den­do? Per sco­prir­lo “Chi” ha con­tat­ta­to un esper­to del­la ma­te­ria: il dot­tor En­ri­co Scoccimarro, climatologo del Cmcc - Cen­tro Eu­ro-Me­di­ter­ra­neo sui Cam­bia­men­ti Cli­ma­ti­ci.

Do­man­da. L’ura­ga­no Ir­ma è il se­gna­le di un cam­bia­men­to de­va­stan­te del cli­ma?

Ri­spo­sta. «Gli ura­ga­ni so­no ti­pi­ci del pe­rio­do: ce ne so­no da 2 a 7 ogni an­no nell’ocea­no Atlan­ti­co. Que­st’an­no pe­rò ce ne so­no già sta­ti 5 e la lo­ro sta­gio­ne, che ha il suo pic­co ades­so, du­ra fi­no a no­vem­bre. Ir­ma è un ura­ga­no di clas­se al­ta, con i suoi ven­ti a 300 km/h è già tra i più in­ten­si, ma non ci sor­pren­de

più di tan­to». D. Co­me si for­ma un ura­ga­no? R. «I ci­clo­ni tro­pi­ca­li na­sco­no sul­la su­per­fi­cie de­gli ocea­ni: il ca­lo­re dell’ac­qua spin­ge in al­to aria cal­da che fa­ci­li­ta la for­ma­zio­ne di “cel­le con­vet­ti­ve” tem­po­ra­le­sche. Que­ste si ag­gre­ga­no tra lo­ro, vor­ti­can­do in una strut­tu­ra sem­pre più or­ga­niz­za­ta che pren­de ener­gia dal ca­lo­re dell’ocea­no: più ener­gia ac­cu­mu­la­no in pie­no ocea­no, più so­no po­ten­zial­men­te pe­ri­co­lo­si una vol­ta vi­ci­ni a ter­ra».

D. Ma è col­pa dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci, o no?

R. «Ci so­no an­co­ra po­chi se­gni con­cre­ti del cam­bia­men­to cli­ma­ti­co: tut­te le si­mu­la­zio­ni, pe­rò, di­co­no che in fu­tu­ro ci sa­rà una di­mi­nu­zio­ne di que­sti fe­no­me­ni, ma un for­te au­men­to del­la lo­ro in­ten­si­tà. Me­no ura­ga­ni, ma sem­pre più ener­ge­ti­ci». D. Suc­ce­de­rà an­che da noi? R. «I pro­ces­si in gio­co nel­la re­gio­ne eu­ro-Me­di­ter­ra­nea so­no di­ver­si da quel­li dell’Atlan­ti­co, ma an­che da noi le esta­ti so­no sem­pre più cal­de. Inol­tre ci aspet­tia­mo me­no gior­ni di piog­gia, ma con pre­ci­pi­ta­zio­ni mol­to più in­ten­se (e po­ten­zial­men­te dan­no­se) ne­gli sce­na­ri del cli­ma fu­tu­ro». D. È il ri­scal­da­men­to glo­ba­le? R. «Ini­zia­no a ve­der­si va­ria­zio­ni coe­ren­ti con le pro­ie­zio­ni fat­te per la fi­ne del se­co­lo».

D. Tra­du­co io? “Si sta av­ve­ran­do quel­lo che era sta­to pre­vi­sto: più sic­ci­tà ma an­che più nu­bi­fra­gi ter­ri­fi­can­ti”.

R. «Più o me­no. E sta an­che cam­bian­do la “tem­pe­ra­tu­ra per­ce­pi­ta”, il sen­so di di­sa­gio (che nei ca­si estre­mi au­men­ta il ri­schio di mor­te) do­vu­to al mix di ca­lo­re e umi­di­tà: un pro­ble­ma che in­te­res­se­rà an­che il Cen­tro-Nord Eu­ro­pa. L’au­men­to di even­ti estre­mi di tem­pe­ra­tu­ra per­ce­pi­ta col­pi­rà zo­ne in cui pri­ma non c’era al­cun ri­schio. In­som­ma, i “col­pi di ca­lo­re” sa­ran­no pro­ba­bi­li an­che in Ger­ma­nia e non so­lo in Gre­cia e in Ita­lia». ●

Miami (Usa). Le ac­que del MIami Ri­ver spin­te dal­la fu­ria dell’ura­ga­no. Sot­to, i dan­ni in cit­tà, quel­li al­la Wa­tson Island Ma­ri­na e un abi­tan­te che si ag­gi­ra scon­so­la­to per le stra­de al­la­ga­te. A ds., il pun­to in cui il Miami Ri­ver si im­met­te nel­la Bi­scay­ne Bay, sfer­za­to dall’ura­ga­no.

Ro­ma. Al­cu­ne im­ma­gi­ni del­la Ca­pi­ta­le som­mer­sa dall’ac­qua do­me­ni­ca 10 settembre. Un pro­ble­ma an­no­so: già nel 2013 il de­pu­ta­to 5Stel­le Di Bat­ti­sta ave­va twit­ta­to “Pio­ve un gior­no e Ro­ma di­ven­ta la cit­tà più in­vi­vi­bi­le d’Eu­ro­pa”.

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