GRIEG

Classic Voice - - CD&DVD RECENSIONI - LU­CA CHIERICI

CON­CER­TO PER PIA­NO­FOR­TE E OR­CHE­STRA OP. 16 PEZ­ZI LI­RI­CI, BALLATA OP. 24 Ale­xey Zuev

PIA­NO­FOR­TE

Ken­ne­th Mont­go­me­ry DI­RET­TO­RE of the 18th cen­tu­ry

OR­CHE­STRA

CD Na­ro­dowy In­sti­tut Fry­de­ri­ka Cho­pi­na NIFCCD 106

22,30

PREZ­ZO

★★★

La pre­zio­sa col­la­na di cd cu­ra­ta dall’Isti­tu­to Cho­pin, nel con­te­sto di una sem­pre mag­gio­re at­ten­zio­ne ver­so i pia­no­for­ti d’epo­ca, ci pro­po­ne qui ad­di­rit­tu­ra un Grieg ese­gui­to su un Erard del 1849 e su un Pleyel del 1854, esten­den­do, co­me ab­bia­mo fat­to no­ta­re più vol­te, il con­cet­to di fi­lo­lo­gia an­che nei ca­si in cui il di­va­rio cro­no­lo­gi­co tra la da­ta di com­po­si­zio­ne dei pez­zi pre­sen­ta­ti e quel­la del­la co­stru­zio­ne dei mo­der­ni gran­co­da non è poi co­sì no­te­vo­le. An­zi, vi­sto che il Con­cer­to op.16 è sta­to scrit­to nel 1868, non si ca­pi­sce del tut­to la ne­ces­si­tà di ese­guir­lo su uno stru­men­to del 1849. Si ten­ga ol­tre­tut­to con­to che Grieg mo­rì nel 1907 e che an­co­ra in quell’an­no ap­por­tò del­le pic­co­le cor­re­zio­ni al­la par­ti­tu­ra or­che­stra­le del suo fa­mo­sis­si­mo be­st sel­ler, in­di­zio che ci con­fer­ma il fat­to che or­mai la per­ce­zio­ne del pub­bli­co nei con­fron­ti del suo­no del pia­no­for­te si era ora­mai as­se­sta­ta su mo­del­li di stru­men­ti as­sai di­ver­si dall’Erard che vie­ne uti­liz­za­to in que­sta re­gi­stra­zio­ne. Zuev suo­na be­ne, ma si per­met­te qual­che li­cen­za di trop­po, pen­san­do for­se che ai tem­pi del­la “pri­ma” il Con­cer­to di Grieg si suo­nas­se con mag­gio­re li­ber­tà di fra­seg­gio. Il di­sco è ar­ric­chi­to con una buo­na scel­ta dei Pez­zi li­ri­ci, mol­ti dei qua­li scrit­ti ad­di­rit­tu­ra tra il 1893 e il 1901, man­dan­do a far­si be­ne­di­re la scel­ta pro­gram­ma­ti­ca del vec­chio Erard. Qui l’estro di Zuev tro­va pa­ne per i pro­pri den­ti e il pianista rus­so ci fa ascol­ta­re co­se che pro­ba­bil­men­te po­te­va­no an­che usci­re dal­le ma­ni di pia­ni­sti di­let­tan­ti (nel sen­so mi­glio­re del ter­mi­ne, os­sia di pia­ni­sti non im­brut­ti­ti dal­le con­ven­zio­ni di

un pro­fes­sio­ni­smo che ri­schia a vol­te di sof­fo­ca­re gli ap­por­ti per­so­na­li). La so­la Ballata op. 24 è in­ci­sa sul Pleyel, stru­men­to che, no­no­stan­te la da­ta di fab­bri­ca­zio­ne po­ste­rio­re di cin­que anni ri­spet­to all’Erard, sem­bra ema­na­re un suo­no più an­ti­co.

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