Cit­tà in fe­sta

Conde Nast Traveller (Italy) - - BELLA ITALIA -

Gha­da­mes si tro­va nel Nor­do­ve­st della Li­bia. La sua col­lo­ca­zio­ne geo­gra ica e la sua storia di oa­si ca­ro­va­nie­ra e di mer­ca­to di schia­vi, ne fan­no un luo­go a par­te, sot­to­po­sto al­le leg­gi non scrit­te del de­ser­to. La abi­ta­no i di­scen­den­ti de­gli schia­vi ne­ri che da qui ve­ni­va­no de­por­ta­ti, fa­mi­glie ber­be­re stan­zia­li e più sal­tua­ria­men­te tua­reg. La cit­tà vec­chia, sud­di­vi­sa in quat­tro quar­tie­ri con ot­to in­gres­si, an­che se u icial­men­te ab­ban­do­na­ta, è tut­to­ra abi­ta­ta. Un tempo fun­ge­va da sta­zio­ne po­sta­le per tut­to il Sa­ha­ra, ed era aper­ta dall’al­ba al tra­mon­to: chi do­po quell’ora si fos­se tro­va­to all’in­ter­no del­le sue mu­ra, non po­te­va uscir­ne.

CO­ME AR­RI­VA­RE

Viag­gia­re Si­cu­ri viag­gia­re­si­cu­ri.it)

( te­me­hu.com) e ( sher­we­stra­vel.com). Sul si­to byaob­ser­ver.ly/news si tro­va­no sem­pre uti­li no­ti­zie in tempo rea­le su quan­to sta ac­ca­den­do nel Pae­se. Gli stan­dard di ac­co­glien­za sono as­sai più bas­si ri­spet­to a quel­li oc­ci­den­ta­li, ma l’ho­tel

I gior­ni del Fe­sti­val sono i più pro­pi­zi per com­bi­na­re ma­tri­mo­ni e, tra­mi­te que­sti, strin­ge­re al­lean­ze. Per far­si am­mi­ra­re e a asci­na­re i pos­si­bi­li ma­ri­ti, le ra­gaz­ze nu­bi­li non esi­ta­no ad ag­ghin­dar­si nel più ric­co e vi­sto­so dei mo­di. Il cous-cous pre­pa­ra­to dal ri­sto­ran­te Ja­wha­rar al-Sah­ra. Al

Il si­to ( del Mi­ni­ste­ro de­gli Esteri scon­si­glia al mo­men­to un viaggio in Li­bia. Chi vo­les­se ten­ta­re egual­men­te di rag­giun­ge­re Gha­da­mes (oc­cor­re il vi­sto di in­gres­so) può far­lo a bordo di una jeep par­ten­do da Tri­po­li op­pu­re pas­san­do da Ta­taoui­ne in Tu­ni­sia. L’aeroporto cit­ta­di­no og­gi è chiu­so ai vo­li ci­vi­li. In­for­mal­men­te ci sono agen­zie lo­ca­li che tut­to­ra ac­com­pa­gna­no sul po­sto, qua­li Te­me­hu Tou­ri­sm Ser­vi­ces Sher­wes Tra­vel

li Ben Yed­der ( be­nyed­der.com) nel­la cit­tà nuo­va è con­for­te­vo­le e il per­so­na­le par­la in­gle­se. Un’al­tra so­lu­zio­ne va­li­da è il Bab Al Fa­tah Ho­tel ge­sti­to da una ac­co­glien­te fa­mi­glia. Più spar­ta­no il Win­z­rik Mo­tel ( è pu­li­to e or­ga­niz­za an­che escur­sio­ni. Quan­to al ci­bo, non man­ca­no i po­sti do­ve gu­sta­re una spe­cie di cous cous da stra­da, spe­cial­men­te nei mer­ca­ti e ban­ca­rel­le. Tra i ri­sto­ran­ti va se­gna­la­to il Ja­wha­rat al-Sah­ra nel quar­tie­re di Bab al-Burr. Il ri­ca­va­to ne­gli spa­zi di quel­lo che un tempo era un for­ti­no ita­lia­no. È in­te­res­san­te per com­pren­de­re la cul­tu­ra ber­be­ra e per rivivere il pas­sa­to della cit­tà, in par­ti­co­la­re quel­lo ro­ma­no, te­sti­mo­nia­to dal­le ve­sti­gia ivi con­ser­va­te. Tra le tan­te mo­schee, si se­gna­la­no PROMESSESPOSE Atiq ri­sa­len­te al VII se­co­lo, e Yu­nes: en­tram­be si a ac­cia­no sul­la piazza del Mer­ca­to. Un’oc­chia­ta me­ri­ta an­che l’Ain al-Fa­ras, uno sto­ri­co ho­tel che il ge­ne­ra­le Ita­lo Bal­bo, aman­te de­gli agi, eles­se a sua di­mo­ra quan­do fu go­ver­na­to­re della Li­bia. An­che So­phia Lo­ren vi ha sog­gior­na­to du­ran­te le ri­pre­se del ilm Tim­buc­tù di­ret­to nel 1957 da Hen­ry Ha­tha­way. Suo vi­ci­no di ca­me­ra era John Way­ne e tra gli ospi­ti c’era an­che un al­tro fa­mo­so: Ros­sa­no Braz­zi, pro­ta­go­ni­sta della pel­li­co­la. Da ve­de­re pu­re ve­sti­gia di for­tez­ze, qa­sr, in­tor­no al­la cit­tà. Il

con le sue ta­me­ri­ci rap­pre­sen­ta l’at­tra­zio­ne na­tu­ra­li­sti­ca for­se più sor­pren­den­te. La roc­ca­for­te

di ori­gi­ne ro­ma­na è un bel­ve­de­re davvero spet­ta­co­la­re per go­de­re lo spet­ta­co­lo del­le dune che si “in­fuo­ca­no” al tra­mon­to.

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