In­cen­dio nel de­po­si­to del­la Lu­be

In azio­ne la si­cu­rez­za in­ter­na e i vi­gi­li del fuo­co. Fat­ti eva­cua­re gli ope­rai

Corriere Adriatico (Macerata) - - Da Prima Pagina - Giu­lia San­cric­ca

TREIA In fiam­me il de­po­si­to del­la Lu­be a Pas­so di Treia. Pau­ra ie­ri mat­ti­na, po­co pri­ma del­le 7, nel­lo sta­bi­li­men­to che la no­ta azien­da di cu­ci­ne Lu­be uti­liz­za co­me de­po­si­to di cas­set­ti. Ad ac­cor­ger­si del­le fiam­me e a scon­giu­ra­re il peg­gio so­no sta­ti pro­prio gli ope­rai dell’azien­da che han­no no­ta­to il fu­mo e han­no da­to l’al­lar­me. Fon­da­men­ta­le il lo­ro in­ter­ven­to: tra i di­pen­den­ti, in­fat­ti, ci so­no le squa­dre di si­cu­rez­za ad­de­stra­te per af­fron­ta­re que­sto ti­po di pro­ble­mi.

Ope­rai in azio­ne

Do­po aver chia­ma­to i vi­gi­li del fuo­co, i di­pen­den­ti so­no in­ter­ve­nu­ti con gli estin­to­ri per evi­ta­re che le fiam­me si spar­ges­se­ro. Sul po­sto, i vi­gi­li del fuo­co del co­man­do di Ma­ce­ra­ta e del di­stac­ca­men­to di To­len­ti­no che han­no cir­co­scrit­to le fiam­me all’in­ter­no del se­min­ter­ra­to e , per pre­cau­zio­ne, han­no eva­cua­to l’edi­fi­cio. L’in­ter­ven­to tem­pe­sti­vo dei di­pen­den­ti e dei vi­gi­li del fuo­co ha per­mes­so di evi­ta­re che le fiam­me si pro­pa­gas­se­ro an­che ne­gli al­tri lo­ca­li del­la fab­bri­ca, in­ve­ce han­no in­te­res­sa­to uno spa­zio dav­ve­ro li­mi­ta­to, cir­ca die­ci me­tri qua­dra­ti.

Sho­w­room al pia­no so­pra

Se i di­pen­den­ti non si fos­se­ro ac­cor­ti del­le fiam­me, in­fat­ti, l’in­cen­dio avreb­be po­tu­to ar­ri­va­re fi­no al pia­no di so­pra, do­ve si tro­va lo sho­w­room dell’azien­da. A peg­gio­ra­re la si­tua­zio­ne, si­cu­ra­men­te, sa­reb­be sta­to il le­gno, prin­ci­pa­le ma­te­ria­le uti­liz­za­to dall’im­pre­sa per la rea­liz­za­zio­ne dei mo­bi­li.

Non an­co­ra quan­ti­fi­ca­ti i dan­ni, ma pa­re che sia­no sta­ti dav­ve­ro mi­ni­mi. L’uni­ca con­se­guen­za dell’in­cen­dio è sta­to il fu­mo che si è pro­pa­ga­to per tut­ta l’azien­da, un pro­ble­ma che si ri­sol­ve­rà in po­chi gior­ni.

Un esem­pio di quan­to sia im­por­tan­te la for­ma­zio­ne dei di­pen­den­ti ad af­fron­ta­re si­tua­zio­ni di pe­ri­co­lo ne­gli sta­bi­li­men­ti do­ve la­vo­ra­no.

Il pre­ce­den­te

Pro­prio que­sta esta­te a San Se­ve­ri­no, in­ve­ce, le sor­ti del­la Pe­troc­chi la­mie­re fu­ro­no ben di­ver­se: le fiam­me si pro­pa­ga­ro­no dal cor­to cir­cui­to in­ne­sca­to dal­la bat­te­ria di un ca­mion par­cheg­gia­to nel­lo sta­bi­li­men­to. In quel ca­so, le fiam­me so­no riu­sci­te a pro­pa­gar­si ve­lo­ce­men­te in tut­ta la strut­tu­ra, dal mo­men­to che era do­me­ni­ca e in azien­da non c’era nes­su­no.

Tra i di­pen­den­ti ci so­no le squa­dre di si­cu­rez­za ad­de­stra­te per que­sto ti­po di emer­gen­ze

FO­TO FALCIONI

L’in­ter­ven­to dei vi­gi­li del fuo­co al­la Lu­be

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