Bas­so­li­no so­gna un nuo­vo Uli­vo An­drà da Pi­sa­pia

En­ne­si­mo strap­po con il Pd, l’ex go­ver­na­to­re: «Vo­glio da­re una ma­no al cen­tro­si­ni­stra»

Corriere del Mezzogiorno (Campania) - - Da Prima Pagina - S.B.

«Sa­rò in piaz­za San­ti Apo­sto­li con Pi­sa­pia», co­sì Bas­so­li­no: «Im­ma­gi­no un nuo­vo Uli­vo».

NA­PO­LI Pas­so do­po pas­so. D’al­tron­de più che uno slo­gan, per An­to­nio Bas­so­li­no è un man­tra. Un ma­ra­to­ne­ta più che un ve­lo­ci­sta so­prat­tut­to nei mo­men­ti to­pi­ci per lui e il par­ti­to. Sta al­la fi­ne­stra, guar­da, an­nu­sa l’aria e poi de­ci­de. Al­la fi­ne, pe­rò. I suoi so­no de­gli strap­pi lun­ghi, nel sen­so che ci vuo­le tem­po pri­ma che lo sia­no dav­ve­ro. E co­sì do­po non aver vo­ta­to (per la ter­za vol­ta in vi­ta sua) al­le pri­ma­rie, do­po aver da tem­po det­to «Ren­zi non fa più Ren­zi», ie­ri ha an­nun­cia­to che sa­rà al fian­co di Giu­lia­no Pi­sa­pia in piaz­za San­ti Apo­sto­li a Ro­ma. «Sul pia­no elet­to­ra­le è sta­to un an­no mol­to du­ro — scri­ve —. Pri­ma le co­mu­na­li 2016, poi il re­fe­ren­dum del 4 di­cem­bre, ora il brut­to vo­to di do­me­ni­ca scor­sa. De­bo­le ed in­cer­to ap­pa­re il fu­tu­ro po­li­ti­co. Mi vie­ne chie­sto, in for­ma pub­bli­ca e pri­va­ta, se par­te­ci­po al­la ma­ni­fe­sta­zio­ne di sa­ba­to pros­si­mo a Ro­ma. Nel­le scor­se set­ti­ma­ne ho in­co­rag­gia­to Giu­lia­no Pi­sa­pia ad im­pe­gnar­si sul pia­no pro­gram­ma­ti­co e po­li­ti­co, ol­tre ogni lo­gi­ca di ve­ti in­cro­cia­ti, per la pro­spet­ti­va di un nuo­vo cen­tro­si­ni­stra. Mi sem­bra dun­que giu­sto es­se­re in Piaz­za San­ti Apo­sto­li». Un lun­go av­vi­ci­na­men­to e un lun­go ad­dio al Pd?

Su que­sto, a do­man­da di­ret­ta, co­me al so­li­to, non ri­spon­de. In un’in­ter­vi­sta a cal­do all’Huf­fing­ton po­st di­ce: «An­dan­do in piaz­za vo­glio ri­mar­ca­re la ne­ces­si­tà – per que­sto io mi muo­vo – di apri­re una pro­spet­ti­va che dia una ca­sa ai tan­ti sen­za­tet­to che non si ri­tro­va­no nel­le at­tua­li ca­se del cen­tro­si­ni­stra. E per fare que­sto, in­si­sto, la real­tà va guar­da­ta in fac­cia. Non si può far fin­ta di nul­la sull’an­no che ab­bia­mo al­le spal­le». Cioé glis­sa ri­lan­cian­do un te­ma a lui ca­ro or­mai dal­le pri­ma­rie «schi­fez­za», co­sì le chia­ma, che pro­cla­ma­ro­no Va­le­ria Va­len­te can­di­da­ta al Co­mu­ne di Na­po­li. «Non c’è sta­ta al­cu­na di­scus­sio­ne do­po le due bot­te: le am­mi­ni­stra­ti­ve e il re­fe­ren­dum», ora le bot­te so­no pas­sa­te a tre.

Su­bi­to do­po la vit­to­ria di Mat­teo Ren­zi al­la gui­da del Pd, a chi gli chie­de­va lu­mi sul­la sua as­sen­za ave­va ri­spo­sto: «Lo do­ve­vo a me stes­so. Ci so­no li­mi­ti non su­pe­ra­bi­li. È la pri­ma vol­ta che non vo­to per il se­gre­ta­rio na­zio­na­le? C’è sem­pre una pri­ma vol­ta. Non po­te­vo vo­ta­re chi non ha sen­ti­to la re­spon­sa­bi­li­tà di di­scu­te­re del­la scon­fit­ta. Vol­ta­re pa­gi­na è peg­gio di una scon­fit­ta. E poi si è tor­na­to a vo­ta­re do­po un an­no da quel­le schi­fez­ze na­po­le­ta­ne co­me se non fos­se suc­ces­so nul­la. Ora de­vo met­te­re uno stac­co, una di­stan­za. Poi si ve­drà». In quel poi si ve­drà c’è quel­lo che sta ac­ca­den­do in que­ste ore. Ma che non è an­co­ra un ad­dio de­fi­ni­ti­vo. Per­ché per ora vuol da­re una ma­no, per ora. Sem­pre all’Huf­fing­ton: «Io in piaz­za va­do con que­sto spi­ri­to di ri­co­strui­re un nuo­vo cen­tro­si­ni­stra, a par­ti­re dai con­te­nu­ti. So­no uno dei pa­dri dell’Uli­vo. E già al­lo­ra so­no uno di quel­li che spin­ge­va per il par­ti­to dell’Uli­vo, per fare die­ci an­ni pri­ma ciò che si fe­ce die­ci an­ni do­po. Ora chie­do un nuo­vo Uli­vo. Un nuo­vo cen­tro­si­ni­stra in cui dia­lo­ga chi è in piaz­za e il Pd».

Si­mo­na Bran­do­li­ni

An­to­nio Bas­so­li­no

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