De Lu­ca, una favola a ca­val­lo «Io, nu­me­ro due al mon­do»

«Fac­cio quel­lo che amo, e cer­co di far­lo be­ne» E il ca­va­lie­re lec­ce­se da qual­che gior­no è sa­li­to al se­con­do po­sto del ran­king mon­dia­le

Corriere del Mezzogiorno (Puglia) - - Da Prima Pagina - Di Pa­squa­le Ca­pu­ti

L’elo­gio del­la fol­lia, il co­rag­gio di par­ti­re, un piz­zi­co di im­pru­den­za. E tan­to ta­len­to. Lo­ren­zo De Lu­ca, lec­ce­se di 30 an­ni, da qual­che gior­no è nu­me­ro 2 del mon­do di equitazione, ca­te­go­ria sal­to osta­co­li. Ha vin­to a Ro­ma e San Gal­lo in cop­pa del­le Na­zio­ni, si è im­po­sto a Pa­ri­gi, al Gp Glo­bal tour Val­ken­swaard e a Shan­ghai. Una sto­ria da rac­con­ta­re, quel­la di Lo­ren­zo. Og­gi avie­re scel­to dell’Ae­ro­nau­ti­ca mi­li­ta­re, ie­ri sem­pli­ce so­gna­to­re.

Lo­ren­zo De Lu­ca, co­me ci si sen­te a sca­la­re la vet­ta del mon­do?

«Il se­con­do po­sto nel ran­king mon­dia­le è si­cu­ra­men­te frut­to di tan­to im­pe­gno da parte mia, dei pro­prie­ta­ri dei miei ca­val­li, del team che gior­no per gior­no cer­ca di or­ga­niz­za­re tut­to al me­glio. Non è un pun­to di ar­ri­vo ma uno sti­mo­lo per sa­li­re e re­sta­re nel­la top 10 più a lun­go pos­si­bi­le».

Ci racconta la sua sto­ria?

«La mia sto­ria è par­ti­co­la­re, ini­zio a mon­ta­re a ca­val­lo un po’ per ca­so, a Lec­ce. Nes­su­no in fa­mi­glia ave­va que­sta mia pas­sio­ne. Per me in­ve­ce era in­na­ta e fi­no a un cer­to li­vel­lo ama­to­ria­le la mia fa­mi­glia mi ha pu­re ap­pog­gia­to. Ma più an­da­vo avan­ti, più mi ren­de­vo con­to che non avrei mai po­tu­to chie­de­re ai miei di con­ti­nua­re a “spon­so­riz­za­re” la mia pas­sio­ne. E al­lo­ra ho de­ci­so di par­ti­re». Quanti an­ni ave­va? «Ave­vo fi­ni­to il li­ceo e de­ci­si di di­ri­ger­mi ver­so il Nord Ita­lia, cer­can­do nuo­ve espe­rien­ze, pro­van­do a ca­pi­re co­sa si do­ves­se fa­re per di­ven­ta­re ca­va­lie­re. So­no par­ti­to sen­za un eu­ro».

Co­me so­no an­da­ti i pri­mi tem­pi?

«È sta­ta du­ra ma se guar­do in­die­tro è sta­ta un’ar­ma che ha in­flui­to mol­to nel­la mia cre­sci­ta. Mi so­no tuf­fa­to in que­sta mia av­ven­tu­ra gra­zie al­le po­che co­no­scen­ze che ave­vo. Ho avu­to la for­tu­na di in­con­tra­re le per­so­ne giu­ste e di con­qui­sta­re la lo­ro fi­du­cia».

Qua­li so­no gli aspet­ti più com­pli­ca­ti

Le­ga­mi «So­no par­ti­to sen­za un eu­ro in ta­sca Og­gi vi­vo a Bru­xel­les ma so­no le­ga­to al Sa­len­to»

del­la sua di­sci­pli­na?

«Ci so­no tanti al­ti e bas­si con­di­zio­na­ti dal li­vel­lo di for­ma dei ca­val­li, dalla no­stra con­di­zio­ne e dai con­cor­si che set­ti­ma­nal­men­te cam­bia­no a li­vel­lo tec­ni­co. Il fee­ling con il ca­val­lo è ov­via­men­te fon­da­men­ta­le».

Co­me si crea sin­to­nia con l’ani­ma­le?

«Il ve­ro atle­ta nel no­stro sport è lui e bi­so­gna sa­per in­stau­ra­re un rap­por­to per­fet­to per aver da parte sua un ri­scon­tro al 100%. Ri­cor­dia­mo­ci che è un ani­ma­le e bi­so­gna la­sciar­gli i suoi mo­men­ti di li­ber­tà, sva­go, as­so­cian­do lo sport a un di­ver­ti­men­to e non a una co­stri­zio­ne».

Lei vi­ve a Bru­xel­les. Che rap­por­to man­tie­ne con la sua ter­ra?

«So­no mol­to le­ga­to al mio Sa­len­to. La mia fa­mi­glia è lì e i miei af­fet­ti più ca­ri so­no lì, che mi aspet­ta­no ogni Na­ta­le. È un pia­ce­re re­spi­ra­re l’aria di ca­sa an­che se ogni set­ti­ma­na va­do in gi­ro per il mon­do. Ora sto an­dan­do a Lo­san­na, poi la set­ti­ma­na pros­si­ma sa­rò a Ro­ma e quin­di pre­pa­re­rò la sta­gio­ne in­door con le tap­pe di cop­pa del mon­do».

In un mon­do di cal­cio­fi­li, non si sen­te un po’ una mo­sca bian­ca?

«One­sta­men­te no. Fac­cio quel­lo che amo, cer­co di far­lo be­ne e con pas­sio­ne. Que­sto è fon­da­men­ta­le sem­pre. Nel­lo sport e nel la­vo­ro».

In ga­ra De Lu­ca in sel­la al suo ca­val­lo a Pa­ri­gi. Sul­lo sfon­do, la Tour Eif­fel

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