Cli­ni po­le­miz­za con Co­sta «Tap uti­le an­che per Il­va»

L’ex mi­ni­stro po­le­miz­za con Co­sta: «Nel 2017 con­su­mi cre­sciu­ti»

Corriere del Mezzogiorno (Puglia) - - Da Prima Pagina - Di Ro­san­na Lam­pu­gna­ni

L’ex mi­ni­stro all’Am­bien­te nel go­ver­no Mon­ti, Cor­ra­do Cli­ni, re­pli­ca al­le con­si­de­ra­zio­ni del suo suc­ces­so­re Ser­gio Co­sta che, per la pre­sun­ta di­sce­sa dei con­su­mi ri­tie­ne «inu­ti­le» la Tap. «È ve­ro il con­tra­rio, i con­su­mi nel 2017 so­no cre­sciu­ti del 6% e il gas può es­se­re un’oc­ca­sio­ne da co­glie­re al vo­lo per de­car­bo­niz­za­re lo sta­bi­li­men­to Il­va di Ta­ran­to».

Cor­ra­do Cli­ni, mi­ni­stro per l’Am­bien­te del go­ver­no Mon­ti dal 2011 al 2013, og­gi in­se­gna Scien­ze am­bien­ta­li all’uni­ver­si­tà Tsin­ghua di Pe­chi­no e for­te di que­ste espe­rien­ze af­fer­ma: «Non si può fa­re a me­no del gas dell’Azer­bai­jan, an­che per ri­con­ver­ti­re l’Il­va, ma sem­pre pro­teg­gen­do l’am­bien­te».

Pro­fes­sor Cli­ni, il neo mi­ni­stro Ser­gio Co­sta so­stie­ne che è di­mi­nui­to il con­su­mo di gas in Ita­lia e che quin­di la Tap «ap­pa­re inu­ti­le». Che ne pen­sa?

«E’ il con­tra­rio: nel 2017 l’Ita­lia ha uti­liz­za­to 75,1 mi­liar­di di me­tri cu­bi di gas, con un au­men­to del 6% sul 2016. Il gas aze­ro ser­ve per de­car­bo­niz­za­re l’eco­no­mia e so­ste­ne­re co­me back up le fon­ti rin­no­va­bi­li che per lo­ro na­tu­ra so­no in­ter­mit­ten­ti, ma il back up è ga­ran­ti­to pre­va­len­te­men­te da cen­tra­li a car­bo­ne che di fat­to an­nul­la­no il van­tag­gio am­bien­ta­le del­le rin­no­va­bi­li. Il gas, quin­di, diventa una fon­te ener­ge­ti­ca di tran­si­zio­ne pre­zio­sa, per l’Ita­lia e l’Eu­ro­pa».

La questione, in Pu­glia, è l’ap­pro­do del ga­sdot­to, a Me­len­du­gno. La Re­gio­ne nel 2008 ave­va ipo­tiz­za­to un si­to più a nord: per­ché fu esclu­so?

«La Tap è un pro­get­to pri­va­to il cui tra­git­to non è sta­to scel­to dal go­ver­no. L’ipo­te­si dell’ap­pro­do a Brin­di­si non fu ri­te­nu­to op­por­tu­no dal­le co­mu­ni­tà lo­ca­li e quel­la di Me­len­du­gno è sta­ta sot­to­po­sta a ri­go­ro­se va­lu­ta­zio­ni di im­pat­to am­bien­ta­le. Cer­to è un’ope­ra im­por­tan­te, da rea­liz­zar­si con un ri­go­ro­so ri­spet­to del pa­tri­mo­nio na­tu­ra­le, co­me pre­vi­sto dal pro­get­to».

La Gre­cia sa­rà at­tra­ver­sa­ta da 550 chi­lo­me­tri di ga­sdot­to, l’Al­ba­nia da 215 e non pro­te­sta­no; il Sa­len­to, con i suoi 8 chi­lo­me­tri, è in ri­vol­ta. Per­ché?

«Le pre­oc­cu­pa­zio­ni per la tu­te­la dell’am­bien­te so­no le­git­ti­me e non en­tro nel me­ri­to. Le ga­ran­zie per la tu­te­la dell’am­bien­te de­vo­no es­se­re to­ta­li ed è an­che ne­ces­sa­ria un’analisi co­sti-be­ne­fi­ci per va­lu­ta­re in mo­do ri­go­ro­so i van­tag­gi am­bien­ta­li che pos­so­no de­ri­va­re dall’im­pie­go del gas per so­sti­tui­re il car­bo­ne nel­le pro­du­zio­ni ener­ge­ti­che e in­du­stria­li».

Che ne pen­sa del ruo­lo del pre­si­den­te dell’Azer­bai­jan Ilham Aliyev che se­con­do al­cu­ne in­chie­ste avreb­be pe­san­te­men­te con­di­zio­na­to il vo­to su Tap a Bru­xel­les?

«Non so­no in­for­ma­to. Guar­dan­do la map­pa de­gli ap­prov­vi­gio­na­men­ti di gas all’Eu­ro­pa ve­dia­mo che la Rus­sia è il prin­ci­pa­le for­ni­to­re, con un ruo­lo de­sti­na­to a cre­sce­re con la rea­liz­za­zio­ne del rad­dop­pio del­la Pi­pe­li­ne dal­la Rus­sia al­la Ger­ma­nia. Il se­con­do for­ni­to­re è la Nor­ve­gia. L’Azer­bai­jan è ric­chis­si­ma di gas ed è de­sti­na­ta a es­se­re il prin­ci­pa­le for­ni­to­re per i Bal­ca­ni e il Sud Eu­ro­pa. Que­sto è im­por­tan­te per la si­cu­rez­za ener­ge­ti­ca del no­stro con­ti­nen­te».

Con­di­vi­de l’ipo­te­si di Mi­che­le Emi­lia­no di ali­men­ta­re l’Il­va con il gas e non con il car­bo­ne: per­ché non ne par­lò da mi­ni­stro?

«Pren­dem­mo l’ipo­te­si in con­si­de­ra­zio­ne, ma nel 2012 era ir­rea­li­sti­ca, non si pre­ve­de­va en­tro il 2020 un ap­prov­vi­gio­na­men­to di 10 mi­liar­di di me­tri cu­bi an­nui di gas, pos­si­bi­le con Tap. Fu pro­po­sto di abbattere l’in­qui­na­men­to en­tro il ter­mi­ne tas­sa­ti­vo del 2015, uti­liz­zan­do le tec­no­lo­gie sug­ge­ri­te dal­la Ue. Ma do­po il go­ver­no Mon­ti si è per­cor­sa la non com­pren­si­bi­le stra­da del com­mis­sa­ria­men­to: se l’azien­da fos­se ri­ma­sta in ca­po ai Riva lo­ro avreb­be­ro do­vu­to ri­spet­ta­re il ter­mi­ne del 2015. An­che per que­sto ho con­si­de­ra­to fon­da­to il ri­cor­so di Emi­lia­no e del sindaco di Ta­ran­to con­tro il rin­vio del pia­no di ri­sa­na­men­to. Og­gi pe­rò ab­bia­mo la pos­si­bi­li­tà di uti­liz­za­re il gas per Il­va e dob­bia­mo co­glie­re l’oc­ca­sio­ne».

La ri­con­ver­sio­ne dell’ac­cia­ie­ria è tec­ni­ca­men­te pos­si­bi­le, in quan­to tem­po si po­treb­be fa­re e quan­to co­ste­reb­be?

«E’ tec­ni­ca­men­te pos­si­bi­le. Bi­so­gna fa­re un bi­lan­cio com­ples­si­vo, com­pa­ran­do i co­sti at­tua­li per la col­let­ti­vi­tà con quel­li de­ri­van­ti dall’even­tua­le chiu­su­ra del­la pro­du­zio­ne a cal­do; i co­sti per le mi­glia­ia di la­vo­ra­to­ri in cig per un lun­go pe­rio­do con quel­li del­la ri­con­ver­sio­ne a gas».

I mi­ni­stri del M5S vo­glio­no chiu­de­re l’Il­va: ipo­te­si per­cor­ri­bi­le?

«Svi­mez ha pub­bli­ca­to uno stu­dio sull’im­pat­to eco­no­mi­co e so­cia­le de­ri­van­te da un’even­tua­le chiu­su­ra dell’ac­cia­ie­ria: non ci so­no cer­tez­ze sui van­tag­gi in tem­pi bre­vi, co­me di­mo­stra il ca­so di Ba­gno­li, che dal 1978 è un si­to evi­den­te­men­te de­gra­da­to. Non c’è cer­tez­za sul re­cu­pe­ro di quel ter­ri­to­rio. Lo di­co sen­za es­se­re pre­giu­di­zial­men­te con­tro la chiu­su­ra di Il­va: da di­ret­to­re del mi­ni­ste­ro ne­go­ziai la chiu­su­ra dell’im­pian­to di Cor­ni­glia­no. Cer­to le di­men­sio­ni de­gli im­pian­ti non so­no com­pa­ra­bi­li, ma bi­so­gna di nuo­vo con­si­de­ra­re i van­tag­gi e gli svan­tag­gi del­la chiu­su­ra di Il­va o del­la sua ri­qua­li­fi­ca­zio­ne com­pa­ti­bi­le con l’am­bien­te e la sa­lu­te dei ta­ran­ti­ni».

Il ca­so di Ba­gno­li in­se­gna che i van­tag­gi di uno stop all’ac­cia­io so­no in­cer­ti

Il gas aze­ro ser­ve per so­ste­ne­re le fon­ti rin­no­va­bi­li e pri­var­si del car­bo­ne

Ex mi­ni­stro Cor­ra­do Cli­ni in­se­gna in Ci­na

Con Mon­ti Cor­ra­do Cli­ni è sta­to mi­ni­stro dell’Am­bien­te dal 2011 al 2013. A si­ni­stra un cor­teo no Tap

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