Frit­to, cot­to, bol­li­to: al­tri tre me­to­di

Corriere del Mezzogiorno (Puglia) - - Liberamente Sapori -

Tra­spor­ta­re il pe­sce nell’en­tro­ter­ra, quan­do i chi­lo­me­tri da fa­re era­no mol­ti, non era sem­pli­ce. Me­glio spo­star­lo una vol­ta cot­to. Co­sì na­sce la frit­tu­ra poi con­ser­va­ta in ba­ri­li con olio e ace­to, l’esca­be­ce, lo sca­pe­ce, men­tre il pe­sce cot­to o bol­li­to in bro­do di mir­to era pron­to an­che per af­fron­ta­re un viag­gio di sei o set­te gior­ni sen­za per­de­re la sua con­si­sten­za gra­zie ai tan­ni­ni pre­sen­ti nel­le bac­che del mir­to. Un’usan­za che in Sar­de­gna si chia­ma­va ‘pe­sce di mur­ta’.

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