LA BAN­DIE­RA DELL’ALTRUISMO

Corriere del Trentino - - Da Prima Pagina - Di Pie­ro For­mi­ca pie­ro.for­mi­ca@gmail.com

Con un nu­me­ro cre­scen­te di per­so­ne an­zia­ne, ha fat­to ir­ru­zio­ne sul­la sce­na l’«Ho­mo So­cia­lis» la cui pro­pen­sio­ne all’altruismo è un’in­no­va­zio­ne che pro­du­ce un va­lo­re ag­giun­to per il be­ne co­mu­ne. Se­con­do Da­vid Sloan Wil­son, bio­lo­go dell’evo­lu­zio­ne, nel­le co­mu­ni­tà in cui l’in­te­res­se per il be­ne co­mu­ne è sal­da­men­te ra­di­ca­to, i grup­pi al­trui­sti­ci han­no nel cor­so del tem­po la me­glio su quel­li egoi­sti­ci.

In­ter­vi­sta­ta dal Cor­rie­re del Tren­ti­no, Ar­mi­da Bo­no­mi, 88 an­ni a giu­gno, ha so­ste­nu­to re­cen­te­men­te che l’altruismo fa vi­ve­re a lun­go e po­si­ti­va­men­te. Lei è una del­le pro­ta­go­ni­ste tra i mol­ti se­nior che han­no te­nu­to aper­te le por­te. Non chiu­si nel giar­di­no a col­ti­va­re l’egoi­smo, gli al­trui­sti tes­so­no re­la­zio­ni con il mon­do ester­no per com­bi­na­re in for­me di­ver­se le pro­prie idee con quel­le de­gli al­tri. In un si­mi­le mon­do, tut­ti pos­so­no espri­mer­si su un pia­no di pa­ri­tà, in mo­do ami­che­vo­le, non con­flit­tua­le e non ge­rar­chi­co. Co­sì una nuo­va co­no­scen­za si spri­gio­na da do­man­de che sor­go­no du­ran­te le con­ver­sa­zio­ni: un pro­ces­so che por­ta ad ap­pren­di­men­to e ri­sul­ta­ti sor­pren­den­ti. In un am­bien­te sog­get­to al cam­bia­men­to, la ma­no dell’altruismo tie­ne una ca­ro­ta col­ti­va­ta nel giar­di­no del­la co­mu­ni­tà in con­ti­nua evo­lu­zio­ne. La ca­ro­ta con­no­ta le op­por­tu­ni­tà a van­tag­gio di tut­ti, do­ve l’«io vin­co, tu per­di» la­scia il po­sto al «vin­cia­mo tut­ti in­sie­me».

Pra­ti­ca­re l’altruismo vuol di­re an­che met­ter­si al­la pro­va sperimentando con al­tri — da noi diversi per cul­tu­ra, di­sci­pli­na di stu­dio e at­ti­vi­tà svolta — come pro­get­ta­re e rea­liz­za­re le tra­sfor­ma­zio­ni che ren­do­no la so­cie­tà e l’eco­no­mia migliori, an­cor pri­ma che più gran­di. L’obiet­ti­vo è co­strui­re in­sie­me un fu­tu­ro che pos­sa apri­re un am­pio ven­ta­glio di con­ve­nien­ze per tut­ti, col­man­do il fos­sa­to sem­pre più am­pio tra i po­chi che ac­cu­mu­la­no ric­chez­za e i tan­ti so­spin­ti ver­so la so­glia del­la po­ver­tà.

Tra le di­ver­se ri­for­me che nes­sun governo può ela­bo­ra­re, né un par­la­men­to ap­pro­va­re, c’è la «ri­for­ma del cuo­re» che fa im­boc­ca­re il sen­tie­ro dell’altruismo. Ta­le ri­for­ma può ef­fi­ca­ce­men­te con­tra­sta­re «la men­te e il cuo­re ter­ri­bil­men­te cor­rot­ti» (per usa­re l’in­vo­ca­zio­ne di Ma­da­me de La Fayet­te nel Sei­cen­to che col­ti­va­va l’idea­le del­la so­cie­vo­lez­za). La te­sti­mo­nian­za del­la si­gno­ra Bo­no­mi ci di­ce che esi­sto­no al­ter­na­ti­ve al­la corsa al suc­ces­so nel se­gno dell’egoi­smo in cui pri­meg­gia­no i «gran­di pre­da­to­ri» di va­lo­ri so­cia­li ed eco­no­mi­ci.

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