Unio­ne per il Tren­ti­no, Pi­pi­na­to re­si­ste

Ve­ner­dì il par­la­men­ti­no. Il pre­si­den­te: «Re­ste­rò al mio po­sto di ga­ran­zia»

Corriere del Trentino - - Primo Piano - T. Sc.

TREN­TO Fabio Pi­pi­na­to non si di­met­te­rà e, se lui non lo fa­rà, dif­fi­cil­men­te i suoi av­ver­sa­ri vor­ran­no ar­ri­va­re a un red­de

ra­tio­nem che po­treb­be es­se­re giu­di­ca­to ma­la­men­te dal­la ba­se dell’Upt.

«Di­met­ter­mi? Il mio com­pi­to è pre­sie­de­re il par­la­men­ti­no di ve­ner­dì e da­re a tut­ti la pa­ro­la in ma­nie­ra equa­ni­me». Il di­ret­to in­te­res­sa­to fin­ge di non ca­pi­re la do­man­da, ma me­glio di chiun­que al­tro sa qual è la ri­chie­sta che è ar­ri­va­ta non so­lo dai «del­la­ia­ni», ma an­che dai rap­pre­sen­tan­ti del grup­po con­si­lia­re nel­la riu­nio­ne in­for­ma­le di sa­ba­to po­me­rig­gio: un pas­so in­die­tro per la­scia­re il po­sto a una fi­gu­ra con­si­de­ra­ta mag­gior­men­te su­per par­tes. Una par­te con­si­sten­te dell’Upt, in­fat­ti, ri­tie­ne che Pi­pi­na­to non ab­bia eser­ci­ta­to il pro­prio ruo­lo di ga­ran­zia con la ne­ces­sa­ria ter­zie­tà. L’ac­cu­sa che gli vie­ne ri­vol­ta è di par­teg­gia­re per il grup­po gui­da­to dall’ex se­gre­ta­ria, Do­na­tel­la Con­zat­ti. «Cer­to che se io mi di­met­tes­si il par­la­men­ti­no po­treb­be eleg­ge­re un nuo­vo pre­si­den­te, ma le mie di­mis­sio­ni non so­no all’or­di­ne del gior­no del prossimo par­la­men­ti­no. Ciò che de­vo fare io è ga­ran­ti­re mag­gio­ran­za e mi­no­ran­za al­lo stes­so mo­do, da­re spa­zio a tut­ti all’in­ter­no dell’as­sem­blea. È quel­lo che ho sem­pre fat­to e che con­ti­nue­rò a fare». Per­ché, al­lo­ra, gli ven­ga chie­sto di di­met­ter­si, Pi­pi­na­to non lo sa. «Bi­so­gne­reb­be chie­der­lo a lo­ro».

Il ten­ta­ti­vo di sa­ba­to non è an­da­to in por­to, vi­sta an­che la fie­ra op­po­si­zio­ne di Con­zat­ti e ora, an­che tra i so­ste­ni­to­ri del­le di­mis­sio­ni, pa­re stia pas­san­do l’idea di sot­ter­ra­re l’ascia di guerra. Un con­to è con­vin­ce­re Pi­pi­na­to a fare un pas­so in­die­tro «per il be­ne del par­ti­to». Un al­tro è la pro­va di for­za per chie­de­re nien­te meno che la te­sta del pre­si­den­te, os­sia la fi­gu­ra di ga­ran­zia che, in as­sen­za del se­gre­ta­rio, do­vreb­be gui­da­re il par­ti­to.

Nel par­la­men­ti­no di ve­ner­dì sa­ran­no rin­no­va­ti i ga­ran­ti, che lo sta­tu­to pre­ve­de pro­po­sti dal se­gre­ta­rio e no­mi­na­ti dal mas­si­mo or­ga­no del par­ti­to.

Il cli­ma Sen­za pas­si in­die­tro «spon­ta­nei» la pro­va di for­za nei suoi con­fron­ti per ora è esclu­sa

Con­te­sta­to Fabio Pi­pi­na­to è ac­cu­sa­to dai suoi de­trat­to­ri di non es­se­re im­par­zia­le

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