La Gre­cia ai tem­pi del­la cri­si Fra sogni in­fran­ti e poe­sia

Fo­to-fo­rum, da sta­se­ra in mostra gli scat­ti di Ef­sta­thia­dis

Corriere del Trentino - - Cultura & Tempo libero - Gian­car­lo Ric­cio

Ave­va­mo la­scia­to Pe­tros Ef­sta­thia­dis, fo­to­gra­fo gre­co in con­tat­to con le gran­di tra­ge­die del mon­do, al­le pre­se qual­che an­no fa con le cru­de­li me­ta­fo­re del­la guerra. Per­so­nag­gi sco­no­sciu­ti sen­za un no­me e un vol­to, che de­ci­do­no di scen­de­re in cam­po per di­fen­der­si da un conflitto che non vo­glio­no com­bat­te­re. Era­no i «Lo­hos» (trup­pe), pro­ta­go­ni­sti dell’omo­ni­mo pro­get­to e in mostra an­ni fa an­che in Ita­lia.

Ora l’au­to­re ri­tor­na con nuo­ve (e vec­chie) ope­re fo­to­gra­fi­che, da sta­se­ra al­la gal­le­ria Fo­to­fo­rum di Bol­za­no e fi­no al 29 apri­le. Sia­mo sem­pre in Gre­cia, an­zi a Li­pa­ro, Ma­ce­do­nia set­ten­trio­na­le, Gre­cia. Qui c’è un luo­go in cui la ter­ra per de­cen­ni ha pro­dot­to pe­sche per i suoi abi­tan­ti, una ter­ra ora tra­vol­ta dal vento di una vio­len­ta cri­si eco­no­mi­ca.

È il vil­lag­gio na­tio del fo­to­gra­fo Pe­tros Ef­sta­thia­dis, e da un de­cen­nio il set del suo la­vo­ro. Qui, nel­la cor­te in­ter­na dei suoi ge­ni­to­ri o dei vi­ci­ni e nei cam­pi cir­co­stan­ti, egli com­po­ne con cu­ra mi­nu­zio­se mi­se-en-scè­ne fat­te di re­sti e og­get­ti inu­ti­liz­za­ti. In que­sto ca­so le sue gran­di ed ef­fi­me­re scul­tu­re di­ven­go­no de­co­ra­zio­ni di una corsa all’oro del XXI se­co­lo. Ef­sta­thia­dis ci nar­ra la sto­ria di un uo­mo che, giun­to al vil­lag­gio po­chi me­si pri­ma, è en­tra­to nel­le ca­se pro­met­ten­do agli abi­tan­ti l’ac­ces­so al­la ric­chez­za: la lo­ro ter­ra era sta­ta scel­ta per ospi­ta­re un nuo­vo ga­sdot­to pro­ve­nien­te dall’Azer­bai­gian.

Gli abi­tan­ti, com­pre­so il pa­dre del fo­to­gra­fo, han­no sot­to­scrit­to i con­trat­ti nel­la stes­sa cor­te in­ter­na. Con un mo­vi­men­to el­lit­ti­co Pe­tros Ef­sta­thia­dis ri­por­ta in vi­ta, su que­sto stes­so ter­re­no, le co­stru­zio­ni e le mac­chi­ne dell’epo­ca del­la corsa all’oro ca­li­for­nia­na. Vi si pos­so­no ri­co­no­sce­re al­cu­ne fi­gu­re no­te, im­ma­gi­ni ico­ni­che di un’epo­ca di gran­di at­te­se e spe­ran­ze di­sil­lu­se – una chie­sa che ri­cor­da le fa­ti­scen­ti fac­cia­te dell’Ala­ba­ma di Wal­ker Evans. E men­tre va co­sì sor­gen­do la ti­pi­ca au­ste­ri­tà dei pio­nie­ri, sco­pria­mo qual è l’al­tra ri­sor­sa cer­ta di que­sta ter­ra: il tea­tra­le e gran­dio­so sen­so del fan­ta­sti­co di Ef­sta­thia­dis.

Le im­ma­gi­ni, con co­lo­ri sla­va­ti no­no­stan­te la pre­fe­ren­za per le tin­te pa­stel­lo di una pri­mi­ge­nia non so­lo fo­to­gra­fi­ca, si ri­chia­ma­no a una tec­ni­ca so­lo in ap­pa­ren­za le­ga­ta a un set, a un rac­con­to, a una mi­se en scè­ne che ine­vi­ta­bil­men­te dia­lo­ga con il tea­tro ci­vi­le.

Un la­vo­ro e una sen­si­bi­li­tà ar­ti­sti­ca che ven­go­no da lon­ta­no. Rac­con­ta il pro­ta­go­ni­sta del­la mostra bol­za­ni­na a pro­po­si­to di la­vo­ri pre­ce­den­ti: «Il 2010 è sta­to un mo­men­to tur­bo­len­to per la Gre­cia. Men­tre i po­li­ti­ci di­scu­te­va­no le mi­su­re di au­ste­ri­tà con i fun­zio­na­ri dell’Unio­ne Eu­ro­pea, le te­le­vi­sio­ni mo­stra­va­no sce­ne di di­sor­di­ni. Il Pae­se era uno spet­ta­co­lo per i me­dia di tut­to il mon­do: mo­lo­tov ovun­que, Ate­ne era in fiam­me».

Pe­tros Ef­sta­thia­dis ci ave­va rac­con­ta­to di sce­na­ri in cui «l’im­prov­vi­sa “paura del gre­co” si im­pos­ses­sa del­la sce­na. L’istin­to di so­prav­vi­ven­za sol­le­ci­ta a di­fen­der­si dal ne­mi­co». Le fo­to­gra­fie nel­la mostra che apre, do­po l’inau­gu­ra­zio­ne di og­gi, domani a Bol­za­no so­no la sta­zio­ne suc­ces­si­va del suo viag­gio di ri­cer­ca.

Ro­vi­ne mo­der­ne Una del­le fo­to­gra­fie di Ef­sta­thia­dis

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