LA CASETTA DI PIAZZA DAN­TE BUO­NA IDEA, MA NON BA­STA

Corriere del Trentino - - Trento E Regione -

Tem­po fa mi so­no bat­tu­to con for­za con­tro la chiu­su­ra di piazza Dan­te e so­no con­ten­to che si sia ac­can­to­na­ta quell’ipo­te­si. Cre­do che il pro­get­to di una pre­sen­za fis­sa dei vi­gi­li ur­ba­ni in una del­le piaz­ze cit­ta­di­ne al cen­tro di una gran­de at­ten­zio­ne me­dia­ti­ca, sia ac­cet­ta­bi­le. Pe­rò a mio av­vi­so ci so­no due co­se im­por­tan­ti da di­re: la pri­ma è che ser­vi­reb­be nel­la zo­na del­la sta­zio­ne-piazza Dan­te an­che una fo­re­ste­ria, uno spa­zio di ac­co­glien­za e me­dia­zio­ne per in­ter­cet­ta­re il di­sa­gio. La se­con­da che nel ren­de­ring re­la­ti­vo al­la casetta del­le for­ze dell’or­di­ne, e re­cen­te­men­te pre­sen­ta­to in cir­co­scri­zio­ne, si par­la di un gab­biot­to da 220.000 eu­ro. A mio av­vi­so una spe­sa spro­po­si­ta­ta. Ser­ve si­cu­ra­men­te il con­trol­lo, ma ser­ve an­che so­brie­tà. Su que­sto fron­te fa­rò sem­pre sen­ti­re la mia vo­ce. Ja­co­po Zan­ni­ni, con­si­glie­re cir­co­scri­zio­na­le Cen­tro sto­ri­co-Pie­di­ca­stel­lo

Caro con­si­glie­re Zan­ni­ni,

Lei ha ra­gio­ne sul fat­to che nel­la zo­na del­la sta­zio­ne e di piazza Dan­te, ac­can­to al ne­ces­sa­rio con­trol­lo del­le for­ze dell’or­di­ne, sa­reb­be uti­le po­ter con­ta­re pu­re su un pre­si­dio per rac­co­glie­re tut­to quel di­sa­gio che ha il vol­to, e non so­no po­chi, di per­so­ne ita­lia­ne che cer­ca­no di ri­sol­le­var­si dal­le av­ver­si­tà del­la vi­ta. Per quan­to con­cer­ne in­ve­ce il co­sto del­la casetta (220.000 eu­ro) da co­strui­re in piazza Dan­te, e che ver­rà uti­liz­za­ta per con­trol­la­re i giar­di­ni, mi pa­re che il Co­mu­ne sia in­ten­zio­na­to a ti­ra­re drit­to per la pro­pria stra­da.

Non ne fa­rei, in que­sto ca­so, pe­rò una bat­ta­glia sul co­sto dell’ope­ra, an­che se ef­fet­ti­va­men­te la ci­fra po­treb­be ap­pa­ri­re ec­ces­si­va. Ciò che an­dreb­be evi­den­zia­to, in­ve­ce, è che non si può pen­sa­re che piazza Dan­te tor­ni a es­se­re un luo­go si­cu­ro uni­ca­men­te con un pre­si­dio di po­li­zia e ca­ra­bi­nie­ri. Si par­ta in­dub­bia­men­te da qui per ar­ri­va­re pe­rò a im­ma­gi­na­re una zo­na vis­su­ta lun­go l’in­te­ro ar­co del­la gior­na­ta, con­te­ni­to­re di even­ti e ma­ni­fe­sta­zio­ni. Può es­se­re una pro­spet­ti­va da con­trap­por­re al fi­lo spi­na­to che qual­cu­no vor­reb­be in­nal­za­re a me­mo­ria di un pas­sa­to che sa­reb­be me­glio non ri­van­ga­re.

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