Al­lar­me ci­mi­ce asia­ti­ca, tre­ma­no gli agri­col­to­ri

Io­riat­ti: importata con gli scam­bi com­mer­cia­li

Corriere del Trentino - - Da Prima Pagina - di T. Di Gian­nan­to­nio

TREN­TO «Po­ten­zial­men­te po­treb­be­ro cau­sa­re un dan­no del 100% al set­to­re dell’agri­col­tu­ra». Ri­fe­ren­do­si al­la dif­fu­sio­ne del­le ci­mi­ci fa que­sta pre­vi­sio­ne Clau­dio Io­riat­ti, di­ret­to­re del cen­tro di tra­sfe­ri­men­to tec­no­lo­gi­co del­la Fon­da­zio­ne Ed­mund Ma­ch. Non ba­sta evi­ta­re di schiac­ciar­la e sfug­gi­re co­sì dall’odo­re sgra­de­vo­le che ri­la­scia, la ci­mi­ce asia­ti­ca rap­pre­sen­ta un se­rio pro­ble­ma per gli agri­col­to­ri.

«Nei cam­pi tro­va­no le con­di­zio­ni per la mas­si­ma pro­li­fe­ra­zio­ne: do­ve c’è una bio­di­ver­si­tà agri­co­la la riproduzione è mag­gio­re — spie­ga Io­riat­ti — I me­le­ti so­no in pe­ri­co­lo: la ci­mi­ce pun­ge la me­la per nu­trir­si, fo­ran­do­la in­fat­ti suc­chia tut­ta la pol­pa. Ciò de­ter­mi­na del­le sac­che e quan­do la me­la è in fa­se di ac­cre­sci­men­to si de­for­ma, men­tre quan­do è già ma­tu­ra ri­ma­ne una sac­ca po­ro­sa sul­la me­la. Stia­mo prov­ve­den­do con dei trat­ta­men­ti spe­ci­fi­ci nel­le zo­ne in cui si ri­le­va un’al­ta pre­sen­za».

A dif­fe­ren­za del­la co­mu­ne ci­mi­ce ver­de, quel­la asia­ti­ca in­fe­sta di tutto: so­ia, po­mo­do­ri, pe­pe­ro­ni, al­be­ri da frut­to — in spe­cial mo­do il me­lo, il pe­ro e il pe­sco — ol­tre le pian­te or­na­men­ta­li e sva­ria­te col­tu­re ar­bo­ree, ar­bu­sti­ve ed or­ti­ve. Il suo al­to po­ten­zia­le in­fe­stan­te è do­vu­to all’ele­va­ta po­li­fa­gia che ca­rat­te­riz­za la spe­cie, il cui no­me scien­ti­fi­co è Ha­lyo­mor­pha ha­lys. Pro­ve­nien­te dall’Asia orien­ta­le (Ci­na, Co­rea, Giap­po­ne, Tai­wan) è un in­set­to alie­no in Italia.

«Si tro­va in Italia non tan­to per ef­fet­to del sur­ri­scal­da­men­to cli­ma­ti­co — chia­ri­sce Clau­dio Io­riat­ti — ma per­ché è sta­ta importata dai flus­si di per­so­ne pro­ve­nien­ti da­gli scam­bi com­mer­cia­li». La sua pre­sen­za è sta­ta re­gi­stra­ta per la pri­ma vol­ta nel 2012 in Emi­lia-Ro­ma­gna. In se­gui­to si è dif­fu­sa in tutto il nord fi­no ad ar­ri­va­re in Tren­ti­no. Le zo­ne più a ri­schio in cui si re­gi­stra un’al­ta con­cen­tra­zio­ne del­le ci­mi­ci so­no la par­te me­ri­dio­na­le del­la Val di Non e la zo­na sud di Tren­to.

Se in esta­te po­po­la­no le cam­pa­gne nu­tren­do­si e ac­cop­pian­do­si sul­la ve­ge­ta­zio­ne, in au­tun­no in­va­do­no le abi­ta­zio­ni del­la cit­tà per tra­scor­re­re l’in­ver­no al ri­pa­ro dal fred­do. Lun­ga da 12 a 17 mil­li­me­tri è ri­co­no­sci­bi­le in par­ti­co­la­re per il suo co­lo­re gri­gio-mar­ro­ne. Co­me la ci­mi­ce ver­de, in que­sto ca­so, non è pericolosa per l’uo­mo: non pun­ge e so­prat­tut­to non tra­spor­ta ma­lat­tie. Ma si ri­fu­gia in po­sti in cui può ri­sul­ta­re dav­ve­ro fa­sti­dio­sa. «Può met­ter­si den­tro gli ar­ma­di, va al­la ri­cer­ca di luo­ghi ri­pa­ra­ti. Ciò com­por­ta un pro­ble­ma per il cit­ta­di­no co­mu­ne che lo ve­de di­ret­ta­men­te coin­vol­to» con­clu­de l’esper­to del­la Fem.

In­si­dio­sa

A dif­fe­ren­za del­la ci­mi­ce co­mu­ne, que­sta spe­cie in­fe­sta tutto: so­ia, po­mo­do­ri, pe­ri L’esper­to Po­ten­zial­men­te po­treb­be­ro cau­sa­re un dan­no del 100%

Dif­fu­sio­ne

La pri­ma pre­sen­za in Emi­lia nel 2012. Qui si è dif­fu­sa a Tren­to sud e in val­le di Non

Mar­ro­ne-gri­gia La ci­mi­ce asia­ti­ca è ar­ri­va­ta an­che in Tren­ti­no

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