«Ho uc­ci­so pa­pà» Per il fra­tel­lo ha in­ven­ta­to tut­to

Oder­zo, il 77en­ne era mor­to per ap­pa­ren­ti cau­se na­tu­ra­li. Il gip lo la­scia in cel­la ma i dub­bi re­sta­no

Corriere del Veneto (Padova e Rovigo) - - DA PRIMA PAGINA - Di Be­ne­det­ta Cen­tin

Ri­ma­ne in car­ce­re Car­lo Fri­sie­ro che ha con­fes­sa­to ai ca­ra­bi­nie­ri di aver sof­fo­ca­to il pa­dre un an­no fa. Il fra­tel­lo: «Non gli cre­do, è as­sur­do».

«Mio fra­tel­lo che con­fes­sa ai ca­ra­bi­nie­ri di aver am­maz­za­to mio pa­dre più di un an­no fa? Non ci cre­do, è as­sur­do, non c’è nul­la che tor­na nel suo rac­con­to: Car­lo ha ten­ta­to fi­no all’ultimo di sal­var­lo, c’è la chia­ma­ta al Suem re­gi­stra­ta a pro­var­lo, so­no con­vin­to che il suo sia un mo­men­to di fol­lia, so­lo una ri­chie­sta di aiu­to. Gli in­qui­ren­ti de­vo­no sca­va­re be­ne. A fon­do».

È sbi­got­ti­to, in­cre­du­lo, Ste­fa­no Fri­sie­ro, ar­ti­gia­no di San Po­lo di Pia­ve, Treviso. Da sa­ba­to not­te, da quan­do i ca­ra­bi­nie­ri gli han­no suo­na­to il cam­pa­nel­lo di ca­sa per av­ver­tir­lo che il fra­tel­lo Car­lo era sta­to sot­to­po­sto a fer­mo per omi­ci­dio vo­lon­ta­rio e si tro­va­va in car­ce­re a Bo­lo­gna (do­ve ri­mar­rà co­me ha de­ci­so ie­ri il giu­di­ce), ha per­so il son­no. Si tor­men­ta con mil­le do­man­de a cui non sa da­re ri­spo­sta, ed è tor­na­to a riac­cen­de­re la me­mo­ria su ogni ma­le­det­ta se­quen­za di quel 24 set­tem­bre 2016 quan­do è cor­so col cuo­re in go­la a ca­sa di pa­pà Ni­no Lu­cia­no, a Oder­zo, e si è tro­va­to da­van­ti i pa­ra­me­di­ci del Suem 118 che ten­ta­va­no di far tor­na­re a bat­te­re il suo vec­chio cuo­re. Tut­to inu­ti­le.

«In quel pe­rio­do io e Car­lo ci di­vi­de­va­mo per as­si­ste­re pa­pà, che a det­ta dei me­di­ci era ar­ri­va­to a un pun­to di non ri­tor­no» rac­con­ta Ste­fa­no Fri­sie­ro . Il ge­ni­to­re di 77 an­ni, un vol­to co­no­sciu­to an­che a Li­gna­no e Bi­bio­ne do­ve per an­ni, in esta­te, ha ge­sti­to dei ba­zar. «Car­lo, che vi­ve­va con pa­pà quan­do non era all’este­ro, quel­la mat­ti­na lo ave­va sen­ti­to chia­ma­re e lo ave­va tro­va­to che ca­de­va dal­la pol­tro­na - rac­con­ta il pa­ren­te - ; si era pro­di­ga­to subito chia­man­do il Suem, fa­cen­do ar­ri­va­re un’am­bu­lan­za dal vi­ci­no pron­to soc­cor­so e fa­cen­do­si di­ri­ge­re al te­le­fo­no per pra­ti­ca­re le ma­no­vre ria­ni­ma­to­rie: c’è la te­le­fo­na­ta re­gi­stra­ta». Ep­pu­re il 44en­ne ar­re­sta­to sa­ba­to se­ra avreb­be rac­con­ta­to ai ca­ra­bi­nie­ri di Bo­lo­gna, pa­re al­ter­nan­do mo­men­ti di gran­de lu­ci­di­tà a sta­ti di di­so­rien­ta­men­to, che era col­pa sua. Che ave­va fat­to in­ge­ri­re al ge­ni­to­re con una pa­to­lo­gia al­la go­la e quin­di con pro­ble­mi di de­glu­ti­zio­ne, «un ali­men­to com­pra­to in far­ma­cia re­so pa­sto­so». For­se una be­van­da vi­ta­mi­ni­ca, di cui pe­rò non ri­cor­da­va il no­me. «Una so­stan­za li­qui­da a cui ho da­to con­si­sten­za, con cui ho fat­to sof­fo­ca­re pa­pà» avreb­be rac­con­ta­to il 44en­ne, for­se in­ca­pa­ce di ac­cet­ta­re la sof­fe­ren­za del pen­sio­na­to.

Ma per Ste­fa­no Fri­sie­ro non c’è nul­la che tor­na nel­la con­fes­sio­ne choc che sa­ba­to se­ra suo fra­tel­lo ha ri­la­scia­to ai ca­ra­bi­nie­ri di Bo­lo­gna Cen­tro. «Se fos­se mor­to sof­fo­ca­to per­ché non è emer­so? I me­di­ci han­no par­la­to di mor­te na­tu­ra­le ed è sta­ta ar­chi­via­ta co­me ta­le» fa sa­pe­re an­co­ra Ste­fa­no Fri­sie­ro che ha in­con­tra­to il pa­ren­te l’8 no­vem­bre scor­so, gior­no del suo com­plean­no. «Ci sia­mo in­cro­cia­ti a ca­sa di pa­pà: una stret­ta di ma­no per gli au­gu­ri, lui mi è sem­bra­to co­me al so­li­to».

In ta­sca, sa­ba­to se­ra, il fra­tel­lo ave­va un bi­gliet­to per Istan­bul e di lì a po­co avreb­be do­vu­to ra­gin giun­ge­re l’ae­ro­por­to per im­bar­car­si per la Tur­chia. Uno dei suoi tan­ti viag­gi all’este­ro «per le sue ri­cer­che di an­tro­po­lo­gia che ave­va in­tra­pre­so do­po la lau­rea in psi­co­lo­gia» rac­con­ta il fa­mi­lia­re. Ma quell’au­to­de­nun­cia ina­spet­ta­ta - sul­la qua­le ora do­vran­no es­se­re tro­va­ti ri­scon­tri - ha cam­bia­to ogni pia­no: il 44en­ne è sta­to sot­to­po­sto a fer­mo e por­ta­to car­ce­re. Do­ve ri­ma­ne. Co­sì ha de­ci­so ie­ri il gip Ri­ta Zac­ca­riel­lo che ha con­va­li­da­to il suo fer­mo. Fri­sie­ro, com­par­so da­van­ti a lei in mat­ti­na­ta, ave­va scel­to la via del si­len­zio. «La chia­ve di tut­to po­treb­be es­se­re a ca­sa di pa­pà, nei tan­ti ma­no­scrit­ti che Car­lo ha la­scia­to - è con­vin­to Ste­fa­no : non so sca­va­re nell’indole di mio fra­tel­lo ma pen­so che con que­sto suo con­ti­nuo viag­gia­re si pos­sa es­se­re mes­so in pe­ri­co­lo e fos­se in cer­ca di pro­te­zio­ne, che con que­sta sto­ria sen­za sen­so avreb­be tro­va­to».

Un puzz­le di tes­se­re che non tor­na­no a po­sto. Per la fa­mi­glia e sem­bra pu­re per gli in­ve­sti­ga­to­ri. A far qua­dra­re il cer­chio sta­rà ora al­la pro­cu­ra di Treviso, a cui ver­ran­no tra­smes­si gli at­ti per com­pe­ten­za. Di cer­to non c’è più sal­ma da rie­su­ma­re. «Ab­bia­mo cre­ma­to pa­pà co­me da suo de­si­de­rio».

Il fi­glio Car­lo Fri­sie­ro, ora in car­ce­re

Il pa­dre Ni­no Lu­cia­no Fri­sie­ro

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