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Ve­ro­na, Zor­zi sal­va­to dall’in­ter­ven­to del­le guar­die

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina -

VE­RO­NA - A qua­si tre me­si dal­lo spa­ven­to­so film dell’or­ro­re di cui - per sua stes­sa am­mis­sio­ne da­van­ti al­la po­li­zia - è sta­to ca­pa­ce di ren­der­si ar­te­fi­ce nel­la san­gui­no­sa se­ra­ta di sa­ba­to 22 mag­gio, Pier­gior­gio Zor­zi ha ten­ta­to di far­la fi­ni­ta die­tro le sbar­re. So­lo il prov­vi­den­zia­le in­ter­ven­to de­gli agen­ti ha sal­va­to dal sui­ci­dio il ven­ten­ne di San Mas­si­mo che ha mas­sa­cra­to a col­tel­la­te il pa­dre Gior­gio di 66 an­ni e poi gli ha re­ci­so le gam­be con una se­ga di me­tal­lo per ce­lar­ne il cor­po den­tro un bi­do­ne dell’im­mon­di­zia in ga­ra­ge.

«E’ la pri­ma vol­ta che il de­te­nu­to cer­ca di far­la fi­ni­ta. Fi­no a que­sta mat­ti­na sem­bra­va tran­quil­lo, for­se so­lo ora sta ini­zian­do ad ave­re una co­gni­zio­ne del­la sua vi­cen­da ed è im­prov­vi­sa­men­te esplo­so. La sua per­ma­nen­za in car­ce­re, fi­no a que­sto mo­men­to, si era ri­ve­la­ta tran­quil­la. Ma­ga­ri ad­di­rit­tu­ra trop­po - com­men­ta il di­ret­to­re del pe­ni­ten­zia­rio di Mon­to­rio, An­to­nio Ful­lo­ne -. At­tual­men­te si tro­va­va in re­gi­me di «gran­de sor­ve­glian­za» in in­fer­me­ria, do­po quan­to suc­ces­so ri­sul­ta sor­ve­glia­to a vi­sta. In ogni ca­so, il de­te­nu­to non ha ne­ces­si­ta­to di al­cun ri­co­ve­ro. Fon­da­men­ta­le, co­mun­que, l’in­ter­ven­to de­gli agen­ti di po­li­zia del­la no­stra strut­tu­ra».

Un cri­mi­ne tra i più or­ren­di de­gli ul­ti­mi an­ni a Ve­ro­na, il de­lit­to Zor­zi, una vi­cen­da già di per sè sca­bro­sa a cui ha ri­schia­to di ag­giun­ger­si nel­le ul­ti­me ore al­tro san­gue: quel­lo del­lo stes­so par­ri­ci­da. A ren­der­lo no­to è sta­to il se­gre­ta­rio ge­ne­ra­le Uil­Pa Pe­ni­ten­zia­ri, Eu­ge­nio Sar­no: stan­do a una pri­ma ri­co­stru­zio­ne, il gio­va­ne, ap­pro­fit­tan­do del fat­to che l’uni­co agen­te in ser­vi­zio nel­la se­zio­ne era im­pe­gna­to nell’im­mis­sio­ne dei de­te­nu­ti ai cor­ti­li pas­seg­gi, avreb­be ri­ca­va­to un cap­pio dal­la pro­pria ma­gliet­ta le­gan­do­lo al­le sbar­re del­la fi­ne­stra del ba­gno del­la cel­la.

Si è poi la­scia­to an­da­re, ma il ru­mo­re del ta­vo­li­no ca­du­to e del­le sto­vi­glie rot­te ha al­ler­ta­to l’agen­te.

Dai pri­mi ac­cer­ta­men­ti me­di­ci, è sta­to ri­le­va­to che so­lo al- cu­ni se­con­di di ri­tar­do avreb­be­ro pro­vo­ca­to la mor­te del ra­gaz­zo. Se­con­do il sin­da­ca­li­sta, l’epi­so­dio rap­pre­sen­ta «l’en­ne­si­mo at­to di eroi­smo com­piu­to da­gli agen­ti. La quo­ti­dia­ni­tà di que­sti tra­gi­ci even­ti ri­schia di non far più no­ti­zia, co­me non fan­no più no­ti­zia le con­di­zio­ni inu­ma­ne, in­ci­vi­li ed il­le­ga­li dei no­stri isti­tu­ti pe­ni­ten- z i ar i . 41 s ui c i di , 89 s ui c i di sven­ta­ti, al­tret­tan­te vi­te sal­va­te, fan­no da con­tral­ta­re ai 172 agen­ti pe­ni­ten­zia­ri fe­ri­ti con pro­gno­si su­pe­rio­re ai cin­que gior­ni del 2010».

Pro­prio in que­ste set­ti­ma­ne è in cor­so la pe­ri­zia psi­chia­tri­ca di­spo­sta dal­la pro­cu­ra sul­le con­di­zio­ni di Zor­zi.

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