Sa­ni­tà, bi­lan­cio in ros­so ma for­ni­to­ri pa­ga­ti Vi­si­te, l’1% è di not­te

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - di Mi­che­la Ni­co­lus­si Mo­ro

VE­NE­ZIA Lu­ci e om­bre sui con­ti del­la sa­ni­tà ve­ne­ta. La cat­ti­va no­ti­zia è che il bi­lan­cio con­so­li­da­to 2014 del­le 24 azien­de si è chiu­so con un pas­si­vo di 171,4 mi­lio­ni di eu­ro, su­pe­rio­re al­la per­di­ta com­ples­si­va di 162,3 mi­lio­ni re­gi­stra­ta nel 2013. Quel­la buo­na è che il si­ste­ma re­sta co­mun­que in at­ti­vo, gra­zie al rie­qui­li­brio ope­ra­to dal­la Re­gio­ne con la quo­ta ac­cen­tra­ta che ogni an­no tie­ne da par­te al­lo sco­po e, so­prat­tut­to, il trend po­si­ti­vo im­boc­ca­to nel 2008 pro­se­gue. Se si con­si­de­ra che si è par­ti­ti con un de­fi­cit di 620 mi­lio­ni (già ri­dot­ti a 431,7 nel 2010), ar­ri­van­do ai gior­ni no­stri si ri­le­va un mi­glio­ra­men­to del ri­sul­ta­to eco­no­mi­co pa­ri al 72,3%. Do­di­ci Usl su 21 e l’Isti­tu­to on­co­lo­gi­co ve­ne­to han­no chiu­so i con­ti 2014 in at­ti­vo o pa­reg­gio, il re­sto con il se­gno me­no. An­che per­ché il co­sto pro­ca­pi­te è au­men­ta­to di 11 eu­ro, pas­san­do dai 1839 del 2010 ai 1850 del 2013, per un to­ta­le an­nuo di +36 mi­lio­ni. Emer­ge dal­la «Re­la­zio­ne so­cio­sa­ni­ta­ria del Ve­ne­to», re­dat­ta dal Si­ste­ma epi­de­mio­lo­gi­co re­gio­na­le (Ser) e pre­sen­ta­ta dal­la giun­ta Za­ia al con­si­glio di Pa­laz­zo Fer­ro Fi­ni. «Lo ri­ten­go uno stru­men­to di con­sul­ta­zio­ne uti­le al­le azien­de sa­ni­ta­rie e ai pro­fes­sio­ni­sti del­la sa­lu­te», scri­ve nel­la pre­sen­ta­zio­ne del dos­sier Do­me­ni­co Man­toan, di­ret­to­re ge­ne­ra­le del­la Sa­ni­tà. In ef­fet­ti gli spun­ti so­no mol­ti.

Per esem­pio, so­no sta­ti ono­ra­ti i de­bi­ti con i for­ni­to­ri gra­zie al pre­sti­to di 1,6 mi­liar­di con­ces­so da Ro­ma a Pa­laz­zo Bal­bi, che ha co­sì cen­tra­to an­che l’obiet­ti­vo di ab­bat­te­re i tem­pi di pa­ga­men­to da una me­dia di 175 gior­ni a 88. Sem­pre in te­ma di ri­spar­mi, il nu­me­ro di po­sti let­to pre­vi­sti dal­la pro­gram­ma­zio­ne per il 31 di­cem­bre 2015 è sce­so a 17.448 (14.801 per acu­ti e 2467 per la Riabilitazione), più al­tri 807 ri­ser­va­ti ai pa­zien­ti di fuo­ri re­gio­ne. Ec­co, a pro­po­si­to di «mo­bi­li­tà», il re­port in­di­ca «l’au­men­to dell’in­di­ce di fu­ga», cioè dei ve­ne­ti che van­no a cu­rar­si nel re­sto d’Ita­lia, dal 5,8% del 2006 al 7,2% del 2013. L’in­di­ce di at­tra­zio­ne si man­tie­ne in­ve­ce sull’8,3%, quin­di il sal­do è po­si­ti­vo ma scen­de da 24 mi­la a 7800 ri­co­ve­ri. I ma­la­ti ve­ne­ti scel­go­no so­prat­tut­to il Friu­li (On­co­lo­gia), Emi­lia (Or­to­pe­dia e Gi­ne­co­lo­gia), Lom­bar­dia (On­co­lo­gia e Car­dio­lo­gia) e Tren­to (Riabilitazione). Ad at­trar­re i «fo­re­stie­ri» so­no le Azien­de ospe­da­lie­re di Pa­do­va e Ve­ro­na, le Usl 18 di Rovigo (è al con­fi­ne) e 22 di Bus­so­len­go, for­te di un pri­va­to ca­pa­ce di man­te­ne­re at­ti­va la mo­bi­li­tà per un 25%.

Pas­san­do al­le pre­sta­zio­ni spe­cia­li­sti­che am­bu­la­to­ria­li, nel 2014 il Ve­ne­to ne ha ero­ga­te 67.589.630: il 24% so­no vi­si­te e Riabilitazione, il 71% è rap­pre­sen­ta­to dall’at­ti­vi­tà di la­bo­ra­to­rio e il 5,2% dal­la dia­gno­sti­ca per im­ma­gi­ni. «Si con­fer­ma il ruo­lo do­mi­nan­te del pub­bli­co — re­ci­ta la re­la­zio­ne del Ser — cre­sciu­to del 3% in tut­te le aree. Il con­ven­zio­na­to per­de in­ve­ce un 7% nel la­bo­ra­to­rio e un 6% nel­la Riabilitazione». In que­sti 67,5 mi­lio­ni di pre­sta­zio­ni ci so­no an­che quel­le se­ra­li, pre­fe­sti­ve e fe­sti­ve, par­ti­te a di­cem­bre 2013 e in tut­to 162.425. «So­lo l’1% del to­ta­le — no­ta Clau­dio Si­ni­ga­glia, con­si­glie­re del Pd — trop­po po­co, vi­sti i 10 mi­lio­ni in­ve­sti­ti. Co­sì co­me mi pre­oc­cu­pa la fu­ga dei ve­ne­ti: per­ché 3041 van­no al­tro­ve per pro­ble­mi re­la­ti­vi al­la On­coe­ma­to­lo­gia? Per­ché 12.040 fan­no i pel­le­gri­nag­gi per l’Or­to­pe­dia? Ma so­prat­tut­to per­ché 1512 emi­gra­no per la Car­dio­lo­gia e ad­di­rit­tu­ra 7861 per il set­to­re ma­ter­no in­fan­ti­le? Ri­cor­do inol­tre che per i pa­zien­ti del re­sto d’Ita­lia ab­bia­mo mes­so a bi­lan­cio 240 mi­lio­ni».

E le li­ste d’at­te­sa? Se­con­do Pa­laz­zo Bal­bi so­no sod­di­sfat­te in un ran­ge com­pre­so tra l’86% e il 98% a se­con­da dell’in­di­ce di prio­ri­tà (10-180 gior­ni), con un mi­glio­ra­men­to in­di­ca­to tra il 5% e il 6% ri­spet­to al 2013. Stan­do al dos­sier si è ri­dot­to pu­re il tem­po di at­te­sa al Pron­to soc­cor­so: 19 mi­nu­ti di me­dia e 120 di per­ma­nen­za, no­no­stan­te 1,8 mi­lio­ni di ac­ces­si. Di que­sti, 4 su 5 ri­guar­da­no co­di­ci ver­di e bian­chi.

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