Ya­ha­ya, il pri­mo non-pro­fu­go ri­cor­re ai giu­di­ci

Il ri­cor­so a Ve­ne­zia, ne ar­ri­ve­ran­no a cen­ti­na­ia: un an­no per ca­so

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di Mau­ro Pi­goz­zo

Ha 22 an­ni e vie­ne dal Se­ne­gal. Ya­ha­ya è il pri­mo im­mi­gra­to non ri­co­no­sciu­to pro­fu­go dal­la com­mis­sio­ne ter­ri­to­ria­le di Pa­do­va che ri­cor­re in ap­pel­lo a Ve­ne­zia.

VE­NE­ZIA Si chia­ma Ya­ha­ya, ha 22 an­ni ed è ori­gi­na­rio del Se­ne­gal. Og­gi vi­ve al­la ca­ser­ma ex Pran­di­na di Pa­do­va, as­sie­me a 350 pro­fu­ghi. È ar­ri­va­to in Ita­lia nel 2014 do­po es­ser­si im­bar­ca­to su una car­ret­ta del ma­re in Li­bia. A mar­zo di que­st’an­no è sta­to con­vo­ca­to dal­la com­mis­sio­ne ter­ri­to­ria­le di Pa­do­va, e ha rac­con­ta­to la sua sto­ria. Ma i giu­di­ci non gli han­no cre­du­to. E al­la fi­ne han­no de­cre­ta­to che è un mi­gran­te eco­no­mi­co: non me­ri­ta lo sta­tus di ri­fu­gia­to e nep­pu­re la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria o sus­si­dia­ria. E co­sì Ya­ha­ya ha de­ci­so di in­ca­ri­ca­re l’av­vo­ca­to Lu­ca Mot­ta di ri­cor­re­re con­tro il de­cre­to del­la com­mis­sio­ne di fron­te al giu­di­ce ci­vi­le di Ve­ne­zia.

Sta den­tro la sto­ria di Ya­ha­ya una pa­ra­bo­la che coin­vol­ge­rà cen­ti­na­ia di pro­fu­ghi nei pros­si­mi me­si. Tut­ti mi­gran­ti che so­no ar­ri­va­ti in Ita­lia, han­no tro­va­to al­log­gio in uno dei va­ri cen­tri ve­ne­ti, e si so­no pre­sen­ta­ti di fron­te al­la com­mis­sio­ne che de­ve de­ci­de­re sul lo­ro de­sti­no: il 22en­ne se­ne­ga­le­se è sta­to il pri­mo ad af­fron­ta­re il ri­cor­so. E ie­ri mat­ti­na al­le 9.30 si è ce­le­bra­ta l’udien­za, a suo mo­do sto­ri­ca. «Pri­ma di lui, nes­su­no a Pa­do­va ave­va com­ple­ta­to l’iter: so­lo qual­che suo “col­le­ga”, che era sta­to sen­ti­to a Ve­ro­na, lo ha an­ti­ci­pa­to», spie­ga l’av­vo­ca­to Mot­ta. Pre­ci­sa­men­te, i ricorsi so­no due­cen­to, po­co più del­la me­tà pro­ve­nien­ti dal­la cit­tà sca­li­ge­ra.

La lo­ro av­ven­tu­ra sa­rà di si­cu­ro me­no ri­schio­sa ri­spet­to a quan­to han­no do­vu­to pas­sa­re in ma­re. Ma ri­schia di es­se­re più com­pli­ca­ta. Pren­dia­mo sem­pre Ya­ha­ya co­me esem­pio. Ie­ri mat­ti­na il giu­di­ce ono­ra­rio del tri­bu­na­le Car­me­la Con­ver­ti­ni ha ve­ri­fi­ca­to la co­sti­tu­zio­ne del­le par­ti e ha rin­via­to poi al 29 gen­na­io per le con­clu­sio­ni. Fra più di tre me­si, dun­que, sa­ran­no de­po­si­ta­te per via te­le­ma­ti­ca le ri­chie­ste dei due at­to­ri. A quel pun­to, l’av­vo­ca­tu­ra di Sta­to e il le­ga­le di Mot­ta avran­no ses­san­ta gior­ni per pre­sen­ta­re le lo­ro con­clu­sio­ni. Lo Sta­to chie­de­rà che il mi­gran­te se ne tor­ni in Se­ne­gal, Ya­ha­ya in­vo­che­rà il di­rit­to di po­ter ri­ma­ne­re in Ita­lia. Se­gui­ran­no al­tri ven­ti gior­ni per le re­la­ti­ve con­tro-de­du­zio­ni.

Al­lo­ra sa­rà fi­ne mag­gio, sa­rà pas­sa­to più di un an­no da mar­zo, e il giu­di­ce do­vreb­be no­ti­fi­ca­re la sen­ten­za via Pec. Ya­ha­ya Un grup­po di mi­gran­ti ap­pe­na ar­ri­va­to in Ve­ne­to at­ten­de di ca­pi­re il pro­prio fu­tu­ro pro­ve­rà un bri­vi­do, si­mi­le a quel­lo pro­va­to la pri­ma vol­ta che toc­cò ter­ra in Ita­lia. Per­ché o an­drà in Que­stu­ra, can­tan­do la pro­pria vit­to­ria e chie­den­do il per­mes­so di sog­gior­no, o di­ven­te­rà clan­de­sti­no. «Con­tro que­st’ultimo sce­na­rio avrà una

In at­te­sa

A Pa­do­va so­no in at­te­sa di es­se­re sen­ti­ti cir­ca 1.100 pro­fu­ghi, quel­li già con­vo­ca­ti so­no sta­ti cir­ca 1.200. Po­co me­no di cen­to i ricorsi

A Ve­ro­na le po­si­zio­ni esa­mi­na­te so­no sta­te ol­tre no­ve­cen­to, in co­da ce ne so­no 2.700. Più di cen­to i ricorsi con­tro le sen­ten­ze

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