Chiu­de la Ca­set­ta Ros­sa L’ad­dio dei ca­stel­la­ni a mez­zo se­co­lo di sto­ria

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso - Mau­ro Pi­goz­zo © RIPRODUZIONE RISERVATA MPi­goz­zo

CA­STEL­FRAN­CO Rac­con­ta­re è l’uni­co mo­do per sal­var­si. E a vol­te an­che chiu­de­re un’espe­rien­za lo è. Sia­mo a Ca­stel­fran­co Ve­ne­to, par­don: a Bel­la Ve­ne­zia. Stra­di­na stret­ta, un pon­ti­cel­lo che fa scor­re­re il Mu­son, cam­pi. E una ca­sa co­lo­ra­ta di ros­so, che svet­ta gra­ci­le. Qui nel 1982 Nel­lo Gior­dan eb­be un’in­tui­zio­ne. Apri­re una bir­re­ria. Fu la pri­ma del Tre­vi­gia­no e tra le pri­me in Ve­ne­to, un fe­no­me­no che 33 an­ni do­po è di­la­ga­to. Da al­lo­ra so­no pas­sa­te ge­ne­ra­zio­ni di per­so­ne, si en­tra­va ado­le­scen­ti e si tor­na­va coi fi­gli per ma­no. Ma ades­so è giun­ta la fi­ne: il 18 ot­to­bre la Ca­set­ta Ros­sa chiu­de. Il mo­ti­vo è po­co più che bu­ro­cra­ti­co: dif­fi­col­tà nel­la ge­stio­ne di una ere­di­tà. L’an­nun­cio è ar­ri­va­to con lo sti­le vintage e pol­ve­ro­so del­la Ca­set­ta. Un fo­glio di car­ta mar­ro­ne, un pen­na­rel­lo ne­ro. «Ca­ri ami­ci, l’epo­pea del­la Ca­sa Ros­sa si chiu­de­rà de­fi­ni­ti­va­men­te. Se vo­le­te po­te­te ac­qui­sta­re ciò che ve­de­te ap­pe­so e che ave­te toc­ca­to in tut­ti que­sti an­ni, per por­ta­re con voi un fram­men­to del­la vo­stra e del­la no­stra sto­ria». Nient’al­tro. Un ad­dio ve­lo­ce, da du­ri, per un trio – ac­can­to a Nel­lo ci so­no an­che Ne­rio Guiot­to e lo scrit­to­re Mar­co Bal­le­strac­ci – che tut­ti co­no­sco­no nel­la Ca­stel­la­na. Per­ché la Ca­set­ta non è un pub: è un’isti­tu­zio­ne. Uno sta­bi­le con­ta­di­no, tre pia­ni vec­chi di un se­co­lo. Un bar aper­to da cin­quant’an­ni, che fi­no al­la fi­ne de­gli an­ni Set­tan­ta era più no­to per lo spac­cio e le Boc­che di Ro­sa che non per quel­lo che si ven­de­va al ban­co­ne. Un lo­ca­le che nel tem­po si è tra­sfor­ma­to in pen­sa­to­io «di si­ni­stra» e che a po­co a po­co ha crea­to una clien­te­la di in­tel­let­tua­li, uni­ver­si­ta­ri, ol­tre ai ri­tua­li aman­ti del­la go­liar­dia e del­la not­te. Ma sem­pre con lo sti­le ori­gi­na­rio, an­ti­co. Nep­pu­re i li­sti­ni so­no mai sta­ti cam­bia­ti. Bir­ra, la mi­glio­re. Pa­ni­ni, toa­st. E po­co al­tro. Ma tut­te le sto­rie han­no una fi­ne. E la fi­ne del­la Ca­set­ta Ros­sa è ar­ri­va­ta con i suoi an­ni. Gli ul­ti­mi epi­so­di di maltempo l’han­no pro­va­ta, le te­go­le ini­zia­va­no a vo­la­re via. I due pia­ni su­pe­rio­ri stan­no ca­den­do a pez­zi. Ser­ve ri­strut­tu­ra­re. Ma a cau­sa dell’ere­di­tà «re­gi­stra­ta con be­ne­fi­cio di in­ven­ta­rio» i tre pro­prie­ta­ri non han­no un in­ter­lo­cu­to­re. Co­sì il ri­schio è che la Ca­set­ta non ria­pra mai più. Ma que­sta è un’al­tra sto­ria. E chis­sà se sa­rà mai rac­con­ta­ta.

Sto­ri­ca La «Ca­set­ta Ros­sa»

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