Ru­ba i sol­di per i vi­deo­po­ker al­la so­rel­la: lei lo fa ar­re­sta­re

Casier, de­nun­cia il fra­tel­lo ai ca­ra­bi­nie­ri do­po il fur­to del ban­co­mat

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso - Mil­va­na Cit­ter © RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

CASIER De­ru­ba­ta nel suo ne­go­zio dal fra­tel­lo, chia­ma i ca­ra­bi­nie­ri e lo fa ar­re­sta­re. In ma­net­te un 23en­ne, ac­cu­sa­to di fur­to e in­de­bi­to uti­liz­zo di car­te di cre­di­to.

Mar­te­dì po­me­rig­gio in­fat­ti, il ra­gaz­zo è en­tra­to nel ne­go­zio del­la so­rel­la a Dos­son, e le ha ru­ba­to il ban­co­mat con il qua­le ha poi ef­fet­tua­to un pre­lie­vo di 250 eu­ro pri­ma di es­se­re bloc­ca­to dai ca­ra­bi­nie­ri. E non sa­reb­be la pri­ma vol­ta che il gio­va­ne de­ru­ba la so­rel­la, la com­mer­cian­te 28en­ne ha in­fat­ti ri­fe­ri­to ai mi­li­ta­ri di aver scoperto al­tri am­man­chi so­spet­ti. Da ac­cer­ta­re il mo­ti­vo che avreb­be por­ta­to il gio­va­ne a com­pie­re i fur­ti ai dan­ni del­la so­rel­la. Non è esclu­so che il de­na­ro gli ser­vis­se per com­pra­re dro­ga o gio­ca­re ai vi­deo­po­ker.

A chia­ma­re i ca­ra­bi­nie­ri, nel tar­do po­me­rig­gio di mar­te­dì è sta­ta la 28en­ne che si è ac­cor­ta del­la pre­sen­za del fra­tel­lo nel suo eser­ci­zio com­mer­cia­le. Il ra­gaz­zo, in­cen­su­ra­to e di­soc­cu­pa­to, era giù riu­sci­to a ro­vi­sta­re nel­la bor­sa del­la 28en­ne e a ru­bar­le la tessera ban­co­mat. Su­bi­to do­po è scap­pa­to fuo­ri, men­tre la so­rel­la cer­ca­va inu­til­men­te di bloc­car­lo. Scon­vol­ta e ar­rab­bia­ta, ha de­ci­so che era il mo­men­to di di­re ba­sta e chie­sto aiu­to ai ca­ra­bi­nie­ri che, gui­da­ti dal ca­pi­ta­no Ste­fa­no Maz­zan­ti, lo han­no in­di­vi­dua­to po­co do­po. Il 23en­ne era pe­rò già riu­sci­to a pre­le­va­re ad uno spor­tel­lo ban­co­mat, 250 eu­ro dal con­to del­la so­rel­la. Per que­sto è sta­to ar­re­sta­to con le ac­cu­se di fur­to e in­de­bi­to uti­liz­zo di car­te di cre­di­to. Por­ta­to in co­man­do e poi agli ar­re­sti do­mi­ci­lia­ri su di­spo­si­zio­ne del ma­gi­stra­to di tur­no, il gio­va­ne si è chiu­so in un osti­na­to si­len­zio, non vo­len­do nep­pu­re pro­va­re a spie­ga­re il per­ché del suo ge­sto.

La so­rel­la ha pe­rò ri­fe­ri­to di rap­por­ti te­si in fa­mi­glia, so­prat­tut­to nei rap­por­ti con il gio­va­ne che, a suo di­re, già in pas­sa­to l’avreb­be «al­leg­ge­ri­ta» di al­cu­ne som­me di de­na­ro. Ha in­fat­ti ri­fe­ri­to di es­ser­si ac­cor­ta di va­ri am­man­chi di de­na­ro dal­la sua bor­sa e nel suo ne­go­zio, e di es­se­re pra­ti­ca­men­te si­cu­ra che il re­spon­sa­bi­le fos­se pro­prio il fra­tel­lo. Fur­ti di de­na­ro per far­ne co­sa? Su que­sto for­se po­trà fa­re chia­rez­za l’in­ter­ro­ga­to­rio di con­va­li­da al qua­le il gio­va­ne sa­rà sot­to­po­sto nel­le pros­si­me ore. Al mo­men­to ogni ipo­te­si è al va­glio de­gli in­qui­ren­ti e del­la fa­mi­glia stes­sa. I so­spet­ti so­no va­ri, il de­na­ro po­treb­be in­fat­ti es­se­re ser­vi­to al ra­gaz­zo per com­pra­re dro­ga o per gio­ca­re con vi­deo­po­ker e slot ma­chi­ne.

Le Ie­ne: (in fo­to)e

I rag­gi­ri come quel­lo su

mes­so in ven­di­ta l’og­get­to, i ven­di­to­ri era­no sta­ti con­tat­ta­ti da Hu­do­ro­vi­ch

L’in­ter­ven­to I ca­ra­bi­nie­ri so­no sta­ti chia­ma­ti dal­la so­rel­la del la­drun­co­lo

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