«La­dri in ca­sa, non ho usa­to la pi­sto­la»

Nel Tre­vi­gia­no, pen­sio­na­to pe­sta­to dai ban­di­ti ri­fiu­ta di di­fen­der­si con le ar­mi

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Mil­va­na Cit­ter © RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

PAE­SE E’ sta­to sve­glia­to nel cuo­re del­la not­te da due ra­pi­na­to­ri. Ac­can­to a sé la mo­glie, che da an­ni vi­ve con un re­spi­ra­to­re. Na­sco­ste in ca­sa al­cu­ne ar­mi, re­go­lar­men­te de­te­nu­te. Ep­pu­re Ita­lo De Laz­za­ri, 72en­ne di Pae­se nel Tre­vi­gia­no, sa­ba­to not­te non ha pen­sa­to nep­pu­re per un mo­men­to di im­pu­gna­re una di quel­le ar­mi per di­fen­de­re sé e la sua fa­mi­glia. Una scel­ta net­ta in un mo­men­to in cui spa­ra­re per le­git­ti­ma di­fe­sa ap­pa­re a più di qual­cu­no qua­si do­ve­ro­so.

PAE­SE (TRE­VI­SO) È sta­to sve­glia­to nel cuo­re del­la not­te dal­le ur­la e dai cal­ci sulla porta di due ra­pi­na­to­ri ubria­chi. Vo­le­va­no: «Sol­di e si­ga­ret­te». Ac­can­to a sé la mo­glie, che da an­ni vi­ve con un re­spi­ra­to­re. Na­sco­ste in ca­sa al­cu­ne ar­mi, re­go­lar­men­te de­te­nu­te.

Ep­pu­re Ita­lo De Laz­za­ri, 72en­ne di Pae­se nel Tre­vi­gia­no, sa­ba­to not­te non ha pen­sa­to nep­pu­re per un mo­men­to di im­pu­gna­re una di quel­le ar­mi per di­fen­de­re sé e la sua fa­mi­glia. Una scel­ta net­ta, che qua­si stri­de in un mo­men­to in cui spa­ra­re per le­git­ti­ma di­fe­sa o per di­fen­de­re i pro­pri be­ni sem­bra sia, per l’opi­nio­ne pub­bli­ca, non so­lo giu­sto ma qua­si do­ve­ro­so. Sen­ti­men­ti che tro­va­no spon­da e si ali­men­ta­no con la no­ti­zia del­la ri­chie­sta di as­so­lu­zio­ne per Fran­co Bi­ro­lo, il ta­bac­ca­io di Ci­vè di Cor­rez­zo­la nel Pa­do­va­no che il 26 apri­le 2012 ha uc­ci­so con un col­po di pi­sto­la un la­dro che si era in­tro­dot­to nel suo ne­go­zio. O nel­la pro­po­sta di leg­ge del­la Le­ga Nord che do­po la Lom­bar­dia pun­ta a isti­tui­re an­che in Ve­ne­to un fon­do re­gio­na­le per il pa­tro­ci­nio gra­tui­to a so­ste­gno dei cit­ta­di­ni col­pi­ti dal­la cri­mi­na­li­tà, per for­ni­re as­si­sten­za le­ga­le gra­tui­ta a chi si di­fen­de spa­ran­do.

Ma l’im­pren­di­to­re 72en­ne di Pae­se la pen­sa di­ver­sa­men­te e dice: «Uc­ci­de­re un uo­mo per 10 eu­ro o del­le si­ga­ret­te? No, ci avrei pen­sa­to due vol­te, for­se so­lo se fos­se­ro en­tra­ti in ca­sa. Ma non me la so­no sentita».

Ep­pu­re quel­la che ha su­bi­to è sta­ta una ra­pi­na vio­len­ta, di cui a tre gior­ni di di­stan­za porta an­co­ra i se­gni. Uno dei ra­pi­na­to­ri gli ha rot­to una se­dia in te­sta, pro­vo­can­do­gli una fe­ri­ta pro­fon­da che gli è sta­ta poi su­tu­ra­ta in ospe­da­le. E De Laz­za­ri ha te­mu­to so­prat­tut­to per la mo­glie ma­la­ta. Per­ché i due mal­vi­ven­ti, due ma­gre­bi­ni, han­no ten­ta­to di en­tra­re nel­la lo­ro abi­ta­zio­ne pro­prio dal­la ca­me­ra da let­to del­la cop­pia.

Il 72en­ne e la mo­glie Mi­rel­la, 71 an­ni, so­no i ge­sto­ri del la­ghet­to di pe­sca spor­ti­va «La­ghet­ti Az­zur­ri» di via Le­van­te a Pae­se, e vi­vo­no all’in­ter­no dell’im­pian­to pro­tet­to di not­te da un gran­de can­cel­lo chiu­so con il luc­chet­to. Po­co do­po le 2 di sa­ba­to not­te so­no sta­ti sve­glia­ti dal­le ur­la dei due stra­nie­ri che, do­po aver man­da­to in fran­tu­mi il lu­not­to dell’au­to del­la fa­mi­glia par­cheg­gia­ta fuo­ri ca­sa, sta­va­no pren­den­do a cal­ci la porta del­la lo­ro ca­me­ra da let­to.

«Mi so­no sve­glia­to e so­no bal­za­to in pie­di per­ché ho ca­pi­to che la porta sta­va or­mai per ce­de­re sot­to i col­pi. Ave­vo pau­ra che en­tras­se­ro, so­prat­tut­to per mia mo­glie che non sta be­ne. Ho pre­fe­ri­to usci­re e af­fron­tar­li ma lo­ro mi so­no su­bi­to sal­ta­ti ad­dos­so. Uno dei due mi ha col­pi­to con una se­dia da giar­di­no e ho pen­sa­to che aves­se un col­tel­lo, per quel­lo ho rea­gi­to. Ma era ubria­co e so­no riu­sci­to a rea­gi­re e a bloc­car­lo in­sie­me a mio fi­glio Lu­ca che è cor­so ad aiu­tar­mi».

È sta­to pro­prio il fi­glio 40en­ne a ri­cor­da­re al pa­dre che in ca­sa c’era­no le ar­mi: «Mi ha det­to “Papà pren­dia­mo le pi­sto­le”. Ma io gli ho det­to di no. Uc­ci­de­re un uo­mo per quat­tro sol­di? Non ne ho avu­to il co­rag­gio. E poi se spa­ri fi­ni­sci in ga­le­ra. Ho pre­fe­ri­to non spa­ra­re».

Pa­dre e fi­glio in­ve­ce, so­no riu­sci­ti a far ar­re­sta­re dai ca­ra­bi­nie­ri uno dei due ag­gres­so­ri men­tre l’al­tro si di­le­gua­va. Si trat­ta di un ma­roc­chi­no che lo­ro co­no­sco­no be­ne. In ma­net­te è in­fat­ti fi­ni­to Aziz Sa­ma­mi, clan­de­sti­no di 38 an­ni, che va­rie vol­te era an­da­to da De Laz­za­ri a chie­de­re qual­co­sa da man­gia­re o un la­vo­ret­to. «So che ne ha com­bi­na­te tan­te e gli ho sem­pre det­to di no. L’al­tra se­ra era ubria­co, come pro­ba­bil­men­te il suo com­pa­re che è scap­pa­to. Ho avu­to pau­ra so­prat­tut­to per mia mo­glie» ri­pe­te De Laz­za­ri che su­bi­to do­po l’ag­gres­sio­ne ha chie­sto aiu­to ai ca­ra­bi­nie­ri di Mon­te­bel­lu­na, pri­ma di es­se­re ac­com­pa­gna­to in pron­to soc­cor­so.

Dall’ag­gres­sio­ne è usci­to con set­te pun­ti di su­tu­ra in te­sta, tan­ta pau­ra ma un uni­ca con­sa­pe­vo­lez­za che ri­pe­te più vol­te: «Spa­ra­re no, non ne va­le la pe­na».

Uc­ci­de­re un uo­mo per del­le si­ga­ret­te? No, ci avrei pen­sa­to due vol­te... Ave­vo pau­ra, ho pre­fe­ri­to usci­re e af­fron­tar­li e mi han­no ag­gre­di­to Non ho avu­to il co­rag­gio di uc­ci­der­lo. E poi se spa­ri fi­ni­sci in ga­le­ra

la vit­ti­ma Ita­lo De Laz­za­ri, 72 an­ni, ha rea­gi­to per di­fen­de­re la mo­glie

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