Bp­vi, Dol­cet­ta va avan­ti Ipo­te­si pre­si­den­za a ter­mi­ne

In po­le per la gui­da del­la ban­ca: «Io­rio è de­ter­mi­na­to»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di Fe­de­ri­co Ni­co­let­ti

VI­CEN­ZA Pur se le ri­ser­ve fi­na­li van­no sciol­te, il vi­ce­pre­si­den­te di Con­fin­du­stria, Ste­fa­no Dol­cet­ta, ap­pa­re sem­pre più in po­le per la suc­ces­sio­ne a Gian­ni Zo­nin al ver­ti­ce di Ban­ca po­po­la­re di Vi­cen­za. In un ruo­lo al­me­no di pre­si­den­te tra­ghet­ta­to­re tra po­po­la­re e spa.

VI­CEN­ZA Il rap­por­to con l’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Francesco Io­rio si sta ap­pro­fon­den­do, do­po il pri­mo in­con­tro dell’al­tro ie­ri e la di­spo­ni­bi­li­tà a scen­de­re in cam­po pa­re es­ser­ci. Pur se le va­lu­ta­zio­ni so­no an­co­ra in cor­so, il dia­lo­go con il ma­na­ger per gli ap­pro­fon­di­men­ti del pia­no industriale so­no lun­gi dall’es­ser con­clu­si e la di­spo­ni­bi­li­tà de­fi­ni­ti­va ad es­ser del­la par­ti­ta dev’es­se­re an­co­ra da­ta. Ma cer­to Ste­fa­no Dol­cet­ta, vi­ce­pre­si­den­te di Con­fin­du­stria e am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to del grup­po vi­cen­ti­no de­gli accumulatori Fiamm ap­pa­re sem­pre più in po­le po­si­tion come pos­si­bi­le pre­si­den­te di Ban­ca po­po­la­re di Vi­cen­za. La suc­ces­sio­ne a Gian­ni Zo­nin, pre­si­den­te da 19 an­ni, ap­pa­re sem­pre più vi­ci­na. In bal­lo c’è l’inchiesta del­la pro­cu­ra di Vi­cen­za. E ades­so che la fa­se dell’emer­gen­za se­gui­ta al bli­tz del­la Fi­nan­za di un me­se fa è lon­ta­na, è chia­ro che, in un cli­ma più tran­quil­lo, si può pre­pa­ra­re l’av­vi­cen­da­men­to.

Or­mai è chia­ro che la suc­ces­sio­ne ver­rà de­fi­ni­ta nel cda del 10 no­vem­bre. Co­sì come che il vi­ce­pre­si­den­te di Con­fin­du­stria par­te fa­vo­ri­to per la pre­si­den­za. Ma non tut­to è an­co­ra de­fi­ni­to. A par­ti­re dai de­ci­si­vi via li­be­ra di Bce e Ban­ki­ta­lia (su quan­to pe­si­no, val­ga il pre­ce­den­te del­la no­mi­na di Io­rio, giun­ta do­po lo stop al­la pri­ma ipo­te­si di un ri­tor­no a Vi­cen­za del­lo sto­ri­co ma­na­ger Di­vo Gron­chi). Via Na­zio­na­le non si sa­reb­be an­co­ra espres­sa men­tre Francoforte avreb­be da­to un pri­mo gra­di­men­to, da ra­ti­fi­ca­re pe­rò con un in­con­tro fac­cia a fac­cia.

Dol­cet­ta, per par­te sua, sfug­ge al­le di­chia­ra­zio­ni. «Ho vi­sto Io­rio de­ter­mi­na­to, ce la sta met­ten­do tut­ta», si la­scia sfug­gi­re ri­spet­to al la­vo­ro dell’am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to. Per il re­sto si ve­dran­no gli ul­te­rio­ri pas­si dei pros­si­mi gior­ni. Di cer­to il no­me del vi­ce­pre­si­den­te di Con­fin­du­stria sa­reb­be una so­lu­zio­ne di ri­lie­vo da spen­de­re in chia­ve di rot­tu­ra con il pas­sa­to. Capace an­che di fun­zio­na­re da ca­ta­liz­za­to­re per il pia­no di co­sti­tu­zio­ne del noc­cio­lo lo­ca­le di so­ci in­tor­no a Po­po­la­re di Vi­cen­za, ma­ga­ri con l’in­ter­ven­to di Fon­da­zio­ne Ca­ri­ve­ro­na, che nel frat­tem­po ha già ri­dot­to del­lo 0,5% la sua quo­ta in Uni­cre­dit. Dol­cet­ta ci met­te­reb­be in­tan­to la fac­cia, sal­tan­do in cam­po sen­za re­ti di pro­te­zio­ne. Da pre­si­den­te ne­gli ul­ti­mi sei me­si del­la ban­ca nell’as­set­to da po­po­la­re, quan­do ci sa­rà da spin­ge­re un au­men­to di ca­pi­ta­le e da su­bi­re i ful­mi­ni dei so­ci nell’as­sem­blea, a feb­bra­io, che tra­sfor­me­rà la ban­ca in spa e che si an­nun­cia ov­via­men­te ro­ven­te: Dol­cet­ta si fa­reb­be ca­ri­co di un pas­sa­to non suo. Sen­za aver la cer­tez­za che il suo ruo­lo sa­rà con­fer­ma­to an­che do­po la spa e l’au­men­to di ca­pi­ta­le, quan­do gli as­set­ti pro­prie­ta­ri, e d ri­fles­so la com­po­si­zio­ne del cda, po­treb­be­ro es­se­re stra­vol­ti. Per­ché non ri­sul­ta che il suo no­me sia le­ga­to ad un pia­no già a buon pun­to per «blin­da­re» a Vi­cen­za la pro­prie­tà del­la ban­ca an­che do­po spa, Bor­sa e au­men­to di ca­pi­ta­le. Con il ri­sul­ta­to che il ruo­lo dell’im­pren­di­to­re po­treb­be li­mi­tar­si a quel­lo in­gra­to del pre­si­den­te tra­ghet­ta­to­re tra po­po­la­re e spa nel mo­men­to più dif­fi­ci­le del­la ban­ca.

Si ve­drà. In­tan­to ie­ri è par­ti­ta la trat­ta­ti­va ban­ca-sin­da­ca­ti sui pri­mi 300 esu­be­ri di­chia­ra­ti dal pia­no industriale da ri­sol­ve­re en­tro fi­ne an­no. «Inac­cet­ta­bi­li: sa­reb­be­ro so­lo in un im­po­ve­ri­men­to dei ser­vi­zi. Van­no ri­di­men­sio­na­ti», è il com­men­to del se­gre­ta­rio na­zio­na­le del sin­da­ca­to au­to­no­mo Fa­bi, Giu­lia­no Xau­sa. Che si dice fa­vo­re­vo­le an­che al ven­ti­la­to cam­bio al ver­ti­ce: «Un se­gna­le di di­scon­ti­nui­tà con il pas­sa­to è quan­to mai ne­ces­sa­rio».

Im­pren­di­to­re Ste­fa­no Dol­cet­ta: gui­da la Fiamm Sin­da­ca­ti La Fa­bi au­spi­ca da par­te dei ver­ti­ci «un se­gna­le di di­scon­ti­nui­tà col pas­sa­to»

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