Fal­la ne­gli ac­cer­ta­men­ti «Ri­cor­si ba­sa­ti su ca­vil­li, mi au­gu­ro li boc­ci­no»

Agen­zia del­le En­tra­te, il sottosegretario Za­net­ti te­me ri­per­cus­sio­ni sull’era­rio: «In­da­ghi la Cor­te dei Con­ti»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità -

VE­NE­ZIA Da una par­te i di­ri­gen­ti de­ca­du­ti, dall’al­tra i con­tri­buen­ti in­di­spet­ti­ti. Di qua come di là, va­lan­ghe di ri­cor­si so­no pron­te a ruz­zo­la­re giù per i già sco­sce­si pen­dii dell’am­mi­ni­stra­zio­ne fi­sca­le, mi­nac­cian­do di tra­vol­ge­re le cas­se pub­bli­che. «Per que­sto mi au­gu­re­rei che si con­so­li­das­se la te­si giu­ri­spru­den­zia­le a fa­vo­re dell’era­rio», dice En­ri­co Za­net­ti, sottosegretario ve­ne­zia­no all’Eco­no­mia, pro­ta­go­ni­sta in que­sti gior­ni del­lo scon­tro con la di­ret­tri­ce Ros­sel­la Or­lan­di sulla di­fe­sa dell’Agen­zia del­le En­tra­te, al cen­tro a pro­pria vol­ta del caos giu­di­zia­rio do­po la sen­ten­za del­la Cor­te Co­sti­tu­zio­na­le che ha dichiarato il­le­git­ti­ma la pro­mo­zio­ne di 767 fun­zio­na­ri (di cui 64 in Ve­ne­to).

Sta sug­ge­ren­do di non fa­re ri­cor­so?

«Non mi per­met­te­rei mai. Mi li­mi­to ad os­ser­va­re che, per quan­to ri­guar­da i con­tri­buen­ti, le sen­ten­ze del­le di­ver­se com­mis­sio­ni tri­bu­ta­rie e i pa­re­ri di in­si­gni giu­ri­sti in al­cu­ni ca­si han­no esclu­so che le vi­cis­si­tu­di­ni di­ri­gen­zia­li pos­sa­no in­va­li­da­re at­ti, men­tre in al­tri han­no af­fer­ma­to l’esat­to con­tra­rio. Per­so­nal­men­te com­pren­do le mo­ti­va­zio­ni di chi vuo­le tu­te­la­re il pro­prio in­te­res­se, ma spe­ro che pre­val­ga­no le ra­gio­ni che non com­por­ti­no un esbor­so fi­nan­zia­rio da par­te del­la col­let­ti­vi­tà, in quan­to par­lia­mo di ri­cor­si fon­da­ti non su ar­go­men­ti di me­ri­to ben­sì su vi­zi di pro­ce­du­ra».

Lo pen­sa an­che per le cause dei di­ret­to­ri de­gra­da­ti?

«Sì. Ca­pi­sco la lo­ro ama­rez­za. Ma lo Sta­to, do­po quin­di­ci an­ni di go­ver­ni che han­no gi­ra­to la te­sta dall’al­tra par­te, non può continuare a fa­re fin­ta di nien­te, ma­ga­ri con una bel­la sa­na­to­ria all’ita­lia­na: sa­reb­be uno sfre­gio ai 40 mi­la di­pen­den­ti che, per tut­to que­sto tem­po, han­no aspet­ta­to che ve­nis­se ban­di­to un con­cor­so. E poi, vo­len­do dir­la tut­ta, come può so­lo pen­sa­re di elu­de­re una sen­ten­za l’en­te che ha il com­pi­to isti­tu­zio­na­le di con­te­sta­re le elu­sio­ni del fisco? Sa­reb­be un di­sa­stro per la cre­di­bi­li­tà di un’isti­tu­zio­ne che de­ve da­re l’esem­pio agli al­tri».

Come uscir­ne al­lo­ra?

«Con il con­cor­so pre­vi­sto dal de­cre­to en­ti lo­ca­li e, nel­le mo­re del con­cor­so stes­so, con la tem­po­ra­nea as­se­gna­zio­ne di fun­zio­ni. Nel frat­tem­po cre­do che la Cor­te dei Con­ti do­vreb­be va­lu­ta­re at­ten­ta­men­te la vi­cen­da, per­ché se lo Sta­to ve­nis­se dav­ve­ro chia­ma­to a risarcire con­tri­buen­ti e di­pen­den­ti, sa­reb­be giu­sto che a pa­ga­re fos­se chi ne ha la re­spon­sa­bi­li­tà».

Il cli­ma, an­che fra i di­pen­den­ti ve­ne­ti dell’Agen­zia, non è dei mi­glio­ri...

Al go­ver­no En­ri­co Za­net­ti è lea­der na­zio­na­le di Scel­ta Ci­vi­ca

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