MI­TO VA­PO­RE I 30 AN­NI DEL LO­CA­LE

La sua fa­ma da Mar­ghe­ra ha var­ca­to i confini pro­vin­cia­li. Un fit­to pro­gram­ma di con­cer­ti per fe­steg­gia­re il com­plean­no. Il ti­to­la­re Pe­sce: «La no­stra for­za? Man­te­ne­re drit­ta la rot­ta di jazz e blues». Tra gli ospi­ti del pas­sa­to Bol­la­ni e Ca­pos­se­la

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Cultura Spettacoli - Fran­ce­sco Ver­ni © RI­PRO­DU­ZIO­NE RISERVATA

Trent’an­ni di sbuf­fi di mu­si­ca dal ca­mi­no del bat­tel­lo a va­po­re più fa­mo­so del Ve­ne­to. Il pri­mo con­cer­to de «Al Va­po­re», leg­gen­da per il jazz e il blues suo­na­to dal vi­vo, è del 30 ot­to­bre 1986, gior­no dell’inau­gu­ra­zio­ne uf­fi­cia­le del lo­ca­le di Mar­ghe­ra la cui fa­ma è an­da­ta ben ol­tre il confini re­gio­na­li. Per fe­steg­gia­re il tren­ten­na­le, ogni gior­no, fi­no al 30 del me­se, ci sa­rà un even­to di­ver­so: que­sta se­ra l’omag­gio a Mau­ri­zio «Bi­cio» Cal­du­ra e a Mar­co Tam­bu­ri­ni (ore 21), e do­ma­ni una se­ra­ta di ca­ba­ret (ore 19, in­fo www.al­va­po­re.it). Dal 28 ot­to­bre po­me­rig­gio par­ti­rà una ma­ra­to­na di 60 ore con­se­cu­ti­ve di mu­si­ca, con tor­ta fi­na­le per spe­gne­re le 30 can­de­li­ne del lo­ca­le. «Al “Ba­teo” ci so­no na­to. E non è un mo­do di di­re – rac­con­ta Ste­fa­no Pe­sce, ti­to­la­re e fon­da­to­re del lo­ca­le – mia mam­ma mi ha par­to­ri­to nel­la ca­me­ra che sta esat­ta­men­te so­pra il pal­co».

Tan­ti al­tri lo­ca­li han­no chiu­so, in­ve­ce Al Va­po­re è an­co­ra qui. Qua­le è l’«XFac­tor» del«Ba­teo»? «La pas­sio­ne. Quan­do ab­bia­mo aper­to non an­da­va di mo­da il jazz e nep­pu­re la mu­si­ca dal vi­vo. Noi l’ab­bia­mo por­ta­ta a Mar­ghe­ra, un po­sto che a quei tem­pi era pra­ti­ca­men­te il Bro­nx del­la ter­ra­fer­ma. Ci pren­de­va­no tut­ti per mat­ti, ma al­la fi­ne ab­bia­mo

avu­to ra­gio­ne». Il Va­po­re non ha mai vis­su­to mo­men­ti dif­fi­ci­li?

«Per i pri­mi 15 an­ni è sem­pre sta­to pie­nis­si­mo, ma gli an­ni 2000 so­no sta­ti du­ri per tut­ti; an­che per noi. La no­stra for­za è sem­pre sta­ta quel­la di man­te­ne­re drit­ta la rot­ta del “ba­teo”, una rot­ta fat­ta di jazz e blues. Se­gui­re la no­stra pas­sio­ne e mai le mo­de, è que­sto il no­stro se­gre­to». Apri­rà mai il pal­co ai rap­per? «Al va­po­re ab­bia­mo fat­to di

tut­to, non ab­bia­mo esclu­so nes­sun ti­po di mu­si­ca, l’im­por­tan­te è che sia di qua­li­tà. Il no­stro lo­ca­le è sem­pre sta­to aper­to a tut­te le co­se bel­le». Qua­li so­no i tre con­cer­ti che le so­no ri­ma­sti nel cuo­re?

«Ten­ga con­to che ab­bia­mo fat­to ol­tre 15mi­la ore di mu­si­ca dal vi­vo. Ri­cor­do un li­ve di Ste­fa­no Bol­la­ni nel ‘94 e un con­cer­to di Vi­ni­cio Ca­pos­se­la di qual­che an­no pri­ma. An­che se era­no gio­va­nis­si­mi ave­vo ca­pi­to che in lo­ro c’era qual­co­sa di di­ver­so. Poi il con­cer­to di Paul Mills nel 1987; è sta­to il pri­mo di un mu­si­ci­sta fa­mo­so: con quel­lo ho rea­liz­za­to che il so­gno del Va­po­re si sta­va rea­liz­zan­do». In que­sti trent’an­ni non è cam­bia­to nul­la Al Va­po­re?

«Ho vi­sto pas­sa­re un’era. Ab­bia­mo ini­zia­to che chia­ma­vo i grup­pi con il te­le­fo­no a get­to­ni, ora si fa tut­to con il cel­lu­la­re e il com­pu­ter. Per non par­la­re del­la mu­si­ca, pas­sa­ta dai vi­ni­li al­le cas­set­te e poi dai cd agli mp3. Nei pri­mi an­ni, no­no­stan­te gli aspi­ra­to­ri, il lo­ca­le era pie­no di fu­mo e i clien­ti mi chie­de­va­no se il no­me ve­nis­se da lì! (Ri­de, ndr). Quel­lo che non è mai cam­bia­to è il ri­spet­to per la mu­si­ca: il pal­co è il cen­tro del lo­ca­le». La sod­di­sfa­zio­ne più gran­de di que­sti pri­mi 30 an­ni?

«La can­zo­ne Ba­teo dei Pi­tu­ra Fre­ska che ci ha fat­to di­ven­ta­re fa­mo­si in tutt’Ita­lia. Con quel­la can­zo­ne sia­mo usci­ti dal Ve­ne­to e an­co­ra og­gi ci co­no­sco­no fi­no al­la Si­ci­lia».

Sto­ria

Il «Va­po­re» ne­gli an­ni No­van­ta. Sot­to, Ste­fa­no Pe­sce, ti­to­la­re e fon­da­to­re del­lo sto­ri­co lo­ca­le di Mar­ghe­ra

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