Quel del­fi­no ma­schio ar­ri­va­to a San Mar­co per ve­der­ci da vi­ci­no «Un po’ spre­giu­di­ca­to»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - di Daniele Rea © RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

VE­NE­ZIA Un del­fi­no a Ve­ne­zia e già sem­bra il mondo al­la ro­ve­scia. Un del­fi­no in ac­qua, cioè l’ha­bi­tat na­tu­ra­le in cui il sim­pa­ti­co mam­mi­fe­ro si muo­ve con una cer­ta grazia: si muo­ve, nuo­ta, si im­mer­ge per man­gia­re, re­spi­ra, si guar­da in­tor­no. Il suo am­bien­te, in li­nea teo­ri­ca e non so­lo. Non il no­stro. Ci scru­ta. In­som­ma, si fa gli af­fa­ri suoi co­me è giu­sto che sia in ca­sa pro­pria.

Da un pa­io di gior­ni un del­fi­no ma­schio, un bell’esem­pla­re adul­to di cir­ca tre me­tri, ha mes­so la te­sta all’in­ter­no del­la la­gu­na e ha de­ci­so di far­si una nuo­ta­ta nel ca­na­le del­la Giu­dec­ca. Esat­ta­men­te lì do­ve si è vi­sto e si ve­de tran­si­ta­re un po’ di tut­to: gran­di na­vi, pic­co­le­gran­di na­vi, me­die na­vi. Gen­te a nuo­to che pro­te­sta con­tro le gran­di na­vi. Gon­do­le, bar­chi­ni, mo­to­to­pi, ta­xi, ri­mor­chia­to­ri. La co­sa, per­ché il del­fi­no è ani­ma­le che per de­fi­ni­zio­ne pia­ce a tut­ti (ec­co, a tut­ti tut­ti pro­prio no per­ché con i pe­sca­to­ri non ha mai avu­to un rap­por­to, di­cia­mo, pri­vi­le­gia­to), non ha man­ca­to di at­ti­ra­re at­ten­zio­ne, vi­sto che il fat­to è ano­ma­lo. E i so­cial si so­no im­me­dia­ta­men­te riem­pi­ti di foto e vi­deo del del­fi­no, nor­ma­le che sia così. La fantasia vo­la, all’ani­ma­le si de­vo­no at­tri­bui­re pen­sie­ri e sen­ti­men­ti uma­ni: più pro­sai­ca­men­te pa­re sia ar­ri­va­to in ba­ci­no, pro­prio a due pas­si da piaz­za San Mar­co, per man­gia­re a sa­zie­tà e sen­za trop­po fa­ti­ca­re. In­som­ma, è ve­nu­to a cac­cia­re.

«È an­co­ra sta­gio­ne di sep­pie — spie­ga Lu­ca Miz­zan, di­ret­to­re del Mu­seo di sto­ria na­tu­ra­le di Ve­ne­zia — è na­tu­ra­le pen­sa­re che sia ve­nu­to qui per ci­bar­si. Lo ab­bia­mo se­gui­to con at­ten­zio­ne fin da mar­te­dì: è adul­to, l’at­teg­gia­men­to è quel­lo di un esem­pla­re sa­no e sen­za pro­ble­mi fi­si­ci: si im­mer­ge ra­pi­da­men­te, rie­mer­ge per la re­spi­ra­zio­ne in mo­do re­go­la­re, poi tor­na in im­mer­sio­ne per tem­pi più lun­ghi. Tut­to nor­ma­le». Il del­fi­no — a cui non è sta­to at­tri­bui­to al­cun no­me per­ché sel­vag­gio è e ta­le è me­glio (per lui) che re­sti — mo­stra gran­de cu­rio­si­tà, non sem­bra ave­re al­cun ti­mo­re di na­vi, tra­ghet­ti e im­bar­ca­zio­ni, pa­re an­che piut­to­sto «sca­fa­to» per il mo­do in cui si tie­ne al­la lar­ga dai po­ten­zia­li pe­ri­co­li. «Han­no un udi­to che con­sen­te lo­ro di sen­ti­re le eli­che del­le im­bar­ca­zio­ni — spie­ga Miz­zan — e san­no ge­sti­re la si­tua­zio­ne. So­no mam­mi­fe­ri do­ta­ti di gran­de in­tel­li­gen­za, di­rei che han­no qua­si un pro­prio ca­rat­te­re. Di so­li­to gli adul­ti non si av­vi­ci­na­no così tan­to ad aree ric­che di na­vi­ga­zio­ne ma, evi­den­te­men­te, que­sto è un po’ più spre­giu­di­ca­to di al­tri. Non pa­re ave­re al­cun pro­ble­ma, se fosse ma­la­to o fe­ri­to si com­por­te­reb­be in mo­do dif­fe­ren­te, in­ve­ce è tran­quil­lo. Non ci re­sta che os­ser­va­re e pren­de­re no­ta, al­tri in­ter­ven­ti non so­no pos­si­bi­li». Un del­fi­no in la­gu­na non è un fat­to nuo­vo: alle boc­che di por­to più vol­te si so­no vi­sti esem­pla­ri nuo­ta­re, idem al Li­do. «Ne­gli an­ni ‘80 era più fre­quen­te — di­ce Miz­zan — nell’area del di­por­to ve­li­co più di qual­cu­no ri­cor­da un av­vi­sta­men­to».

Di so­li­to l’in­con­tro av­vie­ne al del­fi­na­rio, que­sta è la sto­ria con­tra­ria. Il del­fi­no vie­ne a ve­de­re noi. E se qual­cu­no la­men­ta il fat­to che Ve­ne­zia sia di­ven­ta­ta Di­sney­land al­lo­ra, for­se, tut­to rien­tra. «La co­sa mi­glio­re è la­sciar­lo in pa­ce — chiu­de Miz­zan — e pri­ma o poi usci­rà nuo­va­men­te in ma­re aper­to». La Ca­pi­ta­ne­ria ha emes­so un’or­di­nan­za di at­ten­zio­ne nel­la na­vi­ga­zio­ne, la cu­rio­si­tà è mol­to gran­de. Il del­fi­no è ve­nu­to a ve­der­ci da vi­ci­no, evi­den­te­men­te non ha an­co­ra im­pa­ra­to quan­to pos­sia­mo es­se­re pe­ri­co­lo­si.

Miz­zan Ma­schio adul­to, è ve­nu­to a ci­bar­si: è pe­rio­do di sep­pie

In la­gu­na Il del­fi­no che ie­ri è ar­ri­va­to fi­no a San Mar­co ed è sta­to av­vi­sta­to nel Ca­na­le del­la Giu­dec­ca. E’ un esem­pla­re lun­go 3 me­tri

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