Non tro­va gio­va­ni pe­ri­ti in­for­ma­ti­ci e in azien­da af­fig­ge un ma­xi-stri­scio­ne

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - di Mil­va­na Cit­ter

ORSAGO (TRE­VI­SO) Si è ri­vol­to al­le agen­zie spe­cia­liz­za­te, ha pub­bli­ca­to an­nun­ci. Ma sen­za ri­sul­ta­ti. Co­sì ha de­ci­so di espor­re fuo­ri dai suoi uf­fi­ci di Orsago e du­ran­te al­cu­ne ma­ni­fe­sta­zio­ni, uno stri­scio­ne gi­gan­te. Ma a spin­ge­re Max Fer­ra­cin ti­to­la­re del­la «Emax», non è la ne­ces­si­tà di pub­bli­ciz­za­re il suo la­vo­ro nel set­to­re del­la pro­gram­ma­zio­ne dei soft­ware. I suoi pro­dot­ti in­for­ma­ti­ci, in­fat­ti, van­no al­la gran­de e i clien­ti non gli man­ca­no. Quel­lo che gli man­ca è il per­so­na­le, no­no­stan­te lo cer­chi da me­si.

Sem­bra un paradosso in un pe­rio­do in cui la que­stio­ne del­la di­soc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le rim­bal­za dal­le sta­ti­sti­che Istat ai di­bat­ti­ti po­li­ti­ci ai me­dia. Per Fer­ra­cin pe­rò, tro­va­re un di­pen­den­te sem­bra un mis­sion im­pos­si­ble: «Mi chie­do per­ché? La mia è un’azien­da in cre­sci­ta. Sia­mo in 12 ma sia­mo pron­ti per fa­re il sal­to di qua­li­tà e mi ser­ve per­so­na­le. Dal­le 4 al­le 10 uni­tà a se­con­da del­la for­ma­zio­ne. E non tro­vo nes­su­no, nean­che per un col­lo­quio». La sua cac­cia va avan­ti da me­si ma si è da su­bi­to scon­tra­ta con la bu­ro­cra­zia: «Mi so­no ri­vol­to al­le scuo­le ma non mi han­no da­to i no­mi­na­ti­vi dei neo­di­plo­ma­ti per una que­stio­ne di pri­va­cy. Di­cen­do­mi che avrei do­vu­to vi­sio­na­re i qua­dri de­gli esa­mi di ma­tu­ri­tà. È as­sur­do che per una que­stio­ne di pri­va­cy si ne­ghi a un gio­va­ne un’op­por­tu­ni­tà di la­vo­ro».

Do­po una lun­ga trat­ta­ti­va, Fer­ra­cin è riu­sci­to a far­si da­re al­me­no un elen­co di in­di­riz­zi email de­gli stu­den­ti: «Non ha ri­spo­sto nes­su­no, avran­no pen­sa­to che un’of­fer­ta di la­vo­ro via mail fos­se spam». Ac­can­to­na­to il ca­pi­to­lo scuo­le, ha pro­va­to con agen­zie in­te­ri­na­li e an­nun­ci su si­ti e gior­na­li spe­cia­liz­za­ti. Ma nien­te. Per que­sto, esa­spe­ra­to, ha de­ci­so di espor­re fuo­ri dal­la sua azien­da e lun­go il per­cor­so di una cor­sa po­di­sti­ca, uno stri­scio­ne pub­bli­ci­ta­rio di ol­tre cin­que me­tri di lun­ghez­za con nu­me­ro di te­le­fo­no (0438/1840251) e in­di­riz­zo email (se­le­zio­ne@ema­x­srl.com): «L’uni­ca chia­ma­ta è ar­ri­va­ta pro­prio gra­zie a quel­li. Ma che fa­ti­ca».

Po­sto che Fer­ra­cin non rie­sce nean­che a par­la­re di sol­di vi­sto che non tro­va i can­di­da­ti, le con­di­zio­ni sa­reb­be­ro l e se­guen­ti: «Ai neo­di­plo­ma­ti of­fro 6 me­si di sta­ge a 600 eu­ro. Per chi in­ve­ce è già qua­li­fi­ca­to ci ba­sia­mo sui com­pen­si pre­ce­den­ti». No­no­stan­te que­sto pe­rò, nes­sun aspi­ran­te pe­ri­to in­for­ma­ti­co ha bus­sa­to al­la sua por­ta: «M’in­ner­vo­si­sco quan­do sen­to par­la­re di di­soc­cu­pa­zio­ne – con­clu­de -, e pen­so che io so­no pron­to a da­re la­vo­ro a 10 gio­va­ni per av­via­re tan­ti nuo­vi pro­get­ti ma non pos­so far­lo».

La­vo­ro of­fre­si Max Fer­ra­cin da­van­ti al­lo stri­scio­ne per la ri­cer­ca di per­so­na­le

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