Im­pren­di­to­re ro­vi­na­to dal­le slot tor­na per ra­pi­na­re: con­dan­na­to

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso - di Mil­va­na Cit­ter © RIPRODUZIONE RISERVATA

MONTEBELLUNA Com­ple­ta­men­te vin­to dalla di­pen­den­za dal gio­co, si è tra­sfor­ma­to da im­pren­di­to­re in ra­pi­na­to­re pur di ten­ta­re di re­cu­pe­ra­re par­te dei ri­spar­mi bru­cia­ti al­le slot ma­chi­ne. Si è pen­ti­to su­bi­to do­po, con­se­gnan­do­si spon­ta­nea­men­te ai ca­ra­bi­nie­ri.

Ma que­sto non gli è ba­sta­to a evi­ta­re una con­dan­na a tre an­ni, per ra­pi­na ag­gra­va­ta. Pro­ta­go­ni­sta un 55en­ne mon­te­bel­lu­ne­se, ti­to­la­re di una pic­co­la im­pre­sa ar­ti­gia­na, com­par­so ie­ri da­van­ti al giu­di­ce per l’udien­za pre­li­mi­na­re Um­ber­to Do­nà. Ha scel­to il ri­to ab­bre­via­to, che gli ha ga­ran­ti­to lo scon­to di un ter­zo del­la pe­na e i suoi le­ga­li han­no già an­nun­cia­to il ri­cor­so in ap­pel­lo.

La vi­ta del 55en­ne scor­re­va se­re­na­men­te tra i can­tie­ri e la fa­mi­glia. Una vi­ta da be­ne­stan­te, con qual­che agio e i ri­spar­mi che si ac­cu­mu­la­va­no in ban­ca. Fi­no a quan­do ha ini­zia­to a gio­ca­re al­le slot ma­chi­ne, pri­ma sal­tua­ria­men­te, do­po il la­vo­ro. Ben pre­sto, pe­rò, quel gio­co che do­ve­va ser­vi­re da sva­go do­po il la­vo­ro è di­ven­ta­to una ve­ra e pro­pria di­pen­den­za, co­strin­gen­do­lo a cor­re­re al­la sa­la slot an­che in ora­rio di la­vo­ro, mol­lan­do ope­rai e can­tie­re per ten­ta­re la for­tu­na. Una for­tu­na bef­far­da che, ra­ra­men­te ba­cia i ma­la­ti di gio­co. E co­sì le po­che vin­ci­te so­no sta­te ben pre­sto su­pe­ra­te dal­le tan­te per­di­te. Mi­glia­ia di eu­ro che di set­ti­ma­na in set­ti­ma­na il 55en­ne ve­de­va spa­ri­re den­tro il vi­deo­po­ker in­sie­me al­le sue spe­ran­ze. In una so­la gior­na­ta, l’uo­mo ha per­so ben 10 mi­la eu­ro, get­to­ne do­po get­to­ne, in un de­li­rio di gio­co e de­lu­sio­ne che lo ha por­ta­to nell’abis­so.

Fi­ni­ti i sol­di sul con­to cor­ren­te, pur di con­ti­nua­re a gio­ca­re, l’uo­mo è sce­so a pat­ti con la ti­to­la­re ci­ne­se del­la sa­la gio­chi «Re­lax Win» e ha fir­ma­to un do­cu­men­to di de­bi­to, la­scian­do in pe­gno la pro­pria pa­ten­te. Con­vin­to che pre­sto l’avreb­be ri­scat­ta­ta. Ma po­chi gior­ni do­po, la mo­glie ha ten­ta­to di pa­ga­re l’ac­qui­sto di un’au­to nuo­va con un as­se­gno che si è ri­ve­la­to sco­per­to e il suo ca­stel­lo di gio­co e bu­gie è crol­la­to.

A quel pun­to, in pre­da al pa­ni­co ha de­ci­so di ra­pi­na­re la stes­sa sa­la slot. Era il 14 gen­na­io 2016, si è in­fi­la­to sul vol­to un col­lant del­la mo­glie e bran­den­do un col­tel­lo, ha ag­gre­di­to la ti­to­la­re. L’ha af­fer­ra­ta per il col­lo, ten­tan­do di tap­par­le la boc­ca con del na­stro iso­lan­te e l’ha spin­ta e rin­chiu­sa den­tro il ba­gno del lo­ca­le. Si è poi av­ven­ta­to sul­la cas­sa, pre­le­van­do tut­te le mo­ne­te per un va­lo­re di cir­ca 500 eu­ro, ri­pren­den­do­si an­che do­cu­men­to di de­bi­to e pa­ten­te. Poi è cor­so fuo­ri, a ca­sa. E lì ha rea­liz­za­to quel che ave­va fat­to, su­bi­to pen­ti­to e con­scio di aver toc­ca­to il fon­do. Ha chia­ma­to il suo av­vo­ca­to e si è fat­to ac­com­pa­gna­re in ca­ser­ma dai ca­ra­bi­nie­ri ad au­to­de­nun­ciar­si. Su­bi­to do­po ha ini­zia­to un per­cor­so con il Se­rT per cu­ra­re la sua di­pen­den­za.

Il ge­sto L’uo­mo ha se­que­stra to la ti­to­la­re poi si è co­sti­tui­to

Pre­da del de­mo­ne Un gio­ca­to­re di slot ma­chi­ne

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