Scan­da­lo Ter­me, Lu­ca Clau­dio tor­na in car­ce­re

Pa­do­va, l’ex sin­da­co di Aba­no ha par­la­to con un gior­na­li­sta nel nuo­vo ap­par­ta­men­to in Po­le­si­ne Ie­ri se­ra la Fi­nan­za lo ha ri­por­ta­to al Due Pa­laz­zi. De­ve scon­ta­re quat­tro an­ni per cor­ru­zio­ne

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Di R. Po­le­se e N. Mu­na­ro

Tan­gen­ti al­le Ter­me, l’ex sin­da­co di Aba­no, Lu­ca Clau­dio, a cau­sa dell’intervista con­ces­sa do­po aver ot­te­nu­to i do­mi­ci­lia­ri, è sta­to di nuo­vo por­ta­to in car­ce­re.

PA­DO­VA Sa­reb­be do­vu­to ri­ma­ne­re in si­len­zio. E in­ve­ce non ce l’ha fat­ta. Do­ve­va ri­spet­ta­re le re­go­le ma ha di­mo­stra­to, an­co­ra una vol­ta, che la leg­ge gli sta stret­ta, che le pre­scri­zio­ni non fan­no per lui. E’ tor­na­to in car­ce­re Lu­ca Clau­dio, ex sin­da­co di Aba­no e Mon­te­grot­to che l’an­no scor­so ha pat­teg­gia­to una pe­na di 4 an­ni per lo scan­da­lo del­la tan­gen­to­po­li al­le Ter­me. Gio­ve­dì scor­so il giudice gli ave­va con­ces­so gli ar­re­sti do­mi­ci­lia­ri, a pat­to che se ne an­das­se a Por­to Vi­ro nel Ro­di­gi­no, in una ca­sa ap­po­si­ta­men­te af­fit­ta­ta per sta­re lon­ta­no dall’am­bien­te del­le Ter­me, do­ve la sua fi­gu­ra po­te­va ave­re an­co­ra un im­pat­to ne­ga­ti­vo (co­me de­scrit­to nell’or­di­nan­za che gli ne­ga­va i do­mi­ci­lia­ri in pri­ma istan­za ri­chie­sti a set­tem­bre). Ma non è riu­sci­to a sta­re zit­to: a me­no di 24 ore dal ri­la­scio, da quel­lo che ha de­fi­ni­to il suo «esi­lio» in ri­va al ma­re, ha par­la­to al quo­ti­dia­no Il Mat­ti­no di Pa­do­va, ri­la­scian­do una lun­ga intervista in cui ri­ba­di­sce an­co­ra la sua in­no­cen­za, di­fen­de la sua po­si­zio­ne, lan­cia ac­cu­se e di­ce di es­se­re sta­to la­scia­to so­lo. Un fiume in pie­na.

Trop­po per non far tor­na­re il giudice sul­le pro­prie po­si­zio­ni. Lu­ca Clau­dio ha vio­la­to due aspet­ti del­le pre­scri­zio­ni che gli era­no sta­te im­po­ste: do­ve­va par­la­re so­lo con i fa­mi­lia­ri e di­mo­stra­re una sor­ta di pen­ti­men­to, che do­vreb­be ac­com­pa­gna­re (al­me­no for­mal­men­te) un pat­teg­gia­men­to. E in­ve­ce a due gior­ni dal ri­la­scio era già sui gior­na­li a pro­fes­sar­si in­no­cen­te, a pun­ta­re il di­to con­tro la giu­sti­zia, a ri­ba­di­re di aver sem­pre fat­to «il be­ne del­la sua cit­tà». Ma la co­sa an­cor più gra­ve è che le sue pa­ro­le po­treb­be­ro aver avu­to un si­gni­fi­ca­to an­cor più im­por­tan­te per le per­so­ne che stan­no fuo­ri. Il so­spet­to è che Clau­dio pos­sa aver lan­cia­to, at­tra­ver­so l’intervista, mes­sag­gi ci­fra­ti agli ami­ci e ai ne­mi­ci, a quel­li che lui ac­cu­sa di aver­lo ab­ban­do­na­to e a quel­li che lo aspet­ta­no per fe­steg­gia­re la li­ber­tà. «Io so­no in­no­cen­te. Non c’è un so­lo pas­sag­gio in cui si pro­va che io ab­bia pre­so dei sol­di», ha con­ti­nua­to a ri­pe­te­re Clau­dio nel suo col­lo­quio con il gior­na­li­sta. Ha am­mes­so di aver pian­to per la man­can­za dei suoi fi­gli, ma non ha pen­sa­to che la pri­ma con­se­guen­za del­le sue pa­ro­le sa­reb­be sta­ta al­lon­ta­na­re an­cor di più il mo­men­to in cui li avreb­be riab­brac­cia­ti.

Quell’intervista già sa­ba­to ave­va por­ta­to ad una pri­ma ana­li­si del­la si­tua­zio­ne la Pro­cu­ra di Pa­do­va, che ie­ri mat­ti­na ha pre­so la de­ci­sio­ne. Il pro­cu­ra­to­re ca­po Mat­teo Stuc­cil­li e il so­sti­tu­to Fe­de­ri­ca Bac­ca­gli­ni, ti­to­la­re del­le in­da­gi­ni per cor­ru­zio­ne sull’ex sin­da­co, han­no chie­sto al giudice per le in­da­gi­ni pre­li­mi­na­ri Te­cla Ce­sa­ro la so­sti­tu­zio­ne del­la mi­su­ra cau­te­la­re dei do­mi­ci­lia­ri, ri­te­nen­do che con quell’intervista c’era sta­ta una vio­la­zio­ne del­le pre­scri­zio­ni del­lo stes­so gip di non par­la­re con per­so­ne estra­nee al­la sua più stret­ta cer­chia pa­ren­ta­le. E il gip, lo stes­so che ave­va tim­bra­to con la ce­ra­lac­ca il pat­teg­gia­men­to di di­cem­bre, ha ac­col­to la ri­chie­sta del­la Pro­cu­ra, ag­gra­van­do la vio­la­zio­ne per­ché era sta­ta com­mes­sa a stret­to gi­ro d’oro­lo­gio dal­la con­ces­sio­ne dei do­mi­ci­lia­ri a Por­to Le­van­te.

Ie­ri gli uo­mi­ni del­la Guar­dia di Fi­nan­za che gio­ve­dì se­ra ave­va­no tra­sfe­ri­to Clau­dio dal car­ce­re di Pa­do­va al­la ri­vie­ra ro­di­gi­na, so­no an­da­ti a ri­pren­der­se­lo. Non po­trà ri­ve­de­re i fi­gli, al­me­no per un po’, e non po­trà sta­re con la sua fa­mi­glia. Quel­la leg­ge­ra brez­za di pri­ma­ve­ra che po­te­va sen­ti­re dal­la ca­sa ap­po­si­ta­men­te af­fit­ta­ta lon­ta­no dal­le Ter­me è an­co­ra una vol­ta per lui un mi­rag­gio. Da ie­ri se­ra Lu­ca Clau­dio, che in car­ce­re ave­va ri­ce­vu­to in re­ga­lo un ro­sa­rio da un de­te­nu­to, ha pas­sa­to una «nuo­va» pri­ma not­te in cel­la al Due Pa­laz­zi di Pa­do­va. Pro­ba­bil­men­te a de­si­de­ra­re di po­ter tor­na­re in­die­tro nel tem­po e a sta­re zit­to.

Gio­ve­dì Lu­ca Clau­dio sull’au­to del­la Guar­dia di Fi­nan­za che lo tra­sfe­ri­sce dal car­ce­re Due Pa­laz­zi di Pa­do­va ai do­mi­ci­lia­ri in Po­le­si­ne. Era so­lo il 2 mar­zo. Ie­ri è tor­na­to in cel­la

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