Da­vi: «Il web è gio­va­ne e più emo­ti­vo»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - S.M.D. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VE­NE­ZIA «Uno stu­dio in­te­res­san­te, ma non rap­pre­sen­ta­ti­vo». La ri­cer­ca del­la fe­li­ci­tà at­tra­ver­so l’al­go­rit­mo di Twit­ter Ihap­py (nu­me­ro di tweet di­vi­si per il to­ta­le dei po­st fe­li­ci e in­fe­li­ci e mol­ti­pli­ca­to per cen­to)mes­sa a pun­to dai ri­cer­ca­to­ri di Voi­ce of the Blogs non con­vin­ce tut­ti.

A par­ti­re dal massmediologo ed esper­to di co­mu­ni­ca­zio­ne Klaus Da­vi.

Co­me giu­di­ca ta­le ri­cer­ca?

«Il tar­get non è rap­pre­sen­ta­ti­vo, qui si par­la di una po­po­la­zio­ne Scet­ti­co L’esper­to e con­su­len­te di co­mu­ni­ca­zio­ne Klaus Da­vi più gio­va­ne di quel­la me­dia in­di­ca­ta dall’Istat. In­som­ma, que­sta è una ri­cer­ca im­por­tan­te, ma non è un mo­ni­to­rag­gio spal­ma­to su tut­te le fa­sce ana­gra­fi­che del­la so­cie­tà. Il web? È un par­co mol­to emo­ti­vo, è un mez­zo cal­do, lì la no­ti­zia ne­ga­ti­va ha più pre­sa di quel­la po­si­ti­va, e quin­di an­che i com­men­ti».

Che ruo­lo ha l’ego­cen­tri­smo in tut­to que­sto?

«Bel­la do­man­da, cer­to, ha un ruo­lo im­por­tan­te in tut­to que­sto: il web è un vei­co­lo idea­le do­ve in­ca­na­la­re la pro­pria va­ni­tà. Ed è l’ego­cen­tri­smo stes­so uno dei mo­to­ri dei so­cial. Non c’è nul­la di ma­le, chia­ria­mo­ci, a po­sta­re. Ba­sta non esa­ge­ra­re. Al­la lun­ga esa­spe­ri an­che gli al­tri e non ot­tie­ni nul­la».

Klaus Da­vi Io sui so­cial ho adot­ta­to una re­go­la, la­scio le cri­ti­che ma can­cel­lo gli in­sul­ti

Chi scri­ve tan­to ha po­ca vi­ta so­cia­le?

«No,non c’è un au­to­ma­ti­smo con la vi­ta rea­le. Piut­to­sto è una que­stio­ne che si le­ga a fa­si per­so­na­li, que­sto sì. Ma non pen­sia­mo che chi è spes­so connesso non ab­bia al­tro da fa­re. C’è chi usa i so­cial per la­vo­ro, e so­no in tan­ti, chi po­sta fo­to e vi­deo ve­lo­ce­men­te e poi chiu­de il pc. E og­gi, poi, sia­mo tut­ti mul­ti­ta­sking, fac­cia­mo mil­le co­se in­sie­me e ci espri­mia­mo su tut­to: dal­la po­li­ti­ca al ci­bo. Io, co­mun­que, sui so­cial ho adot­ta­to una re­go­la: la­scio le cri­ti­che, ma can­cel­lo gli in­sul­ti. Tu puoi non con­di­vi­de­re qual­co­sa che io fac­cio o di­co, ma non tol­le­ro chi of­fen­de».

Ma al­la fi­ne, con­di­vi­de il fat­to che Ve­ro­na sia una del­le cit­tà più fe­li­ci?

«Sì. Ma è una cit­tà fe­li­ce per­ché uni­sce una bel­lez­za ar­ti­sti­ca straor­di­na­ria a una fun­zio­na­li­tà mo­der­na, a por­ta­ta di tu­ri­sti. Non è so­lo la cit­tà dell’amo­re ma an­che del sor­ri­so e dell’ac­co­glien­za so­bria».

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