Ex po­po­la­ri, fu­sio­ne ap­pe­sa all’esi­to del­la «pa­ce» con i so­ci

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VE­NE­ZIA Ex po­po­la­ri, fu­sio­ne ap­pe­sa all’esi­to dei rim­bor­si ai so­ci. An­co­ra ot­to gior­ni per Ve­ne­to Ban­ca, con 29 fi­lia­li aper­te, in Ve­ne­to, sa­ba­to dal­le 9 al­le 13, e al­tri 14 per Po­po­la­re di Vi­cen­za, con due sa­ba­ti di aper­tu­ra straor­di­na­ria. È al­la stret­ta fi­na­le l’of­fer­ta di tran­sa­zio­ne sul­le azio­ni aper­ta il 9 gen­na­io, con 169 mi­la so­ci toc­ca­ti e un’of­fer­ta di 9 eu­ro per Vi­cen­za e del 15% sul prez­zo di ac­qui­sto per Ve­ne­to Ban­ca, sui ti­to­li ac­qui­sta­ti do­po il 2007. Of­fer­ta la cui con­clu­sio­ne po­si­ti­va si ri­ve­la sem­pre più decisiva, ora che i tem­pi strin­go­no.

E con quel 30% di ade­sio­ni co­mu­ni­ca­te la scor­sa set­ti­ma­na, che rap­pre­sen­ta una ba­se di par­ten­za tutt’al­tro che age­vo­le per pun­ta­re all’80% fis­sa­to a gen­na­io. In­tor­no al­le due ban­che si pun­ta an­co­ra nel­la cor­sa de­gli ul­ti­mi gior­ni, con­si­de­ran­do rea­li­sti­co un obiet­ti­vo di al­me­no il 65% di ade­sio­ni. Ma la que­stio­ne è dav­ve­ro de­li­ca­ta. An­che per­ché le ban­che non pa­io­no in­ten­zio­na­te a pro­ro­ga­re l’of­fer­ta.

In bal­lo non c’è so­lo il di­rit­to dei so­ci az­ze­ra­ti di ac­cet­ta­re il rim­bor­so, ri­nun­cian­do a far cau­sa, o di ri­cor­re­re al­le vie le­ga­li. Ma la pos­si­bi­li­tà di pro­se­gui­re nel­le ope­ra­zio­ni suc­ces­si­ve, l’au­men­to di ca­pi­ta­le e la fu­sio­ne del­le due ex po­po­la­ri. An­che con un mas­sic­cio in­ter­ven­to del­lo Sta­to; an­zi, so­prat­tut­to in que­sto ca­so.

La co­sa sta emer­gen­do con chia­rez­za in que­sti gior­ni, di fron­te al­la dif­fi­ci­le trat­ta­ti­va tra le ban­che, la Bce e la di­re­zio­ne con­cor­ren­za dell’Unio­ne eu­ro­pea, sull’uso dei fon­di sta­ta­li nel­la ri­ca­pi­ta­liz­za­zio­ne. Con il di­vie­to po­sto da Bru­xel­les di usa­re, per non di­stor­ce­re la con­cor­ren­za, i fon­di sta­ta­li per co­pri­re le per­di­te pas­sa­te.

Pa­re un’astru­se­ria. In real­tà in bal­lo ci so­no an­che i rim­bor­si. Tra­dot­to: con­tra­ria­men­te a quel che si pen­sa, ov­ve­ro che se in­ter­vie­ne lo Sta­to i rim­bor­si au­men­te­ran­no, o co­mun­que che si po­trà far cau­sa a ban­che non più a ri­schio fal­li­men­to, i fon­di sta­ta­li per la ri­ca­pi­ta­liz­za­zio­ne non po­tran­no es­se­re usa­ti per co­pri­re i ri­schi o gli esbor­si le­ga­ti al­le cau­se per i dan­ni su­bì­ti nel pas­sa­to. È que­sta la tra­du­zio­ne, in pa­ro­le po­ve­re, del­le me­ta­fo­re usa­te, ad esem­pio dall’ex pre­si­den­te del­la Cor­te co­sti­tu­zio­na­le Sa­bi­no Cas­se­se, che se la na­ve af­fon­da non ar­ri­va uno ya­cht di lus­so a sal­var­ti. Ma è chia­ro che mes­sa co­sì, se la par­ti­ta rim­bor­si non si chiu­de in ma­nie­ra po­si­ti­va, con i 600 mi­lio­ni non a ca­so mes­si co­mun­que dal so­cio pri­va­to Atlan­te, si apro­no sce­na­ri com­pli­ca­ti sul­la ri­ca­pi­ta­liz­za­zio­ne. In cui si de­ve tro­va­re il mo­do di ag­gi­ra­re il pro­ble­ma po­sto dal­la man­can­za dell’aver di­sin­ne­sca­to il ri­schio le­ga­le, che era il pre­re­qui­si­to per an­da­re avan­ti.

In un ne­go­zia­to già di suo sem­pre più com­ples­so in cui l’Ad di Vi­cen­za, Fa­bri­zio Viola, de­ve fa­re i con­ti con le esi­gen­ze op­po­ste di Fran­co­for­te, di una ri­ca­pi­ta­liz­za­zio­ne sem­pre più pe­san­te (si par­la di 5 mi­liar­di), e di Bru­xel­les, che vuol li­mi­ta­re il ri­cor­so ai fon­di sta­ta­li. Ri­sul­ta­to: la fu­sio­ne or­mai si spo­sta a fi­ne an­no e le due ban­che do­vran­no an­dar avan­ti se­pa­ra­te in con­di­zio­ni dif­fi­ci­li.

Fa­bri­zio Viola, ad di Bp­vi e pre­si­den­te del co­mi­ta­to stra­te­gi­co di Ve­ne­to Ban­ca: gui­da la fu­sio­ne tra le due

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