Gio­van­na Mez­zo­gior­no, amo­re e do­lo­ri

L’ope­ra di Jon Fos­se da sta­se­ra al Ver­di di Padova. Pro­ta­go­ni­sta Gio­van­na Mez­zo­gior­no: «Il te­ma cen­tra­le è l’amo­re, che spes­so si por­ta die­tro sof­fe­ren­za Il suc­ces­so? Nel lun­go pe­rio­do ce­de­re al­la pro­po­ste com­mer­cia­li non pa­ga»

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Da Prima Pagina - Ba­ro­ne

Bel­la, ta­len­tuo­sa e plu­ri­pre­mia­ta: è una del­le at­tri­ci di pun­ta del ci­ne­ma ita­lia­no, Gio­van­na Mez­zo­gior­no. Ben­ché il suo esor­dio ar­ti­sti­co, nel 1995, sia le­ga­to al pal­co­sce­ni­co, quel­lo del­le Bouf­fes du Nord a Pa­ri­gi, di­ret­ta da Pe­ter Brook, il tea­tro ita­lia­no l’ha vi­sta pro­ta­go­ni­sta so­lo nel 2004 in 4.48 Psy­cho­sis, una piè­ce di Sa­rah Ka­ne. È quin­di un’op­por­tu­ni­tà da co­glie­re ve­der­la in So­gno d’au­tun­no, un te­sto di Jon Fos­se, dram­ma­tur­go nor­ve­ge­se, con la re­gia di Va­le­rio Bi­na­sco. Lo spet­ta­co­lo, pro­dot­to dal tea­tro Sta­bi­le di To­ri­no, è in pro­gram­ma al Ver­di di Padova da sta­se­ra (ore 20.45) a do­me­ni­ca. Al suo fian­co Mi­che­le Di Mau­ro, Mil­via Ma­ri­glia­no, Ni­co­la Pan­nel­li, Te­re­sa Sa­po­nan­ge­lo. Do­ma­ni al­le ore 17, nel foyer del tea­tro, gli at­to­ri in­con­tre­ran­no il pub­bli­co in un ap­pun­ta­men­to or­ga­niz­za­to con il la­bo­ra­to­rio Tea­tro per l’Uni­ver­si­tà dell’Ate­neo Pa­ta­vi­no.

Si­gno­ra Mez­zo­gior­no, com’è na­to que­sto ri­tor­no al­le sce­ne?

«È sta­ta una pro­po­sta di Ma­rio Mar­to­ne, di­ret­to­re del­lo Sta­bi­le di To­ri­no, e io ho ac­cet­ta­to sia per il pia­ce­re di la­vo­ra­re con Bi­na­sco, un re­gi­sta che sti­mo mol­to, sia per la scel­ta del te­sto che mi ha af­fa­sci­na­to: una ma­te­ria den­tro la qua­le si può sca­va­re a fon­do».

Qual è il te­ma cen­tra­le del­la com­me­dia?

«L’amo­re. Si par­la mol­to di amo­re e del­la sof­fe­ren­za che spes­so por­ta con sé. Ma in pa­ral­le­lo c’è an­che il te­ma del­la mor­te. La vi­cen­da è am­bien­ta­ta in un ci­mi­te­ro, do­ve l’Uo­mo e la Don­na (non han­no no­me) si in­con­tra­no e do­ve in una di­men­sio­ne so­spe­sa, tra pre­sen­te e pas­sa­to, si con­su­ma la sto­ria dei due aman­ti». Non è una piè­ce fa­ci­le, dun­que. «Si­cu­ra­men­te no, pe­rò il re-

gi­sta ha la­vo­ra­to sul te­sto asciu­gan­do­lo e al­leg­ge­ren­do­lo per ren­der­lo più frui­bi­le. La cu­pez­za che lo av­vol­ge vie­ne re­sa più lie­ve e so­ste­ni­bi­le. È una sto­ria ro­man­ti­ca ric­ca di passioni e sen­ti­men­ti».

Co­sa ha si­gni­fi­ca­to per lei es­se­re fi­glia di due at­to­ri, Vit­to­rio Mez­zo­gior­no e Ce­ci­lia Sac­chi?

«Ha fat­to na­sce­re in me il de­si­de­rio di ap­pro­fon­di­re, di vi­ve­re da pro­ta­go­ni­sta quel mon­do del tea­tro che fre­quen­ta­vo fin da pic­co­la e che guar­da­vo con cu­rio­si­tà».

Qua­li so­no le do­ti che de­ve ave­re un’at­tri­ce per af­fer­mar­si?

«Un mi­ni­mo di ta­len­to ci vuo­le e poi bi­so­gna sa­per sce­glie­re co­pio­ni e re­gi­sti di qua­li­tà. Al­la lun­ga non pa­ga ce­de­re a stra­te­gie com­mer­cia­li e cer­ca­re scor­cia­to­ie, rin­cor­ren­do vi­si­bi­li­tà e suc­ces­so fa­ci­li».

Ha avu­to mol­ti pre­mi: qual è il ruo­lo che le ha da­to più sod­di­sfa­zio­ni?

«Quel­lo di Ida Ire­ne Dal­ser, l’in­fe­li­ce aman­te di Mus­so­li­ni che fi­ni­sce i suoi gior­ni in­ter­na­ta in un ma­ni­co­mio, in Vin­ce­re di Mar­co Bel­loc­chio. Es­se­re di­ret­ta da un re­gi­sta par suo è un’espe­rien­za for­ma­ti­va in­di­men­ti­ca­bi­le».

Ha un so­gno nel cas­set­to?

«In que­sto mo­men­to no: è sta­to ve­ra­men­te un buon pe­rio­do per me. Ho la­vo­ra­to sia per la te­le­vi­sio­ne (in In Treat­ment 3 di Sa­ve­rio Co­stan­zo) sia per il ci­ne­ma (in La te­ne­rez­za di Gian­ni Ame­lio) con re­gi­sti ec­cel­len­ti. Pen­so piut­to­sto a un pe­rio­do di ri­po­so».

In sce­na Gio­van­na Mez­zo­gior­no sa­rà da sta­se­ra (ore 20.45) al Ver­di di Padova con «So­gno d’au­tun­no»

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