Ve­ri­tas, co­sì l’azien­da ami­ca del di­ri­gen­te si era con­qui­sta­ta gli ap­pal­ti per i ri­fiu­ti

Le car­te dell’in­da­gi­ne sul­le tangenti al­la mul­tiu­ti­li­ty. Ma Clau­dio Ghez­zo si di­fen­de: so­no in­no­cen­te

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - Eleo­no­ra Bi­ral

VE­NE­ZIA In quat­tro an­ni la «Plan-Eco Srl» di Cit­ta­del­la è riu­sci­ta ad ave­re il mo­no­po­lio de­gli af­fi­da­men­ti dei ser­vi­zi da par­te di «Eco­pro­get­ti Ve­ne­zia» ed «Eco­ri­ci­cli Ve­ri­tas», le due par­te­ci­pa­te della mul­ti­ser­vi­zi Ve­ri­tas. Nel 2012 – gra­zie agli ap­pal­ti pi­lo­ta­ti (se­con­do l’ac­cu­sa) da Clau­dio Ghez­zo, ex di­ri­gen­te Ve­ri­tas, non­ché ma­na­ger del­le due par­te­ci­pa­te – l’azien­da pa­do­va­na ha ge­sti­to lo smal­ti­men­to del 75,14 per cen­to del ve­tro rac­col­to, poi sem­pre di più: 79,25 nel 2013, 98,2 l’an­no suc­ces­si­vo fi­no ad ar­ri­va­re, nel 2015, al 100 per cen­to. Nu­me­ri che di­mo­stre­reb­be­ro i fa­vo­ri all’im­pre­sa fi­ni­ta al cen­tro dell’in­chie­sta della Guar­dia di Fi­nan­za che ha por­ta­to all’ar­re­sto, mar­te­dì mat­ti­na, di Ghez­zo, ac­cu­sa­to di cor­ru­zio­ne e tur­ba­ti­va d’asta, di Sa­bri­na To­nin, re­spon­sa­bi­le com­mer­cia­le della Pla­ne­co di Cit­ta­del­la, ac­cu­sa­ta di aver­gli ver­sa­to 100 mi­la eu­ro di maz­zet­te, e di En­zo Bu­sa­to (do­mi­ci­lia­ri), le­ga­le rap­pre­sen­tan­te della «Fra­tel­li Bu­sa­to Srl» di Pre­gan­ziol, che avreb­be pa­ga­to 51 mi­la eu­ro. L’in­chie­sta con­ta poi al­tri ot­to in­da­ga­ti tra im­pren­di­to­ri e di­pen­den­ti di so­cie­tà e due fun­zio­na­ri pub­bli­ci, tra cui il dg di Ve­ri­tas An­drea Raz­zi­ni, ac­cu­sa­to di abu­so d’uf­fi­cio dal pm Gior­gio Ga­va, an­che se il gip Ro­ber­ta Mar­chio­ri ha sca­gio­na­to il ma­na­ger, af­fer­man­do che non c’è la pro­va che, aval­lan­do le de­ci­sio­ni di Ghez­zo, ab­bia vo­lu­to per­se­gui­re so­lo l’in­te­res­se pub­bli­co. Nel bli­tz le fiam­me gial­le han­no an­che se­que­stra­to 302 mi­la eu­ro, tra con­ti cor­ren­ti e ope­re d’ar­te, tra cui qua­dri e scul­tu­re ac­qui­sta­ti da Ghez­zo ne­gli an­ni.

La de­ci­sio­ne del giu­di­ce di adot­ta­re mi­su­re re­strit­ti­ve de­ri­va per tut­ti dal pe­ri­co­lo della rei­te­ra­zio­ne del rea­to. In par­ti­co­la­re per Ghez­zo, che ad og­gi ri­co­pre di­ver­si in­ca­ri­chi, tra cui quel­lo di con­su­len­te per la Eco­ri­ci­cli e la Me­tal­re­cy­cling e re­spon­sa­bi­le del­le «di­sca­ri­che ci­mi­te­ria­li». In vir­tù dei rap­por­ti con­so­li­da­ti ne­gli an­ni in azien­da, se­con­do il giu­di­ce «può con­ti­nua­re a in­flui­re sui mec­ca­ni­smi de­ci­sio­na­li». L’af­fi­da­men­to de­gli ap­pal­ti av­ve­ni­va per­lo­più per via di­ret­ta, at­tra­ver­so de­gli esca­mo­ta­ge che lo giu­sti­fi­cas­se­ro, ma an­che con ve­re e pro­prie tur­ba­ti­ve d’asta, gra­zie a un «traf­fi­co» di in­for­ma­zio­ni sul­le ga­re, com­pre­se le ri­ve­la­zio­ni su prez­zi e con­cor­ren­ti. Una di­pen­den­te della Plan-Eco ha per esem­pio ri­ve­la­to di aver rag­giun­to l’uf­fi­cio di Ghez­zo per la ve­ri­fi­ca della do­cu­men­ta­zio­ne e di aver­la con­trol­la­ta in­sie­me a un im­pie­ga­to pre­sen­ta­to­le da lui. In al­tri ca­si, in­ve­ce, i ser­vi­zi han­no su­bì­to lie­vi­ta­zio­ni in cor­so d’ope­ra.

Ghez­zo era mol­to chiac­chie­ra­to nell’am­bien­te. «Mi­ster 2 per cen­to», lo ave­va de­fi­ni­to un im­pren­di­to­re con­cor­ren­te, Re­na­to Spo­lao­re, nell’in­ter­cet­ta­zio­ne che ha da­to il via all’in­chie­sta. «Ghez­zo fa­ce­va con­su­len­za al­la Pla­ne­co an­che tra­mi­te la com­pa­gna», ave­va det­to in un’al­tra te­le­fo­na­ta. Tra i tre prin­ci­pa­li in­da­ga­ti c’era un rap­por­to con­so­li­da­to, tan­to che all’av­vi­so di pro­ro­ga del­le in­da­gi­ni Ghez­zo avreb­be con­cor­da­to una li­nea co­mu­ne con To­nin. La don­na, in un’in­ter­cet­ta­zio­ne ave­va det­to al suo in­ter­lo­cu­to­re: «(Ghez­zo) si è pas­sa­to il wee­kend a guar­da­re le mail de­gli ul­ti­mi tre an­ni e di­ce che si evin­ce un rap­por­to di ami­ci­zia e que­sto non è vie­ta­to no? L’uni­ca co­sa che pos­so­no aver pun­ta­to è la ga­ra».

«So­no tran­quil­lo per­ché so­no in­no­cen­te», di­ce Ghez­zo dal car­ce­re di San­ta Ma­ria Mag­gio­re, do­ve ie­ri ha in­con­tra­to il suo di­fen­so­re, l’av­vo­ca­to Fa­bio Nie­ro. «Tut­ti gli af­fi­da­men­ti so­no sta­ti fat­ti in ba­se al­le nor­ma­ti­ve vi­gen­ti all’epo­ca - spie­ga il le­ga­le - Tra con­trol­li in­ter­ni ed ester­ni, so­no sta­ti aval­la­ti da 20-30 per­so­ne: la ve­ri­tà è che quel­le azien­de fa­ce­va­no i prez­zi mi­glio­ri». Nie­ro smi­nui­sce le pro­ve rac­col­te: i qua­dri, le in­ter­cet­ta­zio­ni, co­me per esem­pio quel­la in cui sem­bra che Bu­sa­to gli dia i sol­di in ma­no per i me­si di mar­zo, apri­le e mag­gio 2015. «E’ un ap­pas­sio­na­to di ar­te e ha uno sti­pen­dio ele­va­to da an­ni - spie­ga - Quan­to al­le fra­si, si trat­ta di bat­tu­te de­con­te­stua­liz­za­te». Di­fe­sa su tut­ta la li­nea an­che per la com­pa­gna. «Spo­lao­re è un im­pren­di­to­re pie­no di ran­co­re per­ché era sta­to esclu­so a cau­sa dei suoi prez­zi trop­po al­ti», af­fer­ma il le­ga­le. L’uni­co fat­to nuo­vo è lo sche­ma dei ver­sa­men­ti tro­va­to sul pc di Bu­sa­to: «Non ne so nien­te, io non ho pre­so un eu­ro», ha det­to Ghez­zo al le­ga­le.

L’in­ter­cet­ta­zio­ne Ha pas­sa­to il wee­kend a guar­da­re le mail e di­ce che si evin­ce un rap­por­to di ami­ci­zia. Non è vie­ta­to no?

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