L’omi­ci­da: «Dav­ve­ro ri­schio 20 an­ni?»

Nes­sun se­gno di pen­ti­men­to dal car­ce­re. La so­rel­la: «Non vo­le­va uc­ci­de­re». La rab­bia del­la mam­ma di Iri­na

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Treviso - Mil­va­na Cit­ter © RIPRODUZIONE RISERVATA

GO­DE­GA SANT’UR­BA­NO «Ma dav­ve­ro ri­schio più di 20 an­ni di car­ce­re?». In cel­la Mi­hail Sav­ciuc, Mi­che­le co­me lo chia­ma­no in fa­mi­glia, co­min­cia a ca­pi­re qua­li sa­ran­no le con­se­guen­ze del cri­mi­ne com­mes­so. E cioè uc­ci­de­re l’ex fi­dan­za­ta Iri­na Ba­cal, in­cin­ta di cir­ca 6 me­si, per­ché non vo­le­va il bam­bi­no. Il gio­va­ne, dal­lo sguar­do du­ro e sprez­zan­te, ini­zia a per­de­re si­cu­rez­za ora che è chiu­so in una cel­la. Una cel­la di iso­la­men­to per ga­ran­tir­ne la si­cu­rez­za, do­po che gli al­tri de­te­nu­ti han­no fat­to ca­pi­re di non vo­ler­lo con lo­ro. Può ve­de­re so­lo il suo av­vo­ca­to Da­nie­le Pa­ni­co e, pur non mo­stran­do an­co­ra se­gni di pen­ti­men­to, sta gra­dual­men­te ren­den­do­si con­to che do­me­ni­ca 19 mar­zo, nel bo­sco di via Man­za­na a For­me­ni­ga, ha toc­ca­to un pun­to di non ri­tor­no. Quel­lo nel qua­le si è in­fi­la­to uno stu­den­te un po’ bul­lo che si tra­sfor­ma in bru­ta­le as­sas­si­no. Che ha uc­ci­so Iri­na, pri­ma col­pen­do­la con un mas­so con una vio­len­za co­sì forte da sfon­dar­le il cra­nio, e poi l’ha fi­ni­ta stran­go­lan­do­la. Che su­bi­to do­po è an­da­to al Bi­scio­ne Il maz­zo di fio­ri por­ta­to ie­ri mat­ti­na dal­la mam­ma di Iri­na sul luo­go del bru­ta­le de­lit­to. So­pra, Mi­hail e Iri­na quan­do era­no fi­dan­za­ti a sfo­ga­re il ner­vo­si­smo con gli ama­ti vi­deo­po­ker, spin­gen­do­si - il gior­no do­po - a ri­ven­de­re i gio­iel­li e il te­le­fo­no strap­pa­ti al­la sua vit­ti­ma, per poi spen­de­re il ri­ca­va­to gio­can­do an­co­ra al­le slot. Che ha fat­to di tut­to per de­pi­sta­re gli in­qui­ren­ti. Ora Mi­hail co­min­cia a ca­pi­re che, in quel­la ra­du­ra, ha spen­to la vi­ta di Iri­na e del suo pic­co­lo, cam­bian­do per sem­pre la sua. Sta rea­liz­zan­do che nel suo fu­tu­ro non ci sa­ran­no più ra­gaz­ze da con­qui­sta­re, au­to ve­lo­ci e di­ver­ti­men­to con gli ami­ci, ma le mu­ra di una cel­la e una con­dan­na che sa­rà pe­san­tis­si­ma. Ed è spa­ven­ta­to, co­me rac­con­ta Rai­sa Mi­rin­di­ci, la so­rel­la mag­gio­re. L’unica che è riu­sci­ta a fa­re brec­cia nel mu­ro di du­rez­za e a con­vin­cer­lo a con­fes­sa­re do­po ore di in­ter­ro­ga­to­rio da par­te del­la squa­dra mo­bi­le: «Mio fra­tel­lo non è una bel­va, ha fat­to una co­sa ter­ri­bi­le e il per­ché non lo sa nean­che lui. Sta co­min­cian­do a ca­pir­lo. È un ra­gaz­zo gio­va­ne e spa­ven­ta­to». Rai­sa e la ma­dre Li­lia­na, chiu­se nel­la lo­ro ca­sa di via Bru­sche a Go­de­ga Sant’Ur­ba­no, so­no di­spe­ra­te. Ol­tre al do­lo­re per un fi­glio e un fra­tel­lo re­clu­so in car­ce­re con un’ac­cu­sa or­ri­bi­le, han­no pau­ra: «Sia­mo ter­ro­riz­za­te dall’odio che si sta spar­gen­do su Mi­che­le e su di noi. Ab­bia­mo an­che pau­ra di usci­re di ca­sa te­men­do che qual­cu­no pos­sa far­ci del ma­le o in­sul­tar­ci». Sof­fro­no, que­ste due don­ne che da so­le de­vo­no man­da­re avan­ti la fa­mi­glia, ma san­no che c’è chi sof­fre più di lo­ro: «Sia­mo af­fran­te per Iri­na e la sua fa­mi­glia – spie­ga -. Ci di­spia­ce mol­to, ma sia­mo si­cu­re che lui non vo­le­va far­le del ma­le. Ha per­so la te­sta. Avrà bi­so­gno di tem­po per ca­pi­re il ma­le che ha fat­to e per­ché l’ha fat­to». Pa­ro­le dif­fi­ci­li da ac­cet­ta­re per Ga­li­na, la mam­ma di Iri­na che ie­ri è sa­li­ta fi­no al bo­sco di For­me­ni­ga per po­sa­re un maz­zo di fio­ri sul luo­go do­ve la vi­ta di sua fi­glia e del bim­bo che por­ta­va in grem­bo so­no sta­te spez­za­te: «De­ve pa­ga­re. È un cri­mi­na­le». L’ur­lo di do­lo­re di una mam­ma che non può pen­sa­re al per­do­no.

I fio­ri sul po­sto

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