Mez­zo­gior­no: scat­ta l’ora x ri­sto­ran­ti pre­si d’as­sal­to Tut­ti paz­zi per il pol­lo frit­to, brio­ches e caf­fè fi­no a se­ra

Corriere del Veneto (Treviso e Belluno) - - Regione Attualità - S.M.D. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VE­RO­NA Mez­zo­gior­no. E la geo­gra­fia in­ter­na già cam­bia. Nes­sun ta­vo­lo sgom­bro, nes­su­na se­dia li­be­ra. L’are­na del gu­sto, al se­con­do pia­no di Adi­geo, è una rag­gie­ra di code, or­di­na­te per cas­se; la fa­me si fa sen­ti­re, si pro­va di tut­to. A de­sta­re cu­rio­si­tà è il de­but­to sca­li­ge­ro di Kfc, il brand mon­dia­le del pol­lo frit­to.

In co­da gen­te che ha già pre­so la sua ra­zio­ne e at­ten­de, con pa­zien­za, un po­sto a se­de­re. «Ci ha por­ta­ti qui no­stro fi­glio - al­za le ma­ni una mam­ma - im­paz­zi­sce per que­sta ca­te­na. Il pol­lo? Buo­no, de­vo es­se­re sin­ce­ra». Per l’oc­ca­sio­ne, inau­gu­ra­to il di­spen­ser «Free re­fill» do­ve ci si ser­ve Co­ca-co­la e al­tre soft drinks.

Po­co di­stan­te tie­ne, con una cer­ta do­se di or­go­glio, il nuo­vo pun­to Mc Do­nald: le cas­se so­no più li­be­re, un grup­pet­to si rag­gru­ma at­tor­no ad un vi­deo. «Stia­mo or­di­nan­do il pran­zo qui, è più co­mo­do - av­ver­to­no - sce­gli, pa­ghi e poi ri­ti­ri. Ma co­me non lo sa­pe­vi?». No, in mol­ti non lo san­no. E si sen­to­no vecchi. Un pen­sie­ro che si sbro­glia su­bi­to se­guen­do il pro­fu­mo di can­nel­la e di car­ne che cir­co­la e si at­tor­ci­glia nel­la sa­la prin­ci­pa­le. «Ho pre­so gnoc­chi gra­ti­na­ti a 6,90 euro - rac­con­ta Mad­da­le­na, di fron­te al nuo­vo pun­to ri­sto­ro fir­ma­to Ra­na, che cer­ca di te­ne­re drit­to il vas­so­io, fra la fol­la - ma i miei ami­ci si so­no but­ta­ti sui tor­tel­lo­ni al cru­do».

Fa­mi­glie in­te­re riem­pio­no «Old wild We­st», da Bac­ca­na­le ci si ip­no­tiz­za ve­den­do com­por­re gli ape­ri­ti­vi. «Quel­la di og­gi, per mol­te fa­mi­glie, è da con­si­de­rar­si una gi­ta ve­ra e pro­pria - spie­ga un ca­me­rie­re che non rie­sce a sta­re die­tro ai ta­vo­li da spre­pa­ra­re - ar­ri­va­no, fan­no un gi­ro e poi pran­za­no. Met­te­rei la fir­ma per­ché fos­se co­sì tut­ti i gior­ni, an­che se è stres­san­te».

Code in­di­stin­te an­che per po­ter met­te­re sot­to i den­ti una pia­di­na, men­tre la sfil­za di dol­ci al Bau­li, di ora in ora, si as­sot­ti­glia.

«Qui ven­go­no per le no­stre brio­ches gour­met, co­me quel­la al pi­stac­chio - spie­ga­no al­la pa­stic­ce­ria Fle­go, fra le no­te di jazz in sot­to­fon­do e i gran­di lam­pa­da­ri - ma an­che per i ma­ca­ron e per le no­stre co­lom­be, che rea­liz­zia­mo a me­no di un chi­lo­me­tro da qui, nel no­stro la­bo­ra­to­rio». «Spri­tz pro­mos­so» è la sen­ten­za fi­na­le di una com­pa­gnia da Bre­scia che fe­steg­gia un lie­to even­to. Non sa an­co­ra che, fuo­ri, ci sa­rà da pa­zien­ta­re: per ar­ri­va­re all’au­to­stra­da ci so­no de­ci­ne di au­to in co­da.

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